Premio Giornalistico Alfio Menegazzo


 

Passate Edizioni - 2007 - Articoli: Nicola Stievano

 

Da Asolo al Canada andata e ritorno

Franco Prevedello, ha comprato una collina per riscoprire i sapori della sua terra d’origine

Canada e Nord America, in quarant’anni di vita colà trascorsi, gli hanno dato risconoscimento e successo. Ma lui continua a chiamarli “nuovo mondo”, con la volontà, forse conscia, forse inconsapevole, di distinguerli da quell’altro mondo, quello d’antica storia in cui è nato e cresciuto, la dolce Asolo. L’irriducibile nostalgia dei luoghi, delle genti, dei sapori e del suo territorio d’origine l’ha portato ora, divenuto importante uomo d’affari e noto imprenditore della ristorazione, a comprare un’intera collina sulla quale sta impiantando un vigneto di varietà autoctone come la “Recantina”, la “Oseleta” e la “Rossona”. «Non dobbiamo mai dimenticarci da dove veniamo – dice con affetto – né trascurare d’essere nati in una terra in cui l’amabilità degli abitanti è in armonia con la bellezza del paesaggio e con la delicatezza dei suoi cibi e dei suoi vini».

In Canada e in Nord America ha trascorso, da protagonista, gran parte della sua vita, ma non ha mai perso l’entusiasmo del pioniere, la voglia di rimettersi in gioco, di ripartire daccapo, di intraprendere una nuova strada. Eppure di strada Franco Prevedello ne ha fatta parecchia dai lontani anni Sessanta quando, neo diplomato della scuola alberghiera, ha iniziato, come tanti, dalle navi da crociera tedesche. Voleva lavorare e viaggiare, un sogno che continua a realizzare ogni giorno. Partito da Asolo ha trovato la terra promessa al di là dell’Atlantico, fino a diventare uno degli uomini d'affari più noti del Canada: «Avevo 17 anni, ne dichiarai 19 per imbarcarmi. Una volta a New York, mentre ero a terra per visitare la città, la nave andò in fiamme. A quel punto decisi di rimanere». Pochi mesi dopo si stabilì a Toronto, dove iniziò a lavorare nel settore della ristorazione. Da allora ha aperto 22 ristoranti, ma il numero preciso non se lo ricorda nemmeno lui. In ogni caso è un dato provvisorio, perché nei prossimi mesi taglierà il nastro di due nuovi locali, destinati a fare tendenza, come tutti gli altri, del resto.

«Il nuovo mondo è la terra delle opportunità, a Toronto tutto è in movimento. - racconta con entusiasmo Prevedello – Al massimo ogni quindici anni tutto cambia, tutto si rinnova. Nemmeno io riesco a stare fermo e, quando apro un ristorante, penso già al successivo. Così, non appena il locale è avviato e affermato, lo cedo al migliore dei miei collaboratori e mi tuffo in una nuova impresa, cercando nuove idee, nuovi linguaggi».

Un continuo movimento che ha contributo ad affermare la cucina italiana in Canada, creando delle vere e proprie mode. E' la consacrazione del made in Italy a tavola. Agli albori degli anni Settanta ha aperto il suo primo ristorante “Quo Vadis”, poi sono arrivati gli altri: “Centro”, “Acqua”, “Terra”, “Bistrot”... Nomi evocativi per locali eleganti, con tanti posti a sedere, aperti per cena dal lunedì al sabato. Nei menù sempre il meglio della cucina italiana, abbinato alle infinite opportunità offerte dal nuovo mondo.

«Quarant’anni fa la cucina italiana in Canada era la cucina dell’emigrante, concreta ma statica e povera, legata ai soliti piatti, alle solite tradizioni: piazza e spaghetti aglio, olio e peperoncino. La scommessa è stata quella di presentare in modo originale i gusti della nostra terra, portando nei ristoranti il meglio dei prodotti italiani. Abbiamo creato degli stili che hanno fatto tendenza, come l’Ital-Cal, l’incontro fra la cucina italiana e quella californiana. La California è un paese straordinario, una terra d’oro che assomiglia molto alla nostra Toscana e permette di coltivare prodotti di assoluta qualità. Negli anni Ottanta, attraverso i miei ristoranti, il Canada ha conosciuto i migliori vini italiani che selezionavo personalmente, partecipando tre – quattro volte all’anno alle principali esposizioni nel nostro Paese. Oggi molti di questi vini li importo direttamente attraverso una mia società che in Canada opera come rappresentante dei più importanti produttori italiani».

Si definisce “un bravo meccanico” della ristorazione perché, dopo il necessario rodaggio, è sempre pronto a cedere il timone dei suoi ristoranti ai collaboratori più promettenti. Non gradisce passare per il paròn, anzi si dice pronto a riconoscere le capacità di chi gli sta attorno. «Anche questo è un modo per cambiare, no? Così posso dedicarmi ad altre attività, come l’immobiliare e il commercio, anche se la mia grande passione resta aprire nuovi ristoranti. Ne ho in cantiere due. Il primo, il Florian Café, si estenderà su 900 metri quadrati, con una grande cucina aperta dove si preparerà tutto fresco. Sarà possibile mangiare anche senza sedersi, un fast food fatto bene, con il meglio dei prodotti. Il secondo, che non ha ancora un nome, sarà più piccolo e di impostazione classica, con 130 posti e uno chef che lavora con me da otto anni».

Il dinamismo di Prevedello trova in Toronto ampie possibilità di espressione: la capitale dell’Ontario, quattro milioni e mezzo di abitanti che crescono a vista d’occhio, è una città cosmopolita: gli italiani sono 600 mila, i cinesi 800 mila, un crogiolo di 145 razze E’ la Milano del Canada, la città del business, ad appena un’ora di aereo da Chicago e New York. «C’è varietà e freschezza, ogni giorno qui maturano e si affermano nuove idee. Un terreno fertile per la nostra cucina, purché di qualità e purché al passo con i tempi». Ma Asolo è nel suo corte e ora la collina e il vigneto attendono il suo nuovo successo.


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