Articolo TESTO SERVIZIO: In
principio, ai primi del Novecento, i venditori di oggetti sacri fuori
dalla Basilica del Santo si contavano sulle dita di una mano. Si
presentavano ogni mattina davanti alla Basilica con piccoli cesti e
arrotolavano le corone sacre intorno a questi ganci perchè il
vento non se le portasse via. Si sistemavano rigorosamente fuori dal
piazzale considerato, allora come ora, territorio vaticano. Poi sono
arrivati i carretti, tutti della grandezza stabilita da un apposito
regolamento comunale per non fare differenza: erano tredici, come il
giorno di giugno in cui morì Sant’Antonio nel 1231 e come
il numero delle funzioni dei vespri che precedono la festa del Santo,
adesso sono ben ventotto ed espongono corone, ritratti, santini,
candele e tutto quel che ci va dietro in quattordici alla settimana.
Ciascuna delle “coronare” ha un nome che corrisponde alla
zona del piazzale in cui è sistemata.
(STAND UP live sul posto)
Procedendo
ancora troviamo Barca, denominata così perché scomoda per
le vendite, Busa, perchè si trova in un avvallamento naturale
della pavimentazione, Ragio De Soe, proprio di fronte a via Cappelli,
chiamata in questo modo perchè d’inverno è
l’unica che in un momento del giorno è illuminata dal
sole, porta maggiore dritta e roversa, in corrispondenza
dell’entrata principale della Basilica e Museo drito e roverso
giusto di fronte al museo del Santo. A coppie di due si scambiano alla
fine di ogni settimana il posto tra loro e alla fine di ogni turno a
due a due cambiano posizione intorno al piazzale per poter
nell’arco dell’anno ruotare e avere tutti l’uguale
possibilità di concludere affari godendo a turno della
posizione più a tiro di turisti. Le licenze per vendere
oggetti sacri appartengono al comune che le ha riservate a suo tempo
alle famiglie meno abbienti, in primis alle vedove che avevano bisogno
di lavorare per tirare su i figli. Ecco perchè ancora oggi se
uno dei titolari muore senza lasciare eredi non può vendere la
sua licenza e la deve invece restituire al comune che, attraverso
un’apposita commissione, provvederà a distribuirla ancora a persone appartenenti ai ceti meno abbienti. Come vuole da sempre la tradizione delle coronare del Santo.
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