RESIO VERONESE CON ALTRI TRE AMICI GIRA PER I COMUNI DEL PADOVANO PER DESCRIVERE AI BAMBINI LE TRADIZIONI PASSATE
Continuano a tener vivo “el filò”
Il presidente dei pensionati Coldiretti è scrittore e poeta
Un poeta, un contadino, un cantastorie. Ma soprattutto un uomo appassionato della natura, in particolare delle campagne della Bassa Padovana: lui è Resio Veronese, presidente provinciale dei pensionati Coldiretti. Ha dedicato la sua vita ai suoi amati campi e li ha fatti diventare poesia, scrivendo opere in dialetto veneto. Gli sono uscite così, naturalmente, per ricordare i tempi andati; e per tramandare alle nuove generazioni usi e costumi del Veneto passato. Insieme alla sua seconda famiglia, la Coldiretti appunto, ha quindi realizzato una decina d’anni fa la fattoria didattica “Campagna saline”. Qui, in via 24 maggio a Sant’Elena d’Este, si può trovare di tutto: asini, cavalli, mucche, capre, pavoni, oltre che ai frossoni e fringuelli (uccelli ormai in via d’estinzione). Nella fattoria didattica è un via vai di persone continuo; tanto per dare qualche numero, si contano dai settecento ai novecento bimbi in visita didattica all’anno. Resio Veronese spiega così il successo dell’iniziativa: “E’ un momento storico in cui l’agricoltura va male, non si vive coltivando i campi e basta. Sono convinto che per invertire la tendenza occorre ripartire dai più piccoli; d’altronde, solo conoscendo il nostro passato, le origini dalle quali deriviamo, possiamo pensare al futuro. Da qui l’idea di creare, in collaborazione con la Coldiretti, la fattoria didattica della quale io e mia moglie siamo i titolari. Da parte mia ho un innato bisogno di far conoscere agli altri come vivevamo una volta”. Veronese ritorna quindi ai tempi andati: “Ad esempio, pochi si ricordano che una volta qui, nelle nostre terre, erano presenti molte piante di acero campestre. Queste davano un legno buono da ardere e adatto per costruire i gioghi per gli animali; sempre dall’oppio ricavavamo il legno per costruire le cosiddette ‘sgalmare’, le scarpe con la suola di legno (per questo ricordato come “l’albero degli zoccoli”). E quando ero bambino, o si avevano le ‘sgalmare’ o si andava a piedi scalzi, non c’erano alternative. Lo stesso acero era poi molto utile per sorreggere le viti e le sue bacche davano da mangiare a numerose specie di uccelli. Proprio per questo motivo, ho ripristinato nel mio bosco questa pianta a basso impatto radicale”. Veronese racconta quindi la sua passione per la scrittura: “Ho sempre avuto questo amore verso la narrativa; quando ero bambino, la maestra leggeva una qualsiasi poesia in classe e io la sapevo già a memoria dopo la prima lettura. Mi ricordo che andavo a recitare le varie poesie anche nelle altre classi; ma non perché ero più intelligente degli altri: mi veniva tutto spontaneo. Con il passare degli anni mi sono dedicato sempre di più alla scrittura. E nel 1996 è uscito il mio primo libro: una raccolta di poesie in italiano e dialetto veneto. Adesso ho appena terminato un altro volume dal titolo eloquente ‘L’oppio’: uscirà a fine anno. Scrivere per me è un semplice divertimento. Così come raccontare a voce le storie di una volta. A questo proposito, è già qualche tempo che giro per i comuni del padovano mettendo in scena il cosiddetto filò: insieme ad altri tre amici descriviamo le tradizioni passate. Questo è un modo per mettere insieme più generazioni: i bambini e gli adulti che ascoltano, gli anziani che raccontano”. I prossimi appuntamenti del filò si terranno il 13 maggio dalle 15.00 alle 18.00 in fiera a Padova e il 18 maggio dalle 9.00 alle 12.30, sempre in fiera. Infine, Veronese illustra il suo operato da presidente provinciale dei pensionati Coldiretti: “ Sto bene, mi sento a mio agio quando sono impegnato. Questo accade anche nell’associazionismo: organizziamo varie gite e portiamo avanti le nostre istanze. In particolare, come pensionati siamo convinti che se tutti noi ci assumessimo le nostre responsabilità fino in fondo, sia a livello politico che economico, il mondo dell’agricoltura andrebbe sicuramente meglio. Non dimentichiamoci che la Coldiretti è l’associazione più grande d’Italia del settore: abbiamo voce in capitolo: a questa agricoltura serve una svolta radicale”.
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