“Il mito non muore mai, tutti pazzi per 007 Il mestrino Citton fonda Le Cercle, il club dei fan dell’agente segreto
Il migliore champagne al mondo
secondo James Bond? “Taittinger
Blanc de Blanc Brut del ‘45”. Il tempo di cottura esatto delle uova
sode, sempre per 007 ? “Tre minuti e venti secondi”. La marca preferita
della pallina da golf? “Penfold Hearts”. L’improvvisato esame di
socioantropologia bondiana viene superato a pieni voti. Del resto il candidato
è il fondatore del primo portale italiano dedicato al culto del popolare
personaggio creato da Ian Fleming. Il candidato si chiama Citton. Ilario
Citton. Mestrino, 40 anni, di mestiere fa il rappresentante di commercio. Lui
ammicca e dice che quella è la “copertura”. La missione è portare avanti decine
di iniziative muovendosi in quell’universo variegato, e anche un po’ bizzarro e
misterioso, dei fan di 007: una rete ormai diffusa in mezzo mondo, che in
Italia sta facendo proseliti oltre le aspettative. A questo punto è necessario
chiarire che il fenomeno è alimentato da due distinte categorie: “bondiani” e
“bondofili”. Il bondiano si identifica con il grande James: veste, beve, mangia
(e fuma) seguendo le regole di stile dell’inarrivabile modello originale. Il
bondofilo, invece, ama la superspia britannica da una specie di rispettosa
distanza e ne rinnova il mito collezionando ogni genere di gadget e
memorabilia.
Citton appartiene a questo
secondo gruppo e anzi, per il suo competente e appassionato attivismo, ne è
diventato un capofila riconosciuto. Oggi la sua collezione occupa un’intera
parete con pezzi preziosi e curiosi. Come il Rolex, originale, dotato di
cucchiaino. “E’ una citazione del film Vivi
e lascia morire, dove Roger Moore usa proprio questo orologio,
l’ennesima diavoleria inventata da Q, con la ghiera magnetica che attira i
metalli”, spiega. Poi c’è l’Omega Seamaster sfoggiato da Daniel Craig in Casino Royal. E la pistola
Walther P99 di Brosnan in Goldeneye.
I salti temporali sono imprevedibili: accanto alle prime edizioni italiane dei
romanzi di Fleming, fanno capolino il 45 giri di A view to a kill dei Duran Duran e il cd da playstation Everything or nothing. Citton
rimira gli scaffali con comprensibile orgoglio. “Questo è il primo pezzo della
raccolta: il modellino della Lotus Esprit. Ricorda? Quella di La Spia che mi amava?”. Accanto
sono parcheggiate anche fior di Aston Martin, Citröen e Bmw: citazioni in
miniatura di chissà quanti altri film. E poi volumoni e raccolte fotografiche.
C’è perfino l’album “Agente segreto Paperino”. Sì, proprio il fumetto targato
Disney. “Quello è il contributo di mio figlio Giovanni, che ha dieci anni ed è
appassionato quanto me. Paola, la sorellina di sei anni, ci guarda con
sufficienza e forse è meglio così: la prospettiva che si trasformi in una Bond
girl mi terrorizza”, ride.
Dal collezionismo al club il
passo è stato breve. Qualche mese fa Citton ha fondato “Le cercle”, che
riunisce una ventina di soci, tra i quali avvocati, giornalisti, medici. Il
nome non è casuale: “Le cercle
gastronomique et des jeux d’hasard è il circolo che Fleming creò
insieme ai suoi amici, molto prima di inventare 007”, spiega. “Si trovavano a
sorseggiare champagne, a giocare a carte, ma anche solo per scambiarsi ricordi
e riflessioni. A noi interessa quest’ultimo aspetto: il club è un modo per
stare insieme condividendo la passione per il mondo di Bond”. Insieme al club è
nata la fanzine: il numero zero è già da collezione e per Natale è in uscita il
numero uno. Nel frattempo è stato inaugurato il portale internet, ricco di
informazioni d’archivio e soprattutto di news. L’indirizzo è www.
jamesbondwebitalia.com ed è il posto giusto per scovare indiscrezioni sul
casting del prossimo film, magari iscrivendosi alla newsletter gratuita. Adesso
dal web parte un nuovo concorso letterario: vince il miglior testo originale da
proporre agli sceneggiatori di Bond per la ventiduesima pellicola della serie.
“Spero che emerga qualcosa di nuovo – conclude Citton – magari anche di
inaspettato: uno 007 ripensato e aggiornato al nostro tempo. Però il
personaggio deve mantenere lo stile e lo charme dell’originale creato da
Fleming, che ormai è diventato un’icona senza tempo”. Non sia mai che James
Bond si metta a ordinare il Cocktail Martini mescolato, non agitato.
Box
La mappa/Bond per una notte: i locali nel Veneto. Libri per saperne di
più
Forse non tutti sanno che ben
quattro dei ventuno film di James Bond sono ambientati, almeno in parte, nel
Veneto. Lungo il Canal Grande sono stati girati gli inseguimenti mozzafiato del
più recente “Casino Royale” con Daniel Craig. Venezia è protagonista anche in
“Moonraker – Operazione spazio”, la storica pellicola del 1979 con Roger Moore.
In “Dalla Russia con amore” (1963), invece, Sean Connery compare sì in gondola
con la Bond girl di turno, ma lo sfondo della celebre sequenza tra i canali era
proiettata in studio. Poi c’è Cortina d’Ampezzo: suggestiva location per
intrighi ad alta quota in “Solo per i tuoi occhi”(1981).
Non è un dunque caso che in Veneto siano stati
inaugurati ben dieci dei trenta prestigiosi Bond Point italiani. Sono i locali
selezionati dall’autorevole associazione “Shaken, not stirred” (“agitato, non
mescolato”) fondata a Modena dall’avvocato Pietro Carlo Ferrario con il barman
sommelier Luca Bonacini. E’ uno sfavillante circuito di bar, alberghi e
ristoranti scelti con un criterio preciso e rigoroso, come spiega l’avvocato
Ferrario: “Abbiamo pensato a due categorie: i ‘Classic’ sono quelli frequentati
da 007 durante le sue avventure letterarie o cinematografiche, mentre i
‘Privilege’ sono stati scelti perché in sintonia con lo stile dell’agente
segreto britannico”. In Veneto fanno parte del club il Miramonti, il Cristallo
e il Posta di Cortina, poi c’è l’Abano Grand Hotel e, a Venezia, gli Hotel
Danieli, Gritti, Ciprian e Bauer, l’Harry’s Bar, il Caffè Quadri e il Florian.
E’ qui che ci si può sentire Bond per una notte, scegliendo tra i menù più raffinati e
gustando i migliori cocktail (per la cronaca i drink di Craig li curava Gennaro
Florio dell’hotel Bauer, dove alloggiava la troupe di “Casino Royale”).
Come ci si prepara a una serata
da veri bondiani? Con qualche lettura strategica. I romanzi di Fleming sono
tradotti e pubblicati in Italia da Guanda e da Tea. Poi ci sono la guida “Mondo
Bond 2007”, best seller dell’editore Alacran, e “Mai dire mai a un Martini Dry”
(ed. Aliberti) con i racconti di autori come Andrea Pinketts, Edmondo Berselli
e Arrigo Cipriani. Ultimo, ma non meno sfizioso, l’opuscolo “Bond’s Drinks” realizzato
da Bonacini e Ferrario, con le ricette originali di tutti i cocktail preferiti
da 007.
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