Premio Giornalistico Alfio Menegazzo


 

Passate Edizioni - 2007 - Articoli: Stefano Vicentini

 

CEREA. E' morto ad 81 anni Mario Scapini,

uno degli ultimi marangoni delle vecchie botteghe artigiane locali

Addio al maestro che arrivo' anche in rai

Partecipò a "Portobello" con un prezioso mobile porta gioielli finemente intarsiato

    
Cerea. Addio ad un altro maestro nell'arte del legno. Se n'è andato infatti giovedì - nell'ospedale di Legnago, dov'era ricoverato per una malattia degenerativa - Mario Scapini, personaggio noto in paese per la lunga attività di scultore del mobile, intagliatore ed intarsiatore. Aveva 81 anni e lascia la moglie Giuliana e i figli Giuseppe e Maria. I funerali si svolgeranno domani alle 16 nella parrocchiale e tutte le offerte raccolte andranno alla missione di padre Davide De Guidi a Mangunde in Mozambico. Scapini non è riuscito a realizzare il suo ultimo desiderio che era quello di salutare la vita nel suo laboratorio, davanti agli attrezzi artigianali che per tanti anni aveva usato per modellare il legno, creando capolavori d'arte. L'artigiano aveva mani d'oro ma anche una  solida esperienza come insegnante alla locale scuola per mobilieri "Appio Spagnolo" per oltre 60 anni, capacità riconosciuta nel riprodurre i più diversi stili, dal Rinascimento al più raffinato Neoclassico. Lo chiamavano "maestro" perché rappresentava quell'amore della bottega che ancora appartiene alle vecchie generazioni di marangoni. Aveva lavorato anche nel laboratorio del centro "Anderlini" e, da pensionato, lavorava a casa sua, in via San Zeno. Lì si dilettava in quadri d'intarsio e crocifissi, statue e scacchiere, sapendo riprodurre persino mobili lussuosi come "Piffetti" e "Maggiolini": dalla sede comunale alle banche, da edifici sacri a case di molti privati, Scapini aveva lasciato il segno, realizzandone la mobilia. "Aveva un ottimo carattere, amorevole per tutti i nostri 46 anni di matrimonio - ricorda la moglie Giuliana - con la gente era generoso, tanto da arrivare a regalare anche un suo pezzo, se sentiva vicina e fidata la persona che a lui si rivolgeva. Ma era anche tenace e perfezionista: fino a quando il lavoro non era fatto a regola d'arte, non voleva assolutamente cederlo. Anche a scuola pretendeva che gli allievi si impegnassero al massimo per arrivare ad un'opera d'arte di elevata qualità".Ha sempre vissuto e lavorato a Cerea: poco incline ai viaggi, aveva comunque avuto una grande occasione di farsi conoscere partecipando, nel 1982, al programma Rai "Portobello", dove aveva presentato ad Enzo Tortora un enorme stipo ottagonale porta gioielli. Amava ricordare questo episodio perché, anche grazie a lui, era arrivata al grande pubblico l'abilità dei mobilieri di Cerea.

             

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