Premio Giornalistico Alfio Menegazzo


 

Passate Edizioni - 2005 - Articoli: Cristina Chinello

 

Romana Guaita, una vita per le nuove vite

Ha fatto nascere oltre 8000 bambini. L'ostetrica veterana di Legnaro si racconta

LEGNARO. Ha fatto nascere più di 8500 bambini. Legnaro, il paese in cui vive, ha circa 7100 abitanti. E' Romana Guaita Trentin, ostetrica da oltre cinquant'anni. Qualche tempo fa ha ricevuto un riconoscimento per il suo impegno professionale dalla Consulta Femminile di Padova. Consigliere del collegio delle ostetriche di Padova, nel suo lavoro Romana è sempre stata considerata una “pioniera”: ha anticipato i tempi con le lezioni di educazione alla salute nelle scuole, assisteva i medici dei consultori quando doveva ancora nascere la figura dell'assistente sanitaria, progettava e realizzava incontri sulla salute.

«In cinquant'anni sono cambiate molte cose – dice – fino al 1975 si partoriva in casa, e il ricovero non era previsto, se non in presenza di patologie. Allora l'ostetrica non poteva permettersi di sbagliare diagnosi».

Com'era Legnaro negli anni Cinquanta?

«C'era tanta semplicità, la gente viveva in miseria. Nelle case la luce c'era solo grazie ai lumi a petrolio. Nelle stanze in cui non c'era il camino, d'inverno le pareti ghiacciavano, e luccicavano con il riflesso del lume. I bambini nascevano così, in una specie di atmosfera magica. Una volta – sorride – si è spento il lume, e non c'era più petrolio, allora si è messo il marito della puerpera a fare luce con la dinamo della bicicletta. Lui pedalava, e il figlio nasceva».

Altri tempi, in cui anche i ruoli erano diversi: com'era il padre del nascituro durante il travaglio della moglie?

«I mariti non assistevano mai al parto, se ne stavano attorno al camino ad aspettare. Davano tutta la loro disponibilità, ma non chiedevano mai di vedere nascere il figli. Il padre, allora, era il “pater”: il parto era un momento della donna. Poi l'urbanizzazione, il miracolo economico, hanno ridotto le famiglie a nuclei soli ed unicellulari. Ecco perché sono nati i consultori: la gente aveva bisogno del sostegno che aveva perso, non c'erano più le famiglie protettive».

Parla e ricorda, Romana. Non c'è nemmeno bisogno di farle domande. La sua vita racconta da sé. «Lo stesso bisogno di assistenza, c'è anche adesso», dice, e la sua grinta innovativa comincia ad emergere. «La grande carenza sanitaria di adesso è l'assenza dell'ostetrica nei consultori. L'ostetrica è polivalente, ha una professionalità che le permette di assistere la donna prima del parto, durante, e anche dopo. La donna di oggi è turbata: le informazioni disomogenee, un medico dice una cosa, un altro ne dice un'altra…non ha fiducia, è in balìa di chi arriva, in mano a sconosciuti. Poi l'ospedalizzazione del parto, ha trasformato un momento magico e naturale, in una patologia. Una mamma non può essere serena, in queste condizioni. E' per questo che mi sto battendo, perché sia ripristinata l'ostetrica nei consultori». Eccola, Romana battagliera. «Pensi che bello: una gravida che viene seguita prima del parto da una persona che le infonde coraggio, e trova la stessa persona in sala parto, e anche dopo. Ogni genitore deve compilare il protocollo comportamentale verso il suo bambino: noi abbiamo anche il compito di aiutare le coppie a capire il loro bimbo».

Ma Romana non si ferma qui: «Il nostro scopo è di ottenere tutto questo gratuitamente. Le donne stanno tornando a chiedere di partorire in casa. Pensi che meraviglia: un parto in casa, con un'equipe medica scelta dalla puerpera, gratuitamente. Queste cose ci sono già all'estero, siamo noi che arriviamo sempre dopo».

E le giovani ostetriche?

«Sono molto sensibili, anche ai cambiamenti. Mi piace molto l'assistenza al parto di adesso, con massaggi shiatzu, con lo yoga, la piscina. Ci deve essere dolcezza in un momento delicato come quello del parto: non si può entrare con violenza nella vita di una persona. Bisogna sempre usare le ciabatte ovattate e chiedere “permesso”. Sono le mamme a fare miracoli: è straordinaria la forza delle donne, quando si infonde in loro fiducia in sé stesse. Fanno cose incredibili».

Romana aderisce anche alla Leach League (Lega del Latte), un'organizzazione mondiale nata per promuovere l'allattamento materno. «Il nostro corpo è perfetto – dice – si può far venire il latte anche a chi adotta un bambino. Non è vero che a certe donne manca il latte. Manca il sostegno: se una mamma vuole allattare, niente la ferma. Sempre proporre soluzioni per quello che le mamme desiderano. Mai imporre».

 

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