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Riversamento da Servizio Radiofonico
Speaker
E allora buongiorno amici ascoltatori di Radio Verona e di Radio Ragazzi. Bentrovati anche per questa settimana. Lunedì 10 maggio, le 18 e15. Siamo puntuali. Aprendo dunque il nostro programma salutiamo Laura. Ciao Laura.
L
Ciao a tutti.
S
E allora sei l’unica della redazione del lunedì.
L
Ebbene sì, sono l’unica superstite.
S
Il bel tempo, le gite e quant’altro, ma c’è sempre chi tiene duro. Io oggi sono particolarmente contento ed emozionato perché apriamo la settimana con una puntata dedicata ad un personaggio di cui avete senz’altro sentito parlare in questi giorni, e cioè dedicata a Berto Barbarani. Io, per parlare di questo ho chiesto a Roberto Puliero perché mi sono detto chi meglio di lui potrebbe raccontarci qualcosa di Barbarani e magari anche interpretare alcune delle sue rime. Roberto ha risposto Presente e perciò lo ringrazio. Ciao Roberto
Roberto Pugliese
Ciao e buonasera a tutti gli ascoltatori.
S
Bene, Roberto. Abbiamo seguito le vicende di questa statua che è stata inaugurata, e poi qualche.... non mi viene il termine...qualche poco di buono diciamo così, è andato subito a ...anche se non si vede, bisogna dire, chi non sapeva di questo bastone dietro la schiena, potrebbe anche non accorgersene tutto sommato. Comunque una statua che finalmente Verona regala a questo poeta. Sono dovuti passare circa 60 anni. Un giudizio sulla statua, Roberto?
RP
La statua mi sembra bellissima perché evoca l’immagine di un signore che gironzola per le vie della città e che da lì trae ispirazione per i suoi versi. Per cui direi un’opera molto significativa.
S
Bene. Allora, Laura, io non so quanto tu sappia di Berto Barbarani ma sicuramente l’hai sentito nominare dai tuoi nonni o dai tuoi genitori, è un po’ in tutti noi anche se noi siamo arrivati un po’ dopo. Per conoscerlo meglio abbiamo qui Roberto Puliero. Entreremo subito in argomento e ascolteremo una prima poesia di Berto Barbarani. Io darei i numeri per intervenire perché la gente potrebbe darci il proprio parere sulla statua o dirci qualcosa su Barbarani. Il numero per gli sms è il 3356011610 oppure anche chiamando al numero verde 800-744616 o scrivere al sito www.radioverona.it. Ci sentiamo fra un attimo dopo la musica di Dido a Radioragazzi di RadioVerona.
Berto Barbarani, la sua e la nostra Verona. Oggi siamo insieme a Roberto Puliero per saperne di più su Barbarani. Roberto, se io ti chiedo chi era Barbarani?
RP
Diciamo che è stato il cantore della Verona del primo ‘900. Il dialetto ha però questa straordinaria caratteristica di non morire per cui anche i più giovani che magari non conoscono certi termini perché il dialetto è cambiato, si è imbastardito con la televisione e con il linguaggio proveniente da altri dialetti, però certi termini li hanno dentro perché magari li hanno sentiti da piccolissimi da qualche nonno e perciò è sufficiente un verso di Barbarani per farli in qualche modo riaffiorare e darci l’idea di una città che era senz’altro diversissima da quella di oggi. Una città straordinaria per bellezze artistiche ma anche un campionario di umanità che praticamente rappresenta le nostre radici. Quindi il motivo dell’affetto di tanti veronesi per questo poeta deriva proprio dal fatto che anche se siamo tanto lontani dai tempi che lui descrive ne abbiamo ancora sotto gli occhi delle tracce continue.
S
Lui che vita ha fatto?
RP
Beh, diciamo che più che per la sua vita privata o personale, faceva anche il giornalista e il corrispondente per l’Arena, diciamo che per lui parlano i suoi versi, quelli che ci ha lasciato. Diciamo che Berto Barabarani riesce a dare un’idea singolare, molto rispondente di un atteggiamento molto diffuso ancor oggi nei veronesi che è quello di saper anche scherzare delle proprie disgrazie. Prima abbiamo parlato del Verona che sta scivolando ma questo non c’entra. Lasciamo stare. Ma comunque volevo dire che esiste nella nostra gente il desiderio di voler un po’ scherzare, ironizzare su se stessi e questa è una delle sue caratteristiche principali. Anche se per me è importante dire anche un’altra cosa e cioè che pur essendo Verona e i veronesi l’oggetto dei suoi versi, ci sono delle poesie in cui il valore di Berto Barbarani giunge a livelli universali che possono certo essere apprezzati anche fuori Verona ed ha una singolare capacità anche di trasmettere dei concetti, diciamo così, filosofici o comunque qualche opinione sulla vita attraverso queste storie semplici.
S
Non a caso il nome di Barbarani compare nei libri di letteratura che studiano i ragazzi all’ultimo anno di liceo.
RP
Certo. Io direi che ci sono diverse sue liriche che superano alla grande i confini del locale o del localistico proprio per raccontare delle storie universali. E poi c’è un’altra cosa della quale si parla, a mio avviso, poco: una sapienza tecnica formidabile, la musicalità dei versi viene spesso lasciata in secondo piano mentre è una caratteristica di valore assoluto.
S
Roberto, riusciamo a introdurci nella sua poesia. Tu ne hai preparate tre. Quale ci fai ascoltare per prima.
RP
Si potrebbe partire da una poesia giovanile, che più che una poesia è un esercizio scherzoso.
“Me morosa l’ha podudo
farse un abito da festa
inguarnido de veludo
ma vardè, vardè che testa!
L’ha vossudo e stravossudo
lassar fora da la vesta
un toqueto de col nudo
e cussì non go più chiete.
Cossa dirà mai la gente
Cossa mai diralo el prete?
Mi lo sò che non xe peca
Lo capisso, non l’è gnente
Ma me seca xà.
Me seca perchè intanto si i la vede caminar cussì scolada
chissà mai cossa i la crede
e che strassa de velada che i ghe taca.
I torà la rede par ciaparla a la pescada.
Manco mal che mi go fede ne la Dina inamorada ma...
che arie, che boresso,
la s’avesse almanco messo
intorno al col ‘na sciarpa,
un velo, che so’ mi, un nastro, un fassoleto
maledeta, neanca quelo”.
S
Era Roberto Puliero che recitava Berto Barbarani. Noi l’applauso lo conserviamo per il gran finale. Abbiamo altre due poesie da ascoltare. Questo era il Barbarani più giovane?
RP
Sì, questo era il Barbarani giovanile. É una poesia ancora piena di entusiasmo, nella quale racconta un quadretto familiare. Ce ne sono molte di queste che sono veri e propri scherzi. Un’altra delle caratteristiche di Barbarani è quella di scrivere praticamente delle sceneggiate. I napoletani, sai, sono famosi per le loro sceneggiate, e Berto Barbarani in molte poesie racconta delle storie in cui consente tra l’altro anche a chi legge o interpreta le sue poesie di interpretare vari personaggi.
S
Bene dopo uno stacco musicale, sentiremo ancora Roberto Puliero che interpreterà altre poesie di Berto Barbarani.
Ecco sono le 18 e 30 minuti. Siamo a Radioragazzi di Radio Verona e siamo in compagnia di Roberto Puliero che ci parla di Berto Barbarani.
Roberto, un altro tema tipico di Barbarani sono i pitocchi. Deriva anche un po’ dal periodo in cui lui ha vissuto.
RP
Sì, diciamo che le poesie giovanili poi pian piano lasciano il posto alla consapevolezza del fatto che nella nostra città pur così bella e con tanta bella gente c’era anche tanta miseria. Dobbiamo dire che c’era allora come c’è anche adesso, anche se i pitocchi hanno cambiato colore ma sostanzialmente tante sue poesie possono essere attuali. Proprio ai pitocchi dedica un canzoniere, non certo solo con buonismo ma talvolta anche con qualche accenno polemico. Era anche il tempo dell’emigrazione e quindi anche la rappresentazione dei pitocchi che devono abbandonare la loro città e la loro casa è una rappresentazione molto toccante, ma anche polemica e incisiva. Ci sono delle figure straordinarie che fanno parte appunto della nostra storia.
S
La poesia che vai a leggerci...
RP
Sì è una di quelle che raccontano le storie di questi personaggi semplici. Si intitola “El gobo”.
S
Allora Roberto Puliero ne “El gobo” di Berto Barbarani.
RP
“L'era lì fermo sul canton del gheto
Che el sigava: « Cerini ! Fulminanti ! »
Co la testa cassada nel coleto
E la botega a pingolon davanti.
Gobo qua, gobo là, gobo, gobeto,
siga i mostri, ‘stigadi da i birbanti,
e lu sconto de drio de un portegheto,
el li manda a l'inferno tuti quanti!
Che quando un poro can nasse segnado,
no i lo ciama col nome de bateso,
ma storto, strupio, mal taiado...
Se invesse l'è un sior come che va,
el pol èssar più storto de un ponteso,
guai la madona a dir la verità!
A mezanote i sera la locanda
e bastiamando el gobo se rampega sora i scalini
de ‘na ciesa granda
con ‘na fame che el stomego ghe sbrega
lu no g’à un leto, lu non g’à ‘na branda
nè un pajon, nè un cussin, nè una carega
ma el va xo co la testa da una banda
sui scatolini de la so botega
e sognando ghe par che dai cerini
salta su con la fasa invernisada
de le done in camisa a farghe inchini,
che lo invida a balar qualche matada,
che i le tasta la goba coi dentini.
L’è le done che lu vede in strada,
una le parla “Gobo, come vala?”
E lu responde “La va male, e lei?”
Questa qua sui xenoci la ghe bala
E lu pronto el ghe petena i cavei,
‘st’altra adobada de ‘na tenda giala
le ghe dixe tocandolo coi dei
“Te pesa ‘sto fagoto su la spala?”
e lu da gnagno “Bei cerini, bei.”
Che sogno.
Cargà sui scalini forse stanote
La ghe pasa lissia
Perchè guai se i lo cata i questurini
Sangue, i l’è qua, por colpa de la luna
i lo ciapa, i lo sgorla e lo desmissia
Neanca i gobi a ‘sto mondo i ga fortuna.”
S
18 e 37 minuti. Ci sarebbe ancora molto da dire su Barbarani, tante sono le sue poesie. Arriva anche un messaggio per Roberto che dice “Complimenti Roberto Puliero, con la tua bravura e simpatia riesci a trasmettere l’arte di Barbarani come se fosse non un poeta d’altri tempi ma attuale, un po’ come se ci fosse Barbarani in diretta. Un grande ciao.”
RP
Ringrazio questo ascoltatore. Come dicevo prima, è proprio la poesia di Barbarani che riesce a creare questo miracolo perchè le cose di cui parla sembrano riferirsi a quasi un secolo fa ma in realtà ci appartengono ancora.
S
3356011610 è il numero per gli sms. Adesso ci avviamo al gran finale perché ascolteremo una delle poesie più famose di Berto Barbarani e che è anche molto lunga e infatti Roberto si sta preparando. La domanda è banalissima, me ne rendo conto: Barbarani oggi troverebbe delle tematiche per emergere come poeta in questa Verona, secondo te?
RP
Certamente direi, perché poi, come si diceva prima, tante delle cose che racconta le ritroviamo anche oggi. Ritroviamo per esempio l’umanità dei suoi personaggi che sanno talora ridere delle loro disgrazie e dei loro drammi. Ritroviamo purtroppo una città un po’ più guastata, un po’ più rovinata, un dialetto che si è un po’ perduto, ma la capacità di ridere delle nostre cose e poi anche di poter esprimere nel nostro dialetto alcuni concetti importanti, queste sono rimaste e quindi credo che riuscirebbe senz’altro anche se magari farebbe più fatica di altri, più fatica che non in altri anni a distinguersi dai protagonisti del Grande Fratello o da chi acquista notorietà oggi con la facilità con cui oggi gente senza talento riesce a farsi conoscere.
S
Andiamo alla poesia di Barbarani che è forse la principale dedicata a Verona.
RP
Diciamo che è quella nella quale esplicitamente si sottolineano le bellezze della città. É il prologo alla Giulietta e Romeo. Berto Barbarani ha scritto anche un’opera per il teatro che io trenta chili fa ho interpretato, la Giulietta e Romeo che, non a caso lui ha intitolato Giulietta e Romeo e non Romeo e Giulietta come Shakespeare, proprio per mettere in primo piano la figura femminile. Barbarani ha tradotto in un qualche modo la vicenda shakespeariana nel nostro dialetto con dei versi straordinari e c’è un prologo che immette nella storia raccontando la sua immagine della città.
S
E allora Roberto Puliero in “Voria cantar Verona”.
RP
“Voria cantar Verona a ‘na certa ora de note
quando monta su la luna,
quando i boschi che dorme
i par che cora drio a sogni de barche,
a far fortuna
drio a l’acqua de l’Adese che va
in serca de paesi e de cità
e a l’ora che finio tuto el susuro
speciarla zò nel’Adese dai ponti
acomodarla mi muro par muro
tuta forte nel cercolo dei monti
e dove ch’el piantà Castel San Piero,
sule rovine del teatro antico
vedar levarse su come de fero
tutto intiero el Castel de Teodorico
e imaginarme rampegada ‘dosso
‘na Verona cambia’ ne’ so colori.
Tori murarie de acquarel più roso,
case dipinte e ponti levadori
che i se specia nel’Adese che va
in serca de paesi e de cità.
Così me sa la xena.
Eco voria castigar la cità de quela gente
Che par odio o pasion de signoria
Sempre in barufa par non far da gnente,
Drio ai pilastri dei porteghi,
nei vicoli sconti,
tra el fumo de le torse a vento,
sempre su quela a desfidar pericoli
a tria, a quatro, a compagnie de cento
i se sfidava par saltarse adoso
pronti a la spada ma
al cortel più pronti
pur che se veda corar sangue roso,
pur che se senta tombolar dai ponti
qualche morto nel’Adese che va
en serca de paesi e de cità.
Così me sa la xena
Et voria portarve soto ‘na finestra granda,
Tuta savor de vecia poesia,
a colonete che se racomanda a quei che pasa
che no i volta via sensa guardarla,
sensa far dimanda de qual vecia casada
eco la sia, ci sia mai quel paron che la comanda.
Da là drentro Giulieta viscorea Romeo,
col so Dio, col so Signor,
el era tanto el bene che i se volea
che non gh’è omo, no gh’è pianta, o fior, no gh’è mar,
no gh’è Adese che va en cerca de paesi e de cità,
che posa dirlo.
O storia de morosi,
Capitada fin qua atraverso i soni de tanti inverni,
quando che gh’era sposi i papà dei papà dei nostri noni.
O ciese grande, dale porte verte
lavorade de risso e de figura,
o madonete piturade e inserte tra un San Bernardo e un San Bonaventura,
o mercanti de lane, o piere sante fate de un marmo che trafora el griso,
de le miserie ne avè viste tante
ma el vostro muso l’è restà preciso,
tante de rughe el tempo el và segnado,
tanto de rughe el tempo el và lustrà,
el Adese enpasando el và basà,
el Adese erompendo el và lavà.
Boh? L’è tornado a posto,
el xe sognado altri ponti, altre case,
altre cità.”
S
Roberto Puliero che ha recitato “Voria cantar Verona”. Io ho un po’ di pelle d’oca addosso e credo anche tanti che sono all’ascolto. Siamo arrivati quasi alla fine di questa puntata e me ne dispiace naturalmente. Roberto Puliero, oltre che attore, radiocronista, comico, professore, è anche poeta perché ha scritto delle poesie e le ha anche raccolte mi pare, no?
RP
Sì, sì, ma in realtà i poeti sono ben altra cosa. Diciamo che io essendo abituato a prendere in giro quelli che posso prendere in giro nelle mie trasmissioni satiriche, ho inventato anche un personaggio che prendo in giro con ironia ma anche con affetto, che appartiene ad una categoria di persone che con simpatia tengono in vita le nostre tradizioni e il nostro dialetto ed è la categoria non già dei poeti dialettali ma degli aspiranti poeti dialettali cioè quelli che cercano di essere come Berto Barbarani ma non ce la fanno e hanno una singolare caratteristica, quella di cercare sempre e disperatamente di farci piangere. Berto Barbarani ci fa commuovere con i suoi versi e ci sono alcuni aspiranti poeti, che sono anche simpaticissimi amici, che cercano di fare altrettanto e poi fanno dei concorsi poetici come se fosse possibile stabilire se è più bravo Leopardi o Pascoli e quindi io mi sono permesso di inventare un personaggio che prenda allegramente in giro questa categoria di persone.
S
Allora a te con il grande finale di Radioragazzi di oggi.
RP
Bene, allora potremmo anche tenere questa musica che fa già piangere per conto suo, è quella giusta. Questo personaggio si presenta da solo “Buonasera, buonasera, vi ringrassio per avermi invitato. Per chi non mi conossesse, mi presento: Ampellio Buriana, poeta dialettale veronese di oggi, recentemente classificato al 47° posto ex equo al concorso poetico La pamara di bronso di Michellorie 2003, classificato al 28° posto al concorso poetico Il Manareto d’oro di Michellorie e Tomba associate e soprattutto recentemente classificato al 72° posto ex equo al concorso poetico No gh’è verso di ..... 2004. Vi reciterò una mia commovente poesia dal titolo “Parchè ho pianto”. Se mi meti soto una musica che fa piansere melio ancora.
....
S
Grazie Roberto per essere stato qui e per averci fatto sognare con la poesia di Berto Barbarani. Tu sei già a lavoro per i tuoi spettacoli estivi. Puoi darci un’anteprima.
RP
Posso anticipare che accanto alle repliche di Sior Todaro brontolon, che sta girando la provincia e la regione, e col quale saremo presenti in corti, castelli e ville della provincia, ci sarà in luglio il debutto di uno spettacolo nuovissimo, per la prima volta possiamo dire il titolo, si chiamerà “Caviale e lenticchie” e sarà molto gustoso.
S
Grazie Roberto. Grazie di questo regalo e buona serata a tutti. Ci sentiamo domani per un’altra puntata di Radioragazzi.
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