Premio Giornalistico Alfio Menegazzo


 

Passate Edizioni - 2005 - Articoli: Francesco Bergamo

 

Demodossalogia e giornalismo

Federico Augusto Perini-Bembo, veneziano, fu il massimo esperto al mondo in demodossalogia, la scienza per i giornalisti. A Mestre, in un'anonima palazzina in piazzale Favretti, si trova la Fondazione da lui voluta, ma ora chiusa per questioni ereditarie. Demo/doxa/logos ovvero demodossalogia: scienza che studia la pubblica opinione (ad uso e consumo dei giornalisti). Per i demodossaloghi l'opinione pubblica è una forza sociale di carattere psico-collettiva -connaturata all'ambiente ove si sviluppa- favorita da predisposizioni interne al gruppo. Il prof. Perini-Bembo fu sicuramente un uomo fuori dal comune. Nacque a Venezia e si laureò discutendo una tesi sulla pubblica opinione durante il Risorgimento a Venezia. Per tutta la sua vita il professor Perini-Bembo insegnò “Storia del Giornalismo” e soprattutto la demodossalogia. Ma per capire a fondo questo straordinario studioso bisogna subito aggiungere che aveva sette lauree e il grado di generale. Eppure quando morì volle sulla sua tomba, nel cimitero di San Michele a Venezia, solo il titolo di “demodossalogo”.

Tutto iniziò nel novembre del 1929 con lo schema di legge per l'iscrizione nel ruolo di “professionisti” senza avere il praticantato in un giornale. Sorsero quindi varie scuole di giornalismo e tra queste, oltre a quella di Perini-Bembo sul giornalismo del Risorgimento e gli aspetti sociali dell'opinione pubblica, vale la pena ricordare anche quella di Carlo Barbieri prima a Trieste e poi a Padova sulla “Storia del Giornalismo”. Successivamente con la riforma De Vecchi, nel '35, fu soppressa la specializzazione giornalistica salvo la “Storia del Giornalismo” che, oltre all'unica cattedra ordinaria di Perugia, sopravvisse per opera di liberi docenti a Messina, Firenze, Trieste, Padova, Ferrara, Milano e dal '39 a Roma, affidata all'assistente di Paolo Orano: F. A. Perini-Bembo, di soli trent'anni. Inoltre quest'ultimo, nella capitale, “frugò” tra il materiale effemerografico e tra le tradizioni orali del Risorgimento quali espressioni giornalistiche di fenomeni di psicologia collettiva e sociali. Assieme ad Orano, nel '39, costituì presso l'Università a Roma un Centro studi sull'opinione pubblica: Centro di demodossalogia. Nel '43 il ministero dell'Educazione Nazionale nominò Perini-Bembo vicepresidente con una sovvenzione dello Stato per rilevare ufficialmente opinioni pubbliche in relazione a particolari settori. Ma a causa degli eventi bellici non fu possibile l'inserimento del Centro negli organici universitari di Roma. Durante la guerra conseguì cinque decorazioni sul campo. Catturato dalle forze di liberazione, internato e nell'attesa della fucilazione, perché accusato di essere un agente dell'Ovra, riuscì a fuggire grazie alla benevolenza di un suo allievo. Nonostante tutto questo svolse incarichi d'interprete a Trieste per gli alleati e poi dette vita a dei corsi per ausiliari del giornalismo, sotto l'egida dell'Enalc (1946). Il Professore non rinnegò mai le sue origini politiche e si diede da fare per elaborare e stendere lo statuto del Movimento Sociale Italiano di cui egli stesso rivendicò la paternità dell'ambigua denominazione Msi nel senso di Mussolini Sei Immortale. Nel '48 padre Felix A. Morlion gli assegnò una cattedra in demodossalogia alla Pro Deo. Presso la facoltà di Giurisprudenza dell'Università di Palermo, nel '49, si svolse un corso di demodossalogia e storia del giornalismo e visto i buoni risultati fu ripetuto anche l'anno dopo. A Roma, invece, alla facoltà di Scienze Politiche, si tenne un corso di sessantacinque lezioni e frequentato da cinquanta allievi. Questo diede inizio ai corsi sulla pubblica opinione che continuarono, anche se in modo discontinuo, fino all'A.A. '88-89. Venne, così, approfondita la tecnica della “in.de.” (indagine demodossalogica) che terminò, poi, con la “Conferenza su giornalismo ed opinione pubblica” (1989) per il cinquantesimo anniversario della libera docenza della Storia del Giornalismo di Perini-Bembo. Il metodo “in.de.” fu presentato in Francia da Perini-Bembo nel corso dell'incontro di lavoro svoltosi alla Università Sorbonne di Parigi, su invito del ministro francese Edgard Faure, agli inizi del 1974. Purtroppo con il ritiro del Professore per limiti di età, una serie di incomprensioni e di rivalità tra allievi portò alla scomparsa dall'ambito accademico della demodossalogia. Ma si deve in ogni modo ricordare che Michele Del Vescovo, Massimo Olmi, Vitaliano Rovigatti e Giulio D'Orazio portarono avanti lo studio e l'insegnamento della scienza in altre sedi. La demodossalogia fu una scienza scomoda perché considerata fascista. Infatti durante quel periodo venne usata per fare rilevamenti statistici sulla pubblica opinione, ma nel bel libro “Storia del sondaggio d'opinione in Italia” (1936-1994) di Sandro Rinauro non viene mai fatta menzione. Strano, perché per un buon periodo venne usata, in quanto i demodossaloghi usavano molto l'interpretazione dell'opinione pubblica più che la statistica. Il prof. Perini-Bembo nella sua lunga carriera di scienziato dell'opinione pubblica ha, in pratica, perfezionato la tecnica che poi darà alla luce le Open Sources Intelligence, oggi tanto di moda. Questa tecnica, che è di appannaggio esclusivo delle Forze Armate, è un prodotto, per così dire, veneziano. Un particolare curioso dell'avventurosa vita del Professore avvenne nel 1960, quando Tambroni, allora primo ministro, lo incaricò di strutturare un apparato in grado di rilevare informazioni su chi fosse in grado di condizionare il voto. L'agenzia di stampa “Montecitorio” avrebbe, poi, avuto in consegna una parte dello studio. Ma quello che merita davvero di approfondire è la ripartizione della demodossalogia come scienza, visto che viene ripartita in sette rami. Prima di elencarli tutti, però, vale la pena enunciare i postulati base: l'opinione pubblica va ricercata nelle forme cui si manifesta. Tutto quanto ha una ragione di vita contingente, giornaliera, diventa fonte. La pubblica opinione si manifesta attraverso un giornale o un articolo. Il luogo e il tempo sono legati alla pubblica opinione. La fonte deve essere possibilmente contemporanea se non simultanea.

In definitiva, le fonti della demodossalogia sono le stesse del giornalismo: la pubblicità (nel senso di pubblico, reso pubblico) e l'attualità (inteso come contemporaneo dell'avvenimento). I sette rami della scienza sono: 1) metodologico (sostituito nel '50 da sistematica); 2) psico-sociale (tramutato negli anni '80 in sociopsicologico); 3) morfologico; 4) applicativo; 5) etico- politico; 6) giuridico; 7) storico. Da tutto ciò si evince che l'opera del prof. Federico Augusto Perini-Bembo, anche se sconosciuta ad intere generazioni d'italiani, ha avuto sicuramente un merito: rendere possibile il passaggio del giornalismo da attività comunicativa e formativa a scienza del giornalismo e opinione pubblica.