Premio Giornalistico Alfio Menegazzo


 

Passate Edizioni - 2005 - Articoli: Federica Fant

 

Veneto

Corro il rischio, parlando della mia terra, di essere poco obbiettiva perché nutro un amore ed un affetto talmente grandi verso la Regione che mi ha dato i natali. Veneto significa immaginarsi le sponde del fiume Piave,che lo percorre da cima a fondo, attingendo da vari affluenti, e sulle rive del quale si sono disputate battaglie e disfatte, come quella di Caporetto, che i libri di storia ricameranno ancora per molti anni a seguire e a cui faranno eco le fanfare dei vari corpi militari che le continueranno a suonare a lungo. Un territorio riveste importanza per le sue genti, per i suoi abitanti che , facendoselo proprio, ne caratterizzano uno stile.Dai Romani che vi penetrarono nel II secolo a.C., alle invasioni barbariche del V, che diedero il via alle guerre greco.- gotiche del secolo successivo fino all'arrivo dei Longobardi nell'anno 568. E poi l'epoca dei Comuni, le Signorie e la grande Serenissima Repubblica di Venezia che riuscì, intelligentemente ad armonizzare le proprie ispirazioni espansionistiche simili a quel “divide et impera” proprio degli antichi romani. E' per questo che le ville veneziane erano costruite con gli altissimi abeti della Foresta di Somadida di Auronzo di Cadore, che il Doge aveva abilmente ottenuto in cambio di concessioni di terreni e abitazioni, che sebbene costruite fuori Venezia ne imitano lo stile. E i paesaggi di allora sono riproposti da Marco e Sebastiano Ricci, dal Canaletto, da Tiziano Vecellio e da moltissimi altri che fecero, della scuola veneta, un punto di riferimento, anzi quasi una corrente, come sarà poi l'Impressionismo, per esempio. Veneto è anche Andrea Palladio e , quindi, architettura. Accanto ai meravigliosi profili naturali delle Tre Cime, del Civetta, del Pelmo e, insomma, delle Dolomiti s'innalzano i palazzi e le semplici linee delle ville venete che destano sempre ammirazione per la loro eleganza così discreta. Semplicità e sobrietà che sono i tratti caratteristici anche delle persone che abitano a Venezia, Belluno, Verona, Padova, Treviso e Rovigo. La gente veneta, che conserva così sonoramente e quanto mai gelosamente il proprio accento, le proprie tradizioni, i dialetti, che cambiano non solo da provincia a provincia, ma addirittura da paese a paese. Donne e uomini che si sono aperti al mondo esterno, magari emigrando per necessità in Svizzera, Argentina o America ma che rimangono “provinciali”nel senso buono per onestà e rispetto verso i loro nonni. C'è la Little Italy e ci sono molte comunità di Veneti all'estero che si fanno mandare settimanalmente i giornali o che controllano il Gazzettino o la Tribuna quotidianamente via internet per cercare di rimanere sempre in sintonia con la terra d'origine. Famiglie che aprono ristoranti solo per far scoprire le tradizioni eno.gastronomiche delle province venete: non si può non citare la polenta,che si ottiene dalla cottura nel paiolo di farina di mais messa in acqua salata bollente, con i piatti tipici che ci pubblicizzano più di molte parole: soppressa, polenta e formài frìt, i bigoli e moltissimi altri piatti, semplici e gustosi, sono il retaggio di tradizioni millenarie, così come i nostri vini: dal Prosecco di Valdobbiadene, all'Amarone. E dove internet non arriva ci sono scrittori come Dino Buzzati o Zanzotto o Ferdinando Camon che hanno regalato pagine così familiari e così autentiche che basta leggerle o ricordarle per lenire un po' la nostalgia per il passato o per gli scorci quotidiani . Veneto però è anche dire Biennale del Cinema a Venezia , nata dall'idea del Conte Volpi di Misurata, ministro del Ventennio e, tra le altre cose, uomo di punta della Sade, la Società Adriatica dell'Elettricità. L'elettricità,che è un tasto a cui la sensibilità per l'acqua è molto importante: tra le banche dell'acqua troviamo, tra le più citate e più note, purtroppo grazie alla catastrofe del 9 ottobre del'63, quella del Vajont. Espropri e atti processuali per descrivere gli avvenimenti che hanno causato 2000 vittime e che hanno fatto puntare verso quella vallata i riflettori internazionali per un bel po' di tempo. Dolomiti e laguna di Venezia, catastrofi, economia, piccole e medie industrie, vigneti, catastrofi, la gente sono tutti elementi di una medesima realtà che la si può fotografare bene dall'alto, ma che scendendo nei particolari continua ad aprire mille link di curiosità e di avvenimenti sempre nuovi e sempre interessanti.

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