Premio Giornalistico Alfio Menegazzo


 

Passate Edizioni - 2008 - Articoli: Silvia Castagna

 
Quello che ci siamo portati.

Veneti a Montreal


Note: quello che segue è la trascrizione del video, la trascrizione letterale delle interviste. La sintassi è dunque quella di un parlato.

Concetta Voltolina Kosseim

pres. Circolo Veneziani nel mondo- Québec

recita poesia da lei composta

Ogni volta che torno e che riparto coi oci avidi e con animo smorto toco per tocco veneto mio te imballo e via con mi te porto. Solo cusì quando sn qua in sta terra lontana con il cor che pianse e meso insemenio se come se mi te avesse drio. In meso a ste strade grande  me go affana a cercar le me colline e i me monti el mio mar e quando in meso alla gente de colpo sento el parlar mio me volto, guardo, cerco e el cor se tutto un struscio…

Concetta Voltolina Kosseim

51, 11 ma in meso a tanta neve desso par miracolo de dio la casa del veneto se ga impiantà ed esser me par al paese mio, se podagra gustar na poesia, na musica na lettura, e se podarà sentirse in compagnia senza più soffrir de nostalgia

FERDINANDO BISINELLA, pres. sez. alpini Montreal

 

Tenere una sezione a Montreal è diventato una tradizione, perché la sezione di Montreal è la più  anziana del nord america, nata nel 1964 ed è diventata una vera forza perché conta 240 soci.

Flash perché  alpino si nasce e si muore.

avv. Giovanni Dolfato, presidente federazione associazioni venete del  Québec 

 

Qui a Montreal abbiamo 20.000 immigrati veneti. Questa emigrazione ha avuto origine dopo la seconda guerra mondiale.

In maggioranza è questa l’immigrazione che c’è qui, iniziata dopo gli anni ‘50, una immigrazione dove uno è arrivato senza granché e cercava di farsi una vita qui in Nordamerica, come impresario, come manovale, l’esperienza è molto varia.

STORIA 1

CASA DEI RAVIOLI

 

Sacchetto Giuseppe, casa dei ravioli  

I prodotti che facciamo sono ravioli che è il più importante di tutti, poi tortellini, cappelletti, lasagne, sughi, fettuccine, lasagne, tagliatelle, rigatoni, pasta corta.

 

Vittoria Sartori, casa dei ravioli

Abbiamo molti ristoranti, più di cento, abbiamo molti hotel tutti i migliori ristoranti di Montreal

 

 Sacchetto Giuseppe, casa dei ravioli

Mi chiamo Sacchetto Giuseppe sono nato a Cavarzere, in provincia di Venezia e sono immigrato a Torino

 

Adalgisa Sartori, casa dei ravioli

Ci siamo sposati nel ‘57 e siamo andati ad abitare a Torino. Dopo un bel po’ di tempo mia sorella è arrivata in Italia.

Mia sorella Vittoria è arrivata in Italia e ha pensato: chi vuole venire via con me? Ok, sono pronta. Così ha preparato tutte le carte. Arrivando qua verso Natale hanno fatto i ravioli in casa e hanno cominciato a dire “sono buoni”. Ok.

Mio cognato, il marito di mia sorella, ha cominciato a dire: “perché non apriamo un pastificio?” bon! Ok!  Perché non apriamo un pastificio?

 

Sacchetto Giuseppe, casa dei ravioli

Così siamo partiti con tre macchine, 5 sacchi di farina e abbiamo sviluppato questo lavoro che nel giro di 30 anni è diventato abbastanza grosso.

 

Adalgisa Sartori casa dei ravioli

Perché mio marito ha lavorato in Italia in un pastificio, ha imparato là il mestiere non è che sia arrivato qua senza sapere niente. Abbiamo cominciato la nostra storia: mia sorella ha un figlio io ne ho due e continuiamo qui, è da un bel po’ di tempo che lavoriamo, più di trenta anni, tutti i giorni

 

Sacchetto Giuseppe,

Facciamo una lavorazione artigianale, anzi casalinga non vado in cerca di grandi distribuzioni, vado in cerca di clienti che tra me e il cliente c’è amicizia, non è che lo trovano al supermercato il mio articolo, lo trovano qui

 

Adalgisa Sartori

Mi spiace solo che sto diventando vecchia se no mi piacerebbe lavorare tanti anni di più ancora.

 

Sacchetto Giuseppe

E’ una cosa che ho sempre fatto con tanta passione, tanti sacrifici perché la partenza è stata un po’ dura per tutti

 

Adalgisa Sartori

Cosa ci siamo portati non è facile a dirlo. Diciamo l’onestà e tante idee in testa per migliorare e il mestiere, certamente, il mestiere di mio marito che ce l’ha fatto apprendere a tutti noi.

Bruno Negrello, alpino

 

Questa targa ricordo è stata regalata dal presidente Capriolo alla sezione alpini di Montreal e ha una scritta che ha un valore per noi emigranti, o per me inestimabile. “Quelli della seconda naia” è scritto, perché noi abbiamo fatto la naia che avevamo il dovere di fare e poi abbiamo fatto l’altra naia, dell’emigrazione, che forse è stata più dura dei 15, 18 mesi che abbiamo fatto.

STORIA 2 – LOCARCON CONSTRUCION DEI  FRATELLI SOLDERA

 

Roberto Soldera – Loracon Construction

Questa è una foto di mio padre, Antonio un immigrante di Italia, di Treviso, che è venuto qui a Montreal nel 1954 e ha cominciato un business di raccogliere ossa, grassi di macellerie. Poi  abbiamo venduto 5 anni fa per iniziare questa nuova ditta di costruzioni. Mio fratello ha cominciato  10 anni fa, io ho cominciato qui solo 5 anni fa.

 

Lorenzo Soldera, Loracon Construction

L’anno che abbiamo cominciato era il 1990.

Abbiamo avuto una recessione qui in Canada nell’anno che ho cominciato. Era un anno difficile. I primi 5 anni sono statti molto difficili perché l’economia immobiliare era quasi a zero, e gli interessi del 18-20%.

L’anno 1995 è l’anno in cui abbiamo cominciato a fare un po’ di profitto, dal 1995 ad oggi abbiamo sempre aumentato del 10-20 per cento annuo il volume di vendite che facciamo.

 

Roberto

Adesso facciamo costruzioni, sviluppi di grandi terreni nella regione di Montreal, compriamo grandi terreni e facciamo sviluppo di shopping industriali grandi centri di distribuzione, grandi magazzini.

 

Lorenzo

Sicuro che la partenza che abbiamo avuto, l’opportunità, quello che mio padre ha fatto per noi è importante, perché la credibilità che abbiamo avuto con la comunità italiana e i clienti generale, il mondo in cui lui ci ha educato, insegnandoci a  rispettare, essere onesti con il cliente in generale…

Il successo della compagnia poggia sul quelle basi lì: lavorare forte, non puoi sbagliarti.

 

Roberto

Una lezione che mio padre mi ha sempre detto è di non avere paura di lavorare e con quello punto lì ci siamo messi insieme per lavorare e non ci siamo mai fermati.

 

Concetta Voltolina Kosseim

pres. Circolo Veneziani nel mondo- Québec

 

Quando si è lontani dalla propria casa, dalla propria patria, dalla nostra terra, solo sentir parlare il suo dialetto lei si sente come a casa sua

Mi manca la bellezza estetica dell’Italia, mi manca la bellezza estetica di Venezia

STORIA 3 – VETRO DI MURANO

LINO FUGA

 

Si comincia scaldando il vetro; quando il vetro è temperato si prende l’argento, perché se è troppo caldo l’argento si brucia. Quindi si deve aspettare un poco di temperare il vetro prima di prendere l’argento, poi si usano colori per dare, come possiamo dire, un senso d’arte e si deve aspettare che l’argento si attacchi bene al vetro, poi si copre con il cristallo, avete visto che coprivo perché i colori escono più belli. Poi lo modelliamo, lo tiriamo con le pinze, con le forbici.

Io non lavoro molto, lavoro 2, 3, 4 ore al giorno ne faccio una quindicina al giorno, ne faccio 12, 15, 17. 

 

Questo lavoro l’ho imparato da mio fratello più vecchio: mi ha insegnato la tecnica il sistema e l’ho usato qui. Mio nonno faceva bicchieri, mio bisnonno faceva lampadari, mio fratello più vecchio faceva animali, ma sempre usando la tecnica di Murano

Sono orgoglioso di aver portato questa tecnica in Canada.

 

STORIA 4- ORFEO SARTOR – BRENTACORK

Io sono vetraio di professione da quando avevo 16 anni, ho imparato a lavorare il vetro a Murano

 

NEL SUO MAGAZZINO LIVE

Adesso stiamo producendo una capsula personalizzata, il materiale come lei vede laggiù è materiale nero. Una piccola macchinetta fa la stampa a caldo, dove possiamo scrivere quello che il cliente chiede, poi un’altra macchina stampa sulla testina e personalizza la capsula

 

Siamo importatori da 25 anni di bottiglie provenienti dall’Italia e in particolar modo dal Veneto; sono tutte bottiglie da vino, da liquori e anche  speciali per articoli da regalo, prodotti di alta gamma e  grande bellezza. Sono credo le più belle bottiglie che si trovano in tutta Europa, una tradizione originaria della vetreria zona di Formelle, Oderzo, ponte di Piave,

 

Il 90 % del nostro prodotto è italiano.

 

LIVE questo scaffale rappresenta la maggior parte del settore bottiglie per vino con colori usuali che si usano in Italia: bianco, verde antico e verde foglia morta. Abbiamo anche qualche bottiglia  blu che va per l’acqua minerale e per l’acqua degli icerbeg.

 

Si guadagna un po’ meno che gli anni 80-90 perché la concorrenza è micidiale ma ci difendiamo

 

Avv. Giovanni Dolfato

E’ importante mantenere le tradizioni venete per farle conoscere a nipoti e pronipoti.

 

STORIA 5

suor Angela Rizzardo

tutti quanti ghe piase mangiar la cusina italiana

 

live in cucina

 

Io mi chiamo suor Angela Rizzardo, sono di Cavaso del tomba,  provincia Treviso. Sono 52 anni che sono qui nel Quebec

 

Ho lavorato a Teleitalia con uno chef italiano, abbiamo fatto tante ricette, io ho voluto far conoscere la cucina trevigiana:  polenta e baccalà, peperonata…

 

Questa è la ricchezza!

Per conto mio la cucina è la storia del mondo, dell’Italia: “ dimmi che cosa mangi ti dirò chi sei”. Di più ti dirò anche questo: quando vado all’estero la prima cosa sono a tavola, mangio loro prodotti  la cucina è la storia del mondo, che sia italiana, americana, quebechese, non se scappa, la tavola parla!

 

La cucina è parte della cultura

 

Giuseppe Salvoni, alpino / al centro veneto di Motreal

Raccontiamo le nostre storie, le cose che in passato abbiamo fatto in Italia, da che parte veniamo, da che paesi, che corpo, che reggimento, dove siamo stati. È una cosa che ci fa molto bene a noi, ci aiuta a tenersi insieme, tenerci uniti.

 

Imelda Facchin Bisinella, Pres. Centro di Cultura Veneta – Montreal

La gente ci tiene molto a questi momenti di ritrovarsi assieme, abbiamo però molta difficoltà ad avvicinare i giovani, che non hanno le nostalgie che noi abbiamo.

 

FINALE

CAS 8 PIERO FACCHIN, conduttore televisivo/ nello studio televisivo dove lavora

Sono Piero Facchin, sono nato in Canada, però mio padre è veneto.

Mi trovo a lavorare in questo studio, forse lo sapete o forse non lo sapete ma Montreal ha 250 mila abitanti italiani, quindi ci sono 4 programmi in italiano di cui uno si chiama sportivi io sono il conduttore. Sportivi è un programma in italiano in cui si parla di sport non solo a livello professionale ma anche a livello amatoriale, si parla di giovani, si dà spazio ai giovani

 

Mo padre venuto via da Mussolente all’avventura e quando si sentono queste storie di come loro sono partiti dalla loro terra e sono venuti qui con una valigia, non parlando la lingua, non parlando l’inglese, il francese… ce le hanno raccontate in lungo e in largo queste storie e ci fanno capire quanto era sofferto e quanto era importante per loro dare una opportunità nuova che noi, lo dico sinceramente, apprezziamo tantissimo.

 

FINALE: Piero Facchin in diretta che saluta il pubblico.

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