Premio Giornalistico Alfio Menegazzo


 

Passate Edizioni - 2005 - Articoli: Silvia Nardino

 

Pernumia, riaperto cinque anni fa, lo storico complesso e' sede della pro loco e di gruppi e associazioni locali  

VILLA MALDURA E IL SUO PARCO ATTENDONO

Dopo i parziali lavori del 2003 emergono nuove necessità di intervento

Circondata da un meraviglioso parco botanico, aperto da una galleria di tassi, villa Maldura sorge al centro di Pernumia e da qualche anno, dopo la riapertura avvenuta nel 2000, è al centro della vita associativa del paese. A ben vedere, fin dall'inizio della sua storia è stata un punto nevralgico, fonte di lavoro per i pernumiani e oggetto di narrazioni popolari dei paesani che vi prestarono servizio.

Fu fatta costruire nella prima metà del Settecento da Alvise Grifalconi, che la vendette nel 1721, per 3300 ducati, a Ferdinando Maldura. La famiglia Maldura, il cui emblema è la ruota del tessitore nella torre merlata, con tre stelle a significare virtù e doti civiche particolari, fu per più di 100 anni padrona indiscussa di Pernumia.

Nel 1966 l'allora proprietario marchese Tanio Bonacossi, in difficoltà finanziarie, vendette la villa a un prezzo di favore all'arciprete don Giovanni Prosdocimi, lo storico parroco tanto legato a questo vivace paese.

Da quell'anno, la villa fu adibita a scuola materna parrocchiale, dedicata a Maria Goretti e inaugurata dal vescovo Girolamo Bortignon.

Negli anni Novanta l'edificio fu chiuso perché ormai fatiscente e la scuola dovette essere trasferita: il tetto era pericolante, infiltrazioni d'acqua piovana avevano indebolito notevolmente le travi di sostegno e nel 2003 l'amministrazione comunale è intervenuta per sistemare la struttura. Infatti la villa, che rimane di proprietà della parrocchia di Pernumia, è concessa in comodato al comune.

Oggi, però, lo storico edificio, sede della pro loco e di vari gruppi e associazioni locali, necessita di interventi generalizzati. Le travi di sostegno del pavimento del piano rialzato del salone d'entrata, ove si trova la cappella privata e una bella serie di foto del secolo scorso accoglie il visitatore, sono particolarmente indebolite, con il pericolo di crolli.

L'intonaco si scrosta dai muri esterni e le strutture in legno (porte e balconi) si stanno sfaldando. Le finestre, in particolare, avrebbero bisogno di un trattamento conservativo essendo il legno dei telai in buono stato.

Sarebbero inoltre da rivedere gli impianti elettrico e idrosanitario, si dovrebbero realizzare servizi adeguati e un impianto di allarme, necessario in quanto il palazzo ospita spesso mostre importanti.

Anche il parco, che è l'originario della famiglia Maldura, necessita di consistenti interventi di manutenzione.

I nobili proprietari non seguirono gli schemi dei classici giardini del tempo nell'ornare il verde attorno alla villa, ma collezionavano piante provenienti anche dall'estero. Negli scorsi cinquant'anni sono morte molte delle antiche piante, sostituite da altre non di pregio.

Inoltre, l'originaria struttura del giardino era abbellita da statue attribuite al Bonazza e da una balaustra in pietra di Costozza, che costeggiava tutta la peschiera (diramazione del canale Bisatto, che solcava il parco e che veniva usato anche per la pesca da diporto dei nobili). In una serra in muratura erano custodite le piante più delicate e la limonaia.

Prioritario, in un eventuale e auspicato intervento di manutenzione, sarebbe il recupero dei viali con balaustre, la manutenzione delle aiuole e del verde rasato e il ripristino della limonaia, nonché la classificazione delle piante.

 

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