Premio Giornalistico Alfio Menegazzo


 

Chi era Alfio Menegazzo: Alfio e la sua Juve

Ci proponiamo, attraverso una serie di storie inedite e poco conosciute – abbiamo iniziato nell’edizione del giornale dell’anno scorso- di “raccontare” Alfio anche ai giovani che non hanno potuto conoscerlo direttamente. Giovani che ha amato e seguito su tutti i campi di calcio della Riviera ed anche in altre regioni d’Italia. E di calcio “ne capiva” molto anche se chi scrive, (di fede nerazzurra) cercava di “attaccarlo”, senza, però, riuscirci.

Mi telefona. “Ho due biglietti per l’incontro Padova-Juve. Vieni a prendermi alle 20.” Arriviamo davanti all’Appiani e l’amico si ferma, prende una pastiglia, per calmare i battiti del suo cuore, e mi dice: “Non ci crederai, ma sono emozionato.” Eravamo seduti in tribuna stampa. Ad un certo punto esprime un giudizio su due giocatori bianconeri. Lì vicino c’è il giornalista della Gazzetta dello Sport, Paolo Forcolin. Ha sentito tutti. Si gira, l’osserva, ma non dice nulla. Dopo un anno circa, Alfio con la sua amata sposa Luigina, va a pranzare al Burchiello, dell’amico Nino. Nel tavolo vicino sta seduto, guarda un po’ il caso, proprio Forcolin. Il giornalista della rosea lo osserva per qualche secondo e poi, da giornalista di razza qual è, che sa archiviare parolacce e facce, gli dice: “mi ricordo perfettamente di te e di quello che hai detto durante l’incontro Padova – Juve: avevi ragione”

 

(un amico sincero)