CEREA. E' morto ad 81 anni Mario Scapini,
uno degli ultimi marangoni delle vecchie botteghe artigiane locali
Addio al maestro che arrivo' anche in rai
Partecipò a "Portobello" con un prezioso mobile porta gioielli finemente intarsiato
Cerea.
Addio ad un altro maestro nell'arte del legno. Se n'è andato
infatti giovedì - nell'ospedale di Legnago, dov'era ricoverato
per una malattia degenerativa - Mario Scapini, personaggio noto in
paese per la lunga attività di scultore del mobile, intagliatore
ed intarsiatore. Aveva 81 anni e lascia la moglie Giuliana e i figli
Giuseppe e Maria. I funerali si svolgeranno domani alle 16 nella
parrocchiale e tutte le offerte raccolte andranno alla missione di
padre Davide De Guidi a Mangunde in Mozambico. Scapini non è
riuscito a realizzare il suo ultimo desiderio che era quello di
salutare la vita nel suo laboratorio, davanti agli attrezzi artigianali
che per tanti anni aveva usato per modellare il legno, creando
capolavori d'arte. L'artigiano aveva mani d'oro ma anche una
solida esperienza come insegnante alla locale scuola per mobilieri
"Appio Spagnolo" per oltre 60 anni, capacità riconosciuta nel
riprodurre i più diversi stili, dal Rinascimento al più
raffinato Neoclassico. Lo chiamavano "maestro" perché
rappresentava quell'amore della bottega che ancora appartiene alle
vecchie generazioni di marangoni. Aveva lavorato anche nel laboratorio
del centro "Anderlini" e, da pensionato, lavorava a casa sua, in via
San Zeno. Lì si dilettava in quadri d'intarsio e crocifissi,
statue e scacchiere, sapendo riprodurre persino mobili lussuosi come
"Piffetti" e "Maggiolini": dalla sede comunale alle banche, da edifici
sacri a case di molti privati, Scapini aveva lasciato il segno,
realizzandone la mobilia. "Aveva un ottimo carattere, amorevole per
tutti i nostri 46 anni di matrimonio - ricorda la moglie Giuliana - con
la gente era generoso, tanto da arrivare a regalare anche un suo pezzo,
se sentiva vicina e fidata la persona che a lui si rivolgeva. Ma era
anche tenace e perfezionista: fino a quando il lavoro non era fatto a
regola d'arte, non voleva assolutamente cederlo. Anche a scuola
pretendeva che gli allievi si impegnassero al massimo per arrivare ad
un'opera d'arte di elevata qualità".Ha sempre vissuto e lavorato
a Cerea: poco incline ai viaggi, aveva comunque avuto una grande
occasione di farsi conoscere partecipando, nel 1982, al programma Rai
"Portobello", dove aveva presentato ad Enzo Tortora un enorme stipo
ottagonale porta gioielli. Amava ricordare questo episodio
perché, anche grazie a lui, era arrivata al grande pubblico
l'abilità dei mobilieri di Cerea.