Premio Giornalistico Alfio Menegazzo


 

Passate Edizioni - 2007 - Articoli: Francesco Furlan

 
Caltana. Dopo 28 anni la prima commemorazione ufficiale del padre ammazzato da un commando di cui faceva parte anche il leader dei Pac

{Voglio sapere dov'è finito Battisti}
L'appello di Adriano al ministro Mastella: {Non smettete di cercarlo}

 CALTANA. {Chi protegge Cesare Battisti, dov'è nascosto, perché nessuno lo cerca più?}. Alle 16.45 del 16 febbraio 1979 Adriano Sabbadin non aveva ancora compiuto 18 anni e stava parlando al telefono con un rivenditore di carni quando un commando dei Pac (i Proletari armati per il comunismo) è entrato nella macelleria di Caltana e ha crivellato di colpi Lino, suo padre, che aveva 45 anni. Sono passati quasi 28 anni, Adriano ha pressapoco la stessa età che aveva suo padre quando è stato ammazzato ed è ancora dietro il banco della macelleria di famiglia. Battisti invece è latitante.

 E per questo che Adriano, a pochi giorni dalla prima commemorazione ufficiale della
morte di suo padre, lancia un appello al ministro della Giustizia, Clemente Mastella:
{Non smettete di cercare Battisti}. I leader dei Pac che la giustizia italiana ha condannato
in contumacia anche per l'assassinio di Lino. {E adesso cosa faccio?}, si era domandato
Adriano il 16 febbraio del 1979 quando dopo aver sentito i colpi di pistola era scappato al
piano superiore, poi era tornato giù e aveva visto suo padre in una pozza di sangue. {Non
sapevo cosa fare _ racconta _, avevo 17 anni, due sorelle piccole Adriana di 12 anni e
Roberta di 6, e una famiglia da caricarmi sulle spalle}. E non è stato facile. {Anche perché
dovevo rinnovare la licenza del negozio, prendere la patente, avevo la testa che scoppiava _ dice _ e non riuscivo a fare nulla}. Poi però è riuscito a prendere in mano le redini della macelleria, mentre un po' alla volta ha capito cos'era accaduto a suo padre: {Sono cresciuto in campagna, a lavorare le carni, non sapevo nemmeno cos'erano i Pac}. Fino ad allora gli anni di piombo erano nelle grandi città e non a Caltana. Lino era stato ammazzato non per una rapina andata a finire male, come si era pensato nelle prime ore,ma per vendetta. Per vendicare la morte di un bandito che nel dicembre del 1978 aveva cercato di rapinare la macelleria, ed era morto dopo una sparatoria ingaggiata con lo stesso Lino Sabbadin. {Ha ucciso un proletario affamato _ spiegavano i Pac _ e per questo deve morire}. {Ma io Battisti non sapevo chi fosse _ spiega Sabbadin _, l'ho visto
in faccia per la prima volta alla televisione, nel 2004, quando sembrava che potesse tornare in Italia}. Era rifugiato in Francia, grazie alla dottrina Mitterand, che garantiva
asilo poltico ai terroristi. Ma entrata in vigore la normativa sul mandato di cattura europeo,
nell'estate del 2004 la Francia aveva dato il suo ok all'estradizione. Pochi giorni
dopo Battisti è scappato. {Non provo rabbia, ma voglio giustizia. Battisti dovrebbe essere
più umile e accettare di tornare in Italia. E invece è sempre stato spocchioso, senza mai
chiedere scusa per il suo passato. Come può stare in pace con sè stesso?}. A distanza di
28 anni Adriano non ha smesso di sperare, {eppure ci sono ancora giorni in cui ho un
gran bisogno di mio padre. Ogni giorno avrei bisogno di mio padre. Poi apro gli occhi,
mi rendo conto che non c'è, infilo il camice della macelleria, e mi metto al lavoro}.

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