Premio Giornalistico Alfio Menegazzo


 

Passate Edizioni - 2006 - Articoli: Paolo Annechini

 

Con il Mozambico

Medici con l'Africa a Beira

Dott. Bruno Turri, chirurgo

le patologie che ci sono sono di tutti i tipi,  ultimamente sono molte le infezioni legate all’aids, ferite della pelle, che guariscono molto lentamente.

dott. Claudio Beltramello Responsabile Mozambico dei Medici con l’Africa – CUAMM

Essendoci a Beira una incidenza di aids tra le più alte, superiore al 25% dell’intera popolazione è frequente la trasmissione madre- figlio; abbiamo il problema di avere tanti bambini con l’aids.

Dott. Bruno Turri, chirurgo

Il problema aids è un problema importante, peggiora tutte le situazioni generali: infezioni profonde fanno fatica, ci sono sovrapposizione batteriche importanti, tutto rende il lavoro difficile con meno soddisfazioni, altra cosa importante è che per tutti questi letti ci sono pochi infermieri, fanno fatica.

dott. Claudio Beltramello Responsabile Mozambico dei Medici con l’Africa – CUAMM

perché l’Africa? perchè l’africa è la culla delle malattie, ultimi annida diffusione dell’ hiv l’ha tristemente confermato. Il cuamm medici con l’africa è presente dal 1978, ha storia ricca, fatta anche di anni di guerra, nei quali siamo stati presenti. Negli  ultimi anni abbiamo accompagnato la ripresa, la pace del 1992. Abbiamo accompagnato la ripresa servizi sanitari

Dott. Bruno Turri, chirurgo  Medici con l’Africa-CUAMM  

Ospedale di Beira

Qui siamo in una piccola stanza dedicata alle donne. Hanno ustioni comuni: nelle loro case cucinano con pentole sopra focolai. Un grande   problema è l’ epilessia: quando hanno le convulsioni cadono nel fuoco e bruciano. Molti medici sono cubani, indiani, russi o come noi italiani, e fanno cooperazione, molti medici mozambicani non lavorano fuori dalla capitale, e il numero medici specialisti basso.

dott. Claudio Beltramello Responsabile Mozambico dei Medici con l’Africa – CUAMM

La nostra presenza attuale in Mozambico è in Nampula, Sofala, dove c’è Beira, e inhanbane.

Dott. Bruno Turri, chirurgo Medici con l’Africa-CUAMM  Ospedale di Beira

Uno dei problemi, oltre ad altri, è la mancanza di materiale e acqua, non raggiunge spesso il 4 piano, blocco spedito dai portoghesi sotto il suolo. Lungo tutti i tubi abbiamo problemi di infissi, sono questioni difficili da risolvere se non con aiuti umanitari grossi.

dott. Claudio Beltramello Responsabile Mozambico dei Medici con l’Africa – CUAMM

A Beira abbiamo un quadro completo, posizione che racchiude il modo di fare cooperazione, il nostro modo di fare cooperazione in ambito sanitario, noi vogliamo rafforzare il sistema. Noi cerchiamo sempre di avere dei progetti che si inseriscano nella realtà locale, non a lato, ma dentro il sistema pubblico esistente, per rafforzarlo. Questo sia a livello di progetto che di intervento in provincia. Noi siamo arrivati qui per operare su tre  livelli: ospedaliero, territoriale, formazione, e solo sinergia a tre livelli che si da risposta duratura sostenibile e che abbia un senso, non sia solo un  cerotto, una cosa estemporanea.

Nello specifico a beira, all’ospedale centrale di beira secondo in Mozambico. In questo memento abbiamo 5 persone espatriate, soprattutto area pediatrica.

Dott. Mara Zambruni, pediatra Medici con l’Africa - CUAMM  

La prevalenza dell’aids è del 17% , secondo dati certi dell’ospedale. Il  50% dei bambini ricoverati sono positivi.  la prevalenza dell’hiv  nelle donne incinte supera il 25%. Preoccupantemente. Il bambino sieropositivo, senza trattamento, muore subito entro l’anno di vita, la carica virale è molto alta, il sistema immunitario ne risente, si susseguono infezioni e muore.

Nel tentativo di aumentare, di convincere mamme a fare il test…

Cerchiamo di convincerle del perché di tutto questo lavoro, del perché è importante fare il test. Abbiamo cercato di reclutare quelle mamme diagnosi in gravidanza o ricovero figli, che accettato la malattia e stanno bene, tentato di reclutarle perché lavorino con noi in reparto, per dare coraggio alle altre mamme, fare capire che anche con l’aids si può essere una mamma come le altre, che non valgono le credenze popolari, le spiegazioni fantasiose che la gente si dà. Molti pensano all’aids come malattia feticcio, conseguenza di uno sgarbo o punizione per una cosa scorretta: occorre  condurla ad essere malattia normale. Il lavoro che stanno facendo è ottimo, per le mamme sta funzionando: si sostengono a vicenda. L’inizio della terapia antiretrovirale, richiede attenzione regolarità, è difficile per loro, non sono abituati alle regole fisse, a seguire nel tempo le prescrizioni del medico, ma indispensabile l’antiretrovirale fatta bene

dott. Claudio Beltramello Responsabile Mozambico dei Medici con l’Africa – CUAMM

all’interno di questa presenza forte su tre settori, ci siamo inseriti a Beira con finalità particolari. Abbiamo avuto finanziamenti da istituti particolari unicef e fondazione clinton,per progetti contro la malnutrizione e aids bambini

Dott. Mara Zambruni, pediatra Medici con l’Africa - CUAMM  

Questo reparto di malnutrizione, uno dei 4 reparti della pediatria, grande problema Mozambico causa principale povertà assoluta, mancanza di denaro per comprare mangiare, poca educazione alimentare, incapacità di costruire alimentazione equilibrata 25% malnutrizione nel 2004 oggi anche siccità, seri problemi di alimentazione, problema sida va a braccetto con malnutrizione. 49,58 , in questo reparto protocollo unicef, in condizioni normale, latti fortificati unicef, fase di riabilitazione nutrizionale, apporto energetico e poi dimessi

responsabile del reparto denutriti originale portoghese. SOTTOTITOLI

dott. Claudio Beltramello Responsabile Mozambico dei Medici con l’Africa – CUAMM

dall’ospedale, passiamo al territorio, distretto città di beira, 500 mila persone, delle quali il 70% vivono sotto soglia di povertà, avendo a disposizione un dollaro per persona. Sono città con grandi aree suburbane, con  conseguenze sanitarie disastrose:malaria, diarree, e poi aids, che trova terreno fertile nella promiscuità, nel basso livello culturale. abbiamo deciso di essere presenti nel territorio. Una presenza urbana che è già territorio, al di là del centro. Il resto è baraccopoli e quindi il nostro supporto è a livello di servizio territoriale e medicina preventiva, con un focus nell’area pediatrica, per dare continuità alla presenza in ospedale. E quindi in questo c’è un ponte tra territorio e ospedale, e i due progetti hanno una forte sinergia.

dott. Claudio Beltramello Responsabile Mozambico dei Medici con l’Africa – CUAMM

Il terzo polo,  formazione, università, facoltà di medicina, abbiamo presenza con docenti,  e gli stessi studenti si appoggiano all’ospedale città per tirocinio.

Dott. Bruno Turri, chirurgo Medici con l’Africa - CUAMM

Qui siamo all’università cattolica del Mozambico facoltà di medicina, aperta nel 2000 e al quinto anno, l’anno prossimo, nel 2007 finiranno i primi studenti, il primo nucleo di medici; sono  una ventina, che escono. L’Università  è stata fondata nel 1997, con la finalità di dare alle province del nord del Mozambico una sorgente di personale qualificato che potesse andare a servire le comunità. Il CUAMM ha cominciato la sua collaborazione ufficiale nel 2004, con un programma di tre anni. Programma supportato dal Cuamm, approvato dal ministero. In questo momento siamo due medici. La facoltà si sviluppa in questo edificio, 280 studenti, sei anni e il propedeutico, la selezione, primo anno gli studenti ammessi la università e fanno chimica, computer, inglese, portoghese, etica medica e storia medicina, alla fine anno propedeutico, grande selezione: quest’anno su 130 studenti ne passeranno una ottantina, e iniziano il primo anno, 60 studenti, nel secondo 40, nel terzo 35, nel quarto, 40, nel quinto 19 studenti. Al quinto e sesto anno di fa lo stage clinico, in ospedale, per sviluppare capacità cliniche.

Dott. Bruno Turri, chirurgo Medici con l’Africa - CUAMM

La maggior parte dei nostri studenti viene dal centro e dal nord, e questo è il significato dell’università: sono distanti dalle famiglie, si cercano alloggio in città, non hanno fondi, e l’unico punto di riferimento è qui. Sono uno stimolo anche per noi. E’ uno stimolo vedere questi ragazzi che sono in grado, nonostante le difficoltà e adagio a svilupparsi come medici. Questi ragazzi studiano a luce di candele, su fotocopie minime,i libri li possono prendere solo qui e passano quindi il tempo qui per gli  anni di studio.Il discorso che poi loro tornano a casa loro per fare il medico è, importante, in Mozambico è un problema comune: i medici che riescono a studiare nelle capitali, poi si fermano nelle capitali; attrae la  libertà di lavoro, i soldi e nessuno torna nello spazio rurale dove viene. Questo succede anche qui in Mozambico. Maputo è decentrata, tutti gli ospedali del centro nord soffrono per mancanza di medici mozambicani

dott. Claudio Beltramello Responsabile Mozambico dei Medici con l’Africa – CUAMM

quindi  qual è il senso del nostro rimanere qui? Prima di tutto esserci, con competenza e serietà, alle volte sembra che il mondo vada in un’altra direzione. A noi non fa lo stesso sapere che su 1000 bambini 100 non arrivano all’anno. In Italia sono 4 i bambini su 1000, grandi premature, o le madri in Mozambico su 100.000 bambini muoiono 1000 madri, in Italia 2.5 madri. Sono numeri di due mondi paralleli, Marte è qui! Sono davvero due universi che viaggiano paralleli e a noi questo non va bene. Siamo qui per Dare un segnale contribuire con le forze, a cambiare la situazione.

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Con il Mozambico

Medici con l'Africa a Beira

A cura di  redazione Luci nel Mondo

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