Premio Giornalistico Alfio Menegazzo


 

Passate Edizioni - 2007 - Articoli: Martina Moscato

 

Articolo

TESTO SERVIZIO:
In principio, ai primi del Novecento, i venditori di oggetti sacri fuori dalla Basilica del Santo si contavano sulle dita di una mano. Si presentavano ogni mattina davanti alla Basilica con piccoli cesti e arrotolavano le corone sacre intorno a questi ganci perchè il vento non se le portasse via. Si sistemavano rigorosamente fuori dal piazzale considerato, allora come ora, territorio vaticano. Poi sono arrivati i carretti, tutti della grandezza stabilita da un apposito regolamento comunale per non fare differenza: erano tredici, come il giorno di giugno in cui morì Sant’Antonio nel 1231 e come il numero delle funzioni dei vespri che precedono la festa del Santo, adesso sono ben ventotto ed espongono corone, ritratti, santini, candele e tutto quel che ci va dietro in quattordici alla settimana. Ciascuna delle “coronare” ha un nome che corrisponde alla zona del piazzale in cui è sistemata.

(STAND UP live sul posto)

Procedendo ancora troviamo Barca, denominata così perché scomoda per le vendite, Busa, perchè si trova in un avvallamento naturale della pavimentazione, Ragio De Soe, proprio di fronte a via Cappelli, chiamata in questo modo perchè d’inverno è l’unica che in un momento del giorno è illuminata dal sole, porta maggiore dritta e roversa, in corrispondenza dell’entrata principale della Basilica e Museo drito e roverso giusto di fronte al museo del Santo. A coppie di due si scambiano alla fine di ogni settimana il posto tra loro e alla fine di ogni turno a due a due cambiano posizione intorno al piazzale per poter nell’arco dell’anno ruotare e avere tutti l’uguale possibilità  di concludere affari godendo a turno della posizione più a tiro di turisti.
Le licenze per vendere oggetti sacri appartengono al comune che le ha riservate a suo tempo alle famiglie meno abbienti, in primis alle vedove che avevano bisogno di lavorare per tirare su i figli. Ecco perchè ancora oggi se uno dei titolari muore senza lasciare eredi non può vendere la sua licenza e la deve invece restituire al comune che, attraverso un’apposita commissione, provvederà  a
distribuirla ancora a persone appartenenti ai ceti meno abbienti. Come vuole da sempre la tradizione delle coronare del Santo.


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