Ludro eroe in velada
E' "l'uomo dalla velada rossa" il protagonista del capolavoro di Bon "La trilogia di Ludro", scritta tra il 1834 e il 1838: Ludro e la sua gran giornata, Il matrimonio di Ludro e La vecchiaia di Ludro.
Ludro, come dice già il nome in gergo significa "poco di buono", è un personaggio a volte bieco, avido che non conosce i sentimenti umani ma il solo valore del denaro però alla fine si redime. L'opera narra la storia di un usurario, che vive in Venezia, e conduce i suoi affari alla bottega del caffè. Una sorta di libero mercato privo di qualunque controllo, allora molto di moda.
Francesco Augusto Bon che aveva inventato, messo in scena e diretto questo personaggio, lo sentiva ormai come parte di sé, benché non avesse affatto l'animo dell'usurario. Al momento di morire si fa portare la sua velada rossa (una giacca rossa ricamata da cerimonia tipica del settecento): il marchio che tante volte l'aveva portato all'apice della notorietà.
"L'uomo dalla velada rossa" ha risollevato il teatro padovano e tutto il teatro veneto dell'Ottocento. E la sua fama fu tangibile il giorno dei funerali, che ebbero eco vastissima in tutto il Lombardo Veneto. Venne sepolto al cimitero maggiore, forse accanto alla tomba di Antonio Pedrocchi. Ma oggi non resta traccia né della sepoltura né della lapide fatta incidere dalla figlia Laura Bon. torna indietro |