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Ricerca e impresa
L’innovazione è la
chiave del mercato mondiale
Innovazione e ricerca; design
industriale e nuovi materiali; qualità e certificazione; incubatore per le
nuove imprese: sono questi i quattro filoni principali di attività del parco
scientifico e tecnologico Galileo con sede a Padova, nato con l’obiettivo di
sviluppare, attraverso l’innovazione, la competitività delle piccole e medie
imprese che forgiano da sempre il volto produttivo del territorio veneto.
La società consortile,
partecipata dalle camere di commercio di Padova, Vicenza, Treviso e Belluno,
dall’università, la provincia e il comune di Padova, la fondazione Cariparo e
da Veneto innovazione, è diretta da Massimo Malaguti che, sull’argomento del
rapporto tra ricerca, università e impresa, spiega nodi e punti di forza nel
territorio veneto, soffermando anche sull’esigenza di intensificare le
relazione tra ricerca universitaria e mondo produttivo.
Partendo dal presupposto che a Padova le imprese fanno poca ricerca,
quali sono i principali nodi da sciogliere perché la ricerca metta radici
nel territorio?
«Il problema da affrontare è come
far sì che l’innovazione sviluppata dalle imprese abbia maggiori contenuti
basati sui risultati della ricerca applicata. L’ampiezza e la
difendibilità del “vantaggio competitivo” derivante
dall’innovazione sono, infatti, strettamente legati al suo contenuto
di ricerca in termini tecnologici e scientifici. Per alimentare questo processo
è necessario intensificare le relazioni tra gli ambiti della ricerca
universitaria e dell’impresa, soprattutto quella di piccola e media dimensione,
perchè si “aprano” reciprocamente al dialogo e alla collaborazione. Molte delle
nostre attività, sviluppate in partnership con Confindustria Padova e
con l’ufficio di trasferimento di tecnologia dell’università di Padova, sono
orientate verso questo obiettivo».
Come vedono le imprese padovane la ricerca, l’innovazione che ne può
derivare?
«Le imprese sono sempre più
consapevoli che l’innovazione di prodotto, di processo o organizzativa
rappresenta, nel quadro del mercato globale, il vero valore che può consentirne
l’affermazione, dato che i fattori tradizionali della competizione come il
costo del lavoro, delle materie prime, dell’energia sono oggi a vantaggio di
altre aree (Cina, India, Sudest asiatico, America Latina). Si tratta ora di far
sì che l’innovazione, concepita e attuata tra le mura dell’azienda, si
nutra di contenuti a maggior valore aggiunto, per favorire l’affermazione dei
prodotti sui mercati internazionali e aumentare la barriera competitiva nei
confronti dei concorrenti».
Il parco scientifico tecnologico Galileo ha una matrice legata all’impresa,
con quale mission è stato fondato?
«La matrice del Pst Galileo è
profondamente legata all’impresa, essendo partecipato dalle camere di
commercio di Padova (che detiene la maggioranza relativa delle quote), Vicenza,
Treviso e Belluno, che sono l’espressione istituzionale del sistema economico e
produttivo. La missione del Pst Galileo, riassunta dal motto “Innovare per
competere”, è quindi quella di sostenere la capacità competitiva delle
imprese attraverso la realizzazione di attività e servizi per l’innovazione e
il trasferimento di tecnologia e dei risultati della ricerca applicata».
Riesce a mantenere alti i suoi obiettivi? Dove si riscontrano le
maggiori difficoltà?
«La scelta del Pst Galileo è
stata quella di confrontarsi direttamente con il sistema delle imprese,
sviluppando a fianco di numerose attività di promozione delle relazioni tra
università e impresa, realizzate in collaborazione con l’ufficio di
trasferimento di tecnologia dell’università di Padova, propri servizi di
formazione e consulenza per l’innovazione di prodotto, in particolare nei
settori del design industriale, attraverso la Scuola italiana design, e dei
materiali innovativi, con il centro sui nuovi materiali MaTech. Queste attività
consentono di rispondere al bisogno di innovazione manifestato dalle
imprese di molti settori produttivi, e di inserire all’interno della relazione
con l’impresa, grazie al contributo e alla collaborazione dell’università, temi
a maggiore valore aggiunto in termini scientifici e tecnologici».
Il parco riceve automaticamente i
finanziamenti per le sue attività dagli enti che lo sostengono?
«L’entità dei contributi ricevuti
dai soci non supera il 20 per cento del valore complessivo delle entrate. Ciò
significa che il Pst Galileo, con la vendita dei propri servizi a imprese ed
enti e con la partecipazione a progetti nazionali e internazionali, sostiene
l’80 per cento del proprio bilancio, che dal 2003 chiude ogni anno in
attivo. In altri termini, l’attività del Pst Galileo costituisce un
volano che moltiplica per cinque il valore del contributo dei soci,
traducendolo in servizi ad alto valore aggiunto a beneficio dello sviluppo del
territorio».
Quali sono i progetti che rappresentano il fiore all’occhiello del Pst?
«Gli strumenti principali
attraverso cui il Pst Galileo affronta il tema dell’innovazione di prodotto al
servizio delle imprese sono la Scuola italiana design (Sid) e MaTech. Nata nel
1991 per volontà della camera di commercio di Padova, la Sid è una iniziativa
di formazione e servizi sul tema design creativo, che costituisce uno dei
valori indiscussi e dei maggiori vantaggi competitivi per le imprese italiane.
La scuola sviluppa un programma di formazione triennale post diploma ed è
frequentata da 150 studenti provenienti dal Veneto, da altre regioni
d’Italia e dall’estero, diplomando ogni anno circa quaranta giovani designer.
La domanda di questo tipo di professionalità è in crescita: nel 2007 abbiamo
ricevuto una sessantina di richieste di segnalazione di diplomati da
parte di aziende e studi professionali da tutta Italia. L’esperienza formativa
di Sid è strettamente collegata al rapporto con le aziende: dal 1991 la scuola
ha sviluppato, all’interno del terzo anno di corso e nell’ambito della propria
attività di promozione dei diplomati, collaborazioni per lo sviluppo di nuovi
prodotti con oltre 150 aziende, tra cui De Longhi, Benetton SportSystem, Fila,
Alfa Romeo, Fiat, Aprilia, Ferrero, Whirlpool, Poltrona Frau, Swarowskji e
molte altre piccole e medie imprese italiane, delle quali in molti casi
sono in seguito entrati a far parte i nostri diplomati».
E MaTech?
«MaTech è il centro sui nuovi
materiali costituito nel 2001 da Pst Galileo, allo scopo di fornire alle
imprese consulenza sull’individuazione e l’applicazione di nuovi materiali e nuove
tecnologie di processo, che integrano e supportano il design nel ciclo di
ideazione e realizzazione dei nuovi porodotti. MaTech, nella cui sede di Padova
operano sei giovani ingegneri dei materiali, ha sviluppato nel 2007 oltre
quaranta progetti per la ricerca e l’introduzione di nuovi materiali a favore
di altrettante imprese italiane. Ciò grazie anche alla collaborazione
della rete dei MaTech point, vere e proprie antenne di questo servizio
realizzate in altre dieci città italiane su richiesta di altri parchi
scientifici (Tis di Bolzano, Area di Trieste, Demotech di Modena), associazioni
di categoria (Associazione industriali di Novara, Venezia, Rovigo) e camere di
commercio (Vicenza, Firenze). Il complesso dei servizi forniti da Sid e
MaTech sull’innovazione di prodotto ha fatturato nel 2007 oltre un milione e
mezzo di euro, con un incremento del dieci per cento circa rispetto all’anno
precedente».
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