Premio Giornalistico Alfio Menegazzo


 

Passate Edizioni - 2006 - Articoli: Giulia Salmaso

 

“L’ALTRA ITALIA … INFORMA”

durata: 25’ 00’’
in onda su Telechiara : settimana dal 27 febbraio 2006 al 5 marzo 2006

 

Quattro milioni di cittadini, sessanta milioni di oriundi: quello della cosidetta “Italia fuori dall’Italia” è un universo dalla dimensioni non percepite. Una vera e propria diaspora che oggi torna faticosamente all’attenzione dei mass media di casa nostra sulla spinta delle recenti riforme della Costituzione che, nel prossimo appuntamento elettorale renderanno effettivo il diritto di voto per gli italiani residenti all’estero. Tra questi un cittadino ogni quattordici è veneto. Tra la fine dell’800 e la metà del ‘900 infatti, circa ventisette milioni di italiani sono emigrati all’estero, spinti dalla miseria, e il Veneto è stata la regione che ha contribuito in maniera più consistente ad alimentare questo flusso con circa tre milioni e 200 mila emigranti.

Ma nel corso dei decenni, il conteggio dell’altra Italia, un'altra Italia che ha il Veneto nel sangue, è cresciuto a dismisura. Un esercito fantasma che coltiva quotidianamente la contraddizione di due cuori e due culture in una stessa anima, tagliata a metà da un’oceano di troppo e che non vuole dimenticare.

A questi si rivolgono e parlano le quattrocento testate italiane pubblicate all’estero, la cosidetta stampa d’emigrazione. Dal Canada all’Australia, dal Sud Africa all’Argentina, sono quasi 400, diffuse in 32 paesi, le testate giornalistiche che si rivolgono alle comunità italiane per oltre 100 milioni di copie in tutto il mondo.

Molte di queste testate parlano veneto e hanno una storia strettamente connessa con l’associazionismo degli emigrati che nella nostra regione ha radici solide. Fra tutti gli esempi di stampa d’emigrazione, i periodici creati in seno a queste organizzazione sono certamente i più significativi.

STAND UP: E in questo poco conosciuto universo dell’infromazione c’è anche Vicenza con l’Ente Vicentini nel mondo che pubblica undici mila copie del su periodico distribuito in tutto il mondo

INTERVISTA A GABRIELE ZANETTI, Direttore “Ente Vicentini nel mondo”

Dall’economia alla politica, allo sport, ma soprattutto infromazioni di servizio utili agli emigrati di origine venete. Sono questi i temi che vengono affrontati dai giornali d’emigrazione. Nonostante la lontananza geografica che separa i vari luoghi di edizione, questi periodici presentano caratteristiche del tutto differenti rispetto ai giornali nazionali. Una attenzione perticolare è al contrario dedicata all’informazione regionale che è in quetse pubblicazioni, per dirlo in una parola, capillare, paese per paese, frazione per frazione, perché il corregionale all’estero ha mantenuto un legame fortissimo con la sua città o paese, ed è interessato a ricordarne le tradizioni, gli avvenimenti culturali, le bellezze naturali ed artistiche.

Vi sono poi tutte le informazioni specifiche del settore, insomma un fronte di notizie molto più vasto di quanto non si possa sospettare sfogliendo un qualsiasi giornale italiano “d’Italia”. In linea con questo principio è la Trevisani nel Mondo, che ha la sua bandiera nell’incrollabile opera di don Canuto Toso e nell’omonima pubblicazione che dirige da molti anni.

INTERVISTA A RICCARDO MASINI, Caporedattore “Trevisani nel Mondo”

La storia dei periodici d’emigrazione veneta non è fatta solo dell0immenso affetto dei suoi klettori ma anche di incomprensione e abbandonno. Non a caso il mondo degli oriundi veneti e dei loro mezzi di comunicazione - nati per tenere vivo il ricordo e ora sviluppatisi in veri e propri mass media italici – rimangono un universo sconosciuto ai più, a partire dall’Italia ufficiale che non trova fondi né riconoscimento per questi giornali, per arrivare a noi, alle gente comune che ignora in gran parte la macroscopica realtà d’oltre confine.

INTERVISTA PADRE LUCIANO SEGAFREDDO, Direttore “Messaggero di Sant’Antonio – edizione per italiani all’estero”.

Tener vivo uno dei pochi strumenti ancora presenti in emigrazione. Nel tempo di Internet e di paraboliche che bombardano di notizie vere e false, hanno ancora senso di esistere i giornali e la carta stampata dell’emigrazione? Il permanere di queste realtà territoriali ci suggerisce di sì, anche perché oggi più che mai gli emigrati hanno bisogno di avere un loro spazio reale nel quale sentirsi protagonisti e partecipi della vita pubblica, sociale, culturale del paese d’origine e del paese ospitante.

STAND UP : Vicini e lontani, certo mai soli. Questo è lo slogan dei Bellunesi nel Mondo. Andiamo a conoscerli.

Bellunesi nel Mondo, terzo giornale d’emigrazione che incontriamo in questo nostro viaggio nell’informazione, è uno strumento che trasuda questa forte valenza di identità eneta, ma non come elemento nostalgico quanto piuttosto con un sano equilibrio tra denuncia, dibattito e partecipazione alla vita sociale dei bellunesi d’oltreoceano.

INTERVISTA PATRIZIO DE MARTIN, Direttore “Bellunesi nel Mondo”

Copiosissima e in garn parte rimane legata ad aree ben delimitate di interessi settoriali, commericali e associazionistici. La realtà dei giornali s’emigrazione è anche questa. Con una pregevolissima eccezione, l’edizione pèer gli italiani all’estero del Messaggero di Sant’Antonio, una pubblicazione modello, per la calibratura e varietà del suoi servizi, accessibilli a tutte le fasce italiofono della presenza italiana nel mondom e dove la tematica puramente religiosa, è solo una componente minuma dei contnuti. E’ sicuramente questa una delle più antiche testate d’emigrazione che il Veneto possa vantare.

STAND UP. E ho qui in mano il primissimo numero del Messaggero di Sant’Antonio edizione per gli stranieri che, come vedete, era un piccolo foflio, un inserto…

INTERVISTA A PADRE LUCIANO SEGAFREDDO, Direttore “Messaggero di Sant’Antonio – edizione per italiani all’estero”.

L’altra Italia, quella degli italiani con i trattini, degli italo e qualchecosa, scruta la madrepatria – noi – attraverso i giornali d’emigrazione, vero ponte comunicativo tra questi due mondi. E noi di rimando cosa facciamo?
Poco o nulla. A muoversi ancora una volta sono le Associazioni. E ce n’è una in particolare che ha fatto del suo dinamismo verso i veneti emigrati una bandiera: l’Associazione Veneti nel Mondo.

INTERVISTA ALDO ROZZI MARIN, Pres. Vieneti nel Mondo

INTERVISTA FRANCO BRESSAN, Ass. Veneti nel Mondo

INTERVISTA SARA BOZZOLAN, Ass. Veneti nel Mondo

INTERVISTA GIANCARLO PONTINI, imprenditore italo-argentino

Andata e ritorno.
Il signor Pontini, diventato per la cronaca Cavaliere del Lavoro, ben rappresenta sulla sua pelle quel concetto di ponte, di scambio tra Veneto e resto del mondo che la che la stampa d’emigrazione sta realizzando da decenni.
Stare in rete ma soprattutto fare rete significa prima di tutto creare rapporti tra le persone per offrire contenuti e servizi. In un’altra parola: informare. Che sia di persona o attraverso un giornale nello spirito di un servizio che è un’avventura continua.