Da Asolo al Canada andata e ritorno
Franco Prevedello, ha comprato una collina per riscoprire i sapori della sua terra d’origine
Canada
e Nord America, in quarant’anni di vita colà trascorsi,
gli hanno dato risconoscimento e successo. Ma lui continua a chiamarli
“nuovo mondo”, con la volontà, forse conscia, forse
inconsapevole, di distinguerli da quell’altro mondo, quello
d’antica storia in cui è nato e cresciuto, la dolce Asolo.
L’irriducibile nostalgia dei luoghi, delle genti, dei sapori e
del suo territorio d’origine l’ha portato ora, divenuto
importante uomo d’affari e noto imprenditore della ristorazione,
a comprare un’intera collina sulla quale sta impiantando un
vigneto di varietà autoctone come la “Recantina”, la
“Oseleta” e la “Rossona”. «Non dobbiamo
mai dimenticarci da dove veniamo – dice con affetto –
né trascurare d’essere nati in una terra in cui
l’amabilità degli abitanti è in armonia con la
bellezza del paesaggio e con la delicatezza dei suoi cibi e dei suoi
vini». In
Canada e in Nord America ha trascorso, da protagonista, gran parte
della sua vita, ma non ha mai perso l’entusiasmo del pioniere, la
voglia di rimettersi in gioco, di ripartire daccapo, di intraprendere
una nuova strada. Eppure di strada Franco Prevedello ne ha fatta
parecchia dai lontani anni Sessanta quando, neo diplomato della scuola
alberghiera, ha iniziato, come tanti, dalle navi da crociera tedesche.
Voleva lavorare e viaggiare, un sogno che continua a realizzare ogni
giorno. Partito da Asolo ha trovato la terra promessa al di là
dell’Atlantico, fino a diventare uno degli uomini d'affari
più noti del Canada: «Avevo 17 anni, ne dichiarai 19 per
imbarcarmi. Una volta a New York, mentre ero a terra per visitare la
città, la nave andò in fiamme. A quel punto decisi di
rimanere». Pochi mesi dopo si stabilì a Toronto, dove
iniziò a lavorare nel settore della ristorazione. Da allora ha
aperto 22 ristoranti, ma il numero preciso non se lo ricorda nemmeno
lui. In ogni caso è un dato provvisorio, perché nei
prossimi mesi taglierà il nastro di due nuovi locali, destinati
a fare tendenza, come tutti gli altri, del resto. «Il
nuovo mondo è la terra delle opportunità, a Toronto tutto
è in movimento. - racconta con entusiasmo Prevedello – Al
massimo ogni quindici anni tutto cambia, tutto si rinnova. Nemmeno io
riesco a stare fermo e, quando apro un ristorante, penso già al
successivo. Così, non appena il locale è avviato e
affermato, lo cedo al migliore dei miei collaboratori e mi tuffo in una
nuova impresa, cercando nuove idee, nuovi linguaggi». Un
continuo movimento che ha contributo ad affermare la cucina italiana in
Canada, creando delle vere e proprie mode. E' la consacrazione del made
in Italy a tavola. Agli albori degli anni Settanta ha aperto il suo
primo ristorante “Quo Vadis”, poi sono arrivati gli altri:
“Centro”, “Acqua”, “Terra”,
“Bistrot”... Nomi evocativi per locali eleganti, con tanti
posti a sedere, aperti per cena dal lunedì al sabato. Nei
menù sempre il meglio della cucina italiana, abbinato alle
infinite opportunità offerte dal nuovo mondo. «Quarant’anni
fa la cucina italiana in Canada era la cucina dell’emigrante,
concreta ma statica e povera, legata ai soliti piatti, alle solite
tradizioni: piazza e spaghetti aglio, olio e peperoncino. La scommessa
è stata quella di presentare in modo originale i gusti della
nostra terra, portando nei ristoranti il meglio dei prodotti italiani.
Abbiamo creato degli stili che hanno fatto tendenza, come
l’Ital-Cal, l’incontro fra la cucina italiana e quella
californiana. La California è un paese straordinario, una terra
d’oro che assomiglia molto alla nostra Toscana e permette di
coltivare prodotti di assoluta qualità. Negli anni Ottanta,
attraverso i miei ristoranti, il Canada ha conosciuto i migliori vini
italiani che selezionavo personalmente, partecipando tre –
quattro volte all’anno alle principali esposizioni nel nostro
Paese. Oggi molti di questi vini li importo direttamente attraverso una
mia società che in Canada opera come rappresentante dei
più importanti produttori italiani». Si
definisce “un bravo meccanico” della ristorazione
perché, dopo il necessario rodaggio, è sempre pronto a
cedere il timone dei suoi ristoranti ai collaboratori più
promettenti. Non gradisce passare per il paròn, anzi si dice
pronto a riconoscere le capacità di chi gli sta attorno.
«Anche questo è un modo per cambiare, no? Così
posso dedicarmi ad altre attività, come l’immobiliare e il
commercio, anche se la mia grande passione resta aprire nuovi
ristoranti. Ne ho in cantiere due. Il primo, il Florian Café, si
estenderà su 900 metri quadrati, con una grande cucina aperta
dove si preparerà tutto fresco. Sarà possibile mangiare
anche senza sedersi, un fast food fatto bene, con il meglio dei
prodotti. Il secondo, che non ha ancora un nome, sarà più
piccolo e di impostazione classica, con 130 posti e uno chef che lavora
con me da otto anni». Il
dinamismo di Prevedello trova in Toronto ampie possibilità di
espressione: la capitale dell’Ontario, quattro milioni e mezzo di
abitanti che crescono a vista d’occhio, è una città
cosmopolita: gli italiani sono 600 mila, i cinesi 800 mila, un crogiolo
di 145 razze E’ la Milano del Canada, la città del
business, ad appena un’ora di aereo da Chicago e New York.
«C’è varietà e freschezza, ogni giorno qui
maturano e si affermano nuove idee. Un terreno fertile per la nostra
cucina, purché di qualità e purché al passo con i
tempi». Ma Asolo è nel suo corte e ora la collina e il
vigneto attendono il suo nuovo successo.
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