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Un museo di storia della torrefazione
Entrando nello stabilimento della caffetteria Vescovi, una delle storiche torrefazioni padovane, si respira subito l’aroma della storia: macchine espresso di ogni genere, chicchere e tazzine di porcellana, specchi pubblicitari anni Sessanta. Un repertorio di oggetti che percorre le vicende di lunga impresa economica, illustrata da Filippo Vescovi, amministratore delegato e nipote del fondatore.
Quando è iniziato il percorso della Vescovi?
Nel 1927 con mio nonno Gino: aveva 22 anni e finché non morì l’11 novembre 1985, a quasi 80 anni, si dedicò a perfezionare la sua passione per il caffè. All’inizio l’azienda era in via Dante e si occupava anche di cioccolata ma poi ci siamo specializzati in caffè. Nonna Elsa, sua moglie, si occupava del bilancio contabile e nel 1934, per velocizzarne la stesura, acquistò Il calcolatore universale, un libro dove si trovavano migliaia di soluzioni a moltiplicazioni e divisioni e che, allora, rappresentò un vero e proprio investimento. Morì nel 1945, nel rogo della sua abitazione, insieme alla figlia Adriana e al fratello Guido. Il nonno si risposò, in seguito, con nonna Anna, che tuttora rappresenta i valori e lo spirito di questa tradizione, e che è il punto di riferimento della nostra famiglia. Nel 1960 per espandersi e ammodernarsi l’azienda è trasferita in via Vicenza, dove si trova ancora oggi. Resta al passo con i tempi ed è considerata una delle più moderne aziende di torrefazione.”
In quale modo la vostra azienda intende farsi veicolo di cultura del gusto?
La passione del caffè nasconde molti riti. Per me ne esistono alcuni essenziali per cogliere l’aroma pregiato delle diverse varietà. Si apre, si tosta, si macina, si miscela e si degusta. Il caffè è cultura del gusto e gusto della cultura. Oggi, ho un sogno, un progetto, un impegno culturale che, spero di realizzare, o quantomeno iniziare, per l’ottantesimo della Vescovi nel 2007: creare un piccolo museo del caffè di cui la città di Padova possa fregiarsi. Nel frattempo, nel tentativo di diffondere questa antica cultura, la torrefazione è aperta alle scolaresche che lo desiderano, su prenotazione, telefonando allo (049 8712696).
Che cosa chiede oggi il mercato del caffè?
L’espresso all’italiana è un prodotto trendy, alla moda. Il mercato del caffè è molto simile a quello del vino, riguarda piccole aziende molto legate al territorio ed è una realtà di intenditori. La Vescovi immette sul mercato delle tre Venezie e in particolare a Padova, Venezia e Vicenza. Fino a qualche anno fa, non era necessario ricorrere alle campagne pubblicitarie di massa per essere presenti nel network commerciale, nonostante qualche «reclame» non sia mancata.
Il Caffè è passione, perché?
Perché è il filo conduttore che mi spinge a cercare il «chicco» da intenditore. La passione per il caffè si traduce nella ricerca costante delle tradizioni, del chicco unico. Ad esempio esiste un rarissimo caffè arabica, il Kopi Tongkonana Toraja, probabilmente il più pregiato e costoso al mondo: una varietà quasi scomparsa dal globo. E’ coltivato da 10 famiglie della tribù Toraja nel terreno vulcanico attorno al Mount Sesean nell’isola di Sulawesi, in Indonesia. Loro lo confezionano in piccoli barili di legno ricavati dal tronco degli alberi Bo’bok, decorati e intagliati a mano”.
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