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CON GLI ULTIMI QUATTROMILA EURO PADRE CALDERARO POTRÀ COSTRUIRE IL TETTO ALLA CHIESA DI BAFFOUSAM
San Donato aiuta il Camerun
In vent’anni 29 mila euro e tante opere costruite
SAN DONATO - Aveva scritto dal Camerun, padre Bruno Calderaro. Aveva scritto, come sua consuetudine, ai parrocchiani di San Donato, la comunità dove lui è cresciuto e con la quale, anche dopo 38 anni di missione, è rimasto intatto il legame di amicizia e affetto. La sua lettera, spedita questa estate, era una richiesta di aiuto per terminare la costruzione della chiesa cattolica di Baffoussam, la parrocchia dove lui, sacerdote saveriano dal 1965, è alla guida dalla fine degli anni ‘90. La solidarietà dei sandonatesi non si è fatta attendere. E nel giro di alcuni mesi in Camerun sono stati inviati quattromila euro.
Baffousam si trova nel nord del Paese sub-sahariano e conta circa 700 mila abitanti. Una cittadina che vive di agricoltura e commercio dei prodotti agricoli, attività che permettono alla popolazione di sopravvivere anche se le tecniche di lavoro sono ancora arretrate: l’unico strumento utilizzato dai contadini è la zappa.
Il progetto di erigere la chiesa cattolica è nato circa due anni fa. La parrocchia di padre Calderaro conta all’incirca 15 mila fedeli e si trova nel cuore del quartiere islamico di Baffousam, vicina a due moschee. Molti infatti sono i mussulmani della zona anche se la maggior parte della popolazione è pagana. Avere a disposizione una chiesa a tutti gli effetti – per pregare e incontrarsi i cattolici di Baffousam hanno soltanto sette piccole cappelle sparse per la città – è per i cristiani del luogo, abbastanza numerosi ma poveri, un segno di riconoscimento molto importante, un modo di rafforzare il senso della comunità. La costruzione della chiesa è iniziata nel 2004, sempre grazie all’aiuto economico e logistico della parrocchia di San Donato. In Italia padre Calderaro ha fatto disegnare il progetto dell’edificio, fedeli e amici di Cittadella hanno raccolto fondi per la realizzazione della chiesa, mentre i volontari locali si sono messi all’opera con mattoni e malta. Un anno dopo la chiesa di Baffousam aveva i muri perimetrali e le capriate in ferro. Oggi mancano ancora gli intonaci, gli infissi e il tetto. «Porte e tinte possono aspettare - aveva scritto il missionario saveriano in estate - Il clima caldo permette di pregare anche senza porte e finestre. Ma il tetto è invece urgente. Se non altro perché qui a Baffousam piove sette mesi l’anno».
L’appello di padre Calderaro è stato ancora una volta ascoltato dal parroco di San Donato don Luciano Vanzan che, insieme ai parrocchiani, ha organizzato una serie di iniziative per sovvenzionare il progetto. A settembre, all’uscita dalle messe, sono stati raccolti duemila euro attraverso la vendita di torte preparate dalle massaie della frazione, nel periodo natalizio sono stati raccolti altri duemila euro con il gruppo della chiarastella.
«Proprio in questi giorni – racconta don Vanzan - ho ricevuto la risposta di padre Calderaro con cui ci informa che le nostre offerte sono giunte a destinazione e, cosa più importante, sono sufficienti per costruire il tetto».
La comunità di San Donato da sempre sostiene le attività del missionario: dall’84 al 2004 sono stati inviati in Camerun quasi 29 mila euro, di cui circa 10 mila negli ultimi tre anni. Molte le opere realizzate o sovvenzionate: a Douala, prima missione di padre Calderaro nel sud Camerun, il tetto della chiesa parrocchiale, la casa saveriana di formazione, l’aiuto alle Suore della misericordia per i bambini denutriti e per il dispensario per malati di Aids, un centro di accoglienza per ragazze abbandonate malate di Aids; a Baffousam un altro centro per malati di Aids, un orfanotrofio per bambini abbandonati quasi tutti sieropositivi, l’aiuto ai poveri della città, il sostegno alle scuole elementari parrocchiali, la stampa di un catechismo in francese per i catecumeni della parrocchia.
Il metodo per raccogliere fondi è sempre lo stesso: mercatini di solidarietà, chiarastella, “crostolada” di carnevale. «Iniziative semplici – commenta don Vanzan – che hanno il pregio di coinvolgere direttamente gran parte dei parrocchiani, sia nell’organizzazione che nel contribuire economicamente visto che chiediamo offerte non impegnative». Come dire che tante piccole gocce fanno un mare. A Baffousam, un tetto.
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