Premio Giornalistico Alfio Menegazzo


 

Passate Edizioni - 2005 - Articoli: Stefano Vicentini

 

Il paese nel nome della gente. Nei primi anni Cinquanta el tali barbarossa (era il capo degli stradini comunali) vinse una gara di barzellette dialogando con il pubblico del teatro a suon di nominaje per oltre un'ora. Un'impresa di cui si parla ancora oggi  

TOPONIMI E COSTUMAJE: LA CREATIVITA' BATTEZZA STRADE, LOCALITA' E PERSONE  

E spesso gli uni influenzano gli altri. Come i Ravagnani (provenienti da Ravenna): la località dove vivevano è diventata Ravagnana  

C asalaurnus, Casavolonis, Casaluponis, Casavolono, Casalavon, Casalaon, Casalaoni, Caselon: sono tutti nomi antichi, col primo attestato nel 1180, che vennero dati al capoluogo di Casaleone molto esteso dal punto di vista territoriale fino alle grandi valli veronesi a sud. Sustinenza, invece, deriva quasi certamente il suo toponimo da Sustigneza : ossia sostegno, rafforzamento di un argine. Entrambi i centri sono segnalati fin dai secoli più lontani, come dimostra un'antica mappa depositata ai musei Vaticani di Roma. Ma se si vuole avvicinare una lente per osservare meglio l'etimologia delle varie località si scoprono interessanti curiosità tra le contrade: prevalgono i nomi provenienti da antiche famiglie, come via Boldiere che deriva dai nobili Boldieri che riorganizzarono le campagne nel XV-XVI secolo. O contrà Magarino che risale al Settecento dal nome dell'antico proprietario Antonio Magarin. E poi Borghesana dai Dal Borgo che fin dal Quattrocento bonificarono quelle terre incolte e diedero vita ad una vitalissima proprietà agraria per vari secoli; le Perandine, che devono il loro nome dai Perandin, e i Bolzanini (dai Bon-Giovanni).

 

A nche il cognome Ravagnani-Ravignani - cioè provenienti da Ravenna - sembra avere dato il toponimo "Ravagnana":una delle località più antiche della campagna di Casaleone. Mentre più incerto è l'etimo della contrada Facciabella, che potrebbe addirittura derivare da "Fazza" dal Marchese Bonifacio Canossa. Curiosi, poi, via Frittaia che pare una stortura di via della Fortaja, Baccanazza che è il probabile soprannome di un facoltoso contadino rissoso ( el bacanon ), mentre la zona di Cadallora (Ca da l'Ora) forse trae origini da un'antica meridiana posta su una casa. Via Boccare e la Boccarona si riferiscono alle bocche (aperture) nei fondi dei canali d'irrigazione. Invece località Oppi indica un grande antico bosco di aceri. A Sustinenza si trovano via Prepaganin -da "Prati di Paganin-, Pralungo e Pranovi di simile origine; contrada Raizzola, forse da radice in dialetto; via Bassa e zona Bosco viste le condizioni naturali antiche di una valle ricca di boscaglie; il Castellazzo legato come contrada Palazzone alla proprietà dei Boldieri-Canossa.

 

I cognomi più frequenti del paese -ossia Ambrosi, Lorenzetti, Cagali, Berardo, Peroni, Leardini- non hanno in sé nulla di particolarmente ironico. Ma se dicessimo i bacani, i pipài , i magnagati, i roési , i balota , i saladini, i maùchi ed almeno altri cento famosi soprannomi di ceppi familiari e personaggi singolari locali, la reazione più naturale sarebbe una sonora risata. Ed ancora più ridicolo sarebbe elencarli divisi per categorie. Ad esempio tra gli uccelli: colombo , tortorin , canarin , rossignol , barbaiani , baticòa , gardelin , ziveta. Oppure altri animali come biso , gato moro , bogon , gàmbaro , coneio , pito e rato. O, al limite della provocazione, baùchi , smerdaùa, furbacion i, cagasentenze , spuzaòr , boia e broca . Attraverso questa memoria storica delle costumaie un certo el tali barbarossa nei primi anni '50 vinse al teatro comunale di Casaleone (poi passato alla proprietà Pisciotta, ma oggi chiuso) una straordinaria gara di barzellette. Quella sera -il lunedì della "Sagra de l'anara", ai primi di ottobre- accorsero quasi cinquecento persone che entrarono in dialogo col protagonista richiamando un notevole numero di nominaie per circa un'ora. Tra scompisciate, sganasciate ed applausi, "el tali" - capo degli stradini a servizio del Comune per oltre 20 anni - entrò nella storia tanto che molti del paese ancor oggi lo ricordano benissimo.

 

Q uella gara ebbe il carattere del migliore filò di tradizione contadina: si svolse però all'interno di un evento pubblico denominato "Festa dei bechi", un titolo comico per una serata d'allegria con lo scopo di rasserenare gli animi nel dopoguerra. Al comunale venne gente in bicicletta anche da Sanguinetto, Cerea ed immediati dintorni, secondo un vecchio stile di raduno al teatro popolare. Vennero citati, tra i tanti soprannomi, i campanela come famiglia di suonatori e canterini, i cucadòr (ossia i giovani galletti conquistatori in paese), il cùcete (che era un tipo sempre ricurvo e seduto per terra), il capelina che portava un cappello strano, il cinàli che -secondo la leggenda- era un gran bevitore e si mangiava i bicchieri, il geo (un suonatore ambulante di musica classica con la fisarmonica), il pipòto (perché il padre fumava la pipa), il petàra (che aveva i pantaloni cadenti) e il selaro (che aggiustava i finimenti dei cavalli). Se si ripercorrono oggi, ci sono più di trecento soprannomi a Casaleone. E qualche amatore li sa ancora citare a memoria, bravo come el tali barbarossa . Peccato che la cosa non desti più curiosità e non faccia più spettacolo.

torna indietro