Premio Giornalistico Alfio Menegazzo


 

Passate Edizioni - 2008 - Articoli: Tatiana Mario

 

Ricerca e impresa

L’innovazione è la chiave del mercato mondiale

 Innovazione e ricerca; design industriale e nuovi materiali; qualità e certificazione; incubatore per le nuove imprese: sono questi i quattro filoni principali di attività del parco scientifico e tecnologico Galileo con sede a Padova, nato con l’obiettivo di sviluppare, attraverso l’innovazione, la competitività delle piccole e medie imprese che forgiano da sempre il volto produttivo del territorio veneto.

La società consortile, partecipata dalle camere di commercio di Padova, Vicenza, Treviso e Belluno, dall’università, la provincia e il comune di Padova, la fondazione Cariparo e da Veneto innovazione, è diretta da Massimo Malaguti che, sull’argomento del rapporto tra ricerca, università e impresa, spiega nodi e punti di forza nel territorio veneto, soffermando anche sull’esigenza di intensificare le relazione tra ricerca universitaria e mondo produttivo.

Partendo dal presupposto che a Padova le imprese fanno poca ricerca, quali sono i principali nodi da sciogliere perché la ricerca metta radici nel territorio?

«Il problema da affrontare è come far sì che l’innovazione sviluppata dalle imprese abbia maggiori contenuti basati sui risultati della ricerca applicata. L’ampiezza e la difendibilità del “vantaggio competitivo” derivante dall’innovazione sono, infatti, strettamente legati al suo contenuto di ricerca in termini tecnologici e scientifici. Per alimentare questo processo è necessario intensificare le relazioni tra gli ambiti della ricerca universitaria e dell’impresa, soprattutto quella di piccola e media dimensione, perchè si “aprano” reciprocamente al dialogo e alla collaborazione. Molte delle nostre attività, sviluppate in partnership con Confindustria Padova e con l’ufficio di trasferimento di tecnologia dell’università di Padova, sono orientate verso questo obiettivo». 

Come vedono le imprese padovane la ricerca, l’innovazione che ne può derivare? 

«Le imprese sono sempre più consapevoli che l’innovazione di prodotto, di processo o organizzativa rappresenta, nel quadro del mercato globale, il vero valore che può consentirne l’affermazione, dato che i fattori tradizionali della competizione come il costo del lavoro, delle materie prime, dell’energia sono oggi a vantaggio di altre aree (Cina, India, Sudest asiatico, America Latina). Si tratta ora di far sì che l’innovazione, concepita e attuata tra le mura dell’azienda, si nutra di contenuti a maggior valore aggiunto, per favorire l’affermazione dei prodotti sui mercati internazionali e aumentare la barriera competitiva nei confronti dei concorrenti».

Il parco scientifico tecnologico Galileo ha una matrice legata all’impresa, con quale mission è stato fondato?

«La matrice del Pst Galileo è profondamente legata all’impresa, essendo partecipato dalle camere di commercio di Padova (che detiene la maggioranza relativa delle quote), Vicenza, Treviso e Belluno, che sono l’espressione istituzionale del sistema economico e produttivo. La missione del Pst Galileo, riassunta dal motto “Innovare per competere”, è quindi quella di sostenere la capacità competitiva delle imprese attraverso la realizzazione di attività e servizi per l’innovazione e il trasferimento di tecnologia e dei risultati della ricerca applicata».

Riesce a mantenere alti i suoi obiettivi? Dove si riscontrano le maggiori difficoltà?

«La scelta del Pst Galileo è stata quella di confrontarsi direttamente con il sistema delle imprese, sviluppando a fianco di numerose attività di promozione delle relazioni tra università e impresa, realizzate in collaborazione con l’ufficio di trasferimento di tecnologia dell’università di Padova, propri servizi di formazione e consulenza per l’innovazione di prodotto, in particolare nei settori del design industriale, attraverso la Scuola italiana design, e dei materiali innovativi, con il centro sui nuovi materiali MaTech. Queste attività consentono di rispondere al bisogno di innovazione manifestato dalle imprese di molti settori produttivi, e di inserire all’interno della relazione con l’impresa, grazie al contributo e alla collaborazione dell’università, temi a maggiore valore aggiunto in termini scientifici e tecnologici». 

Il parco riceve automaticamente i finanziamenti per le sue attività dagli enti che lo sostengono?

«L’entità dei contributi ricevuti dai soci non supera il 20 per cento del valore complessivo delle entrate. Ciò significa che il Pst Galileo, con la vendita dei propri servizi a imprese ed enti e con la partecipazione a progetti nazionali e internazionali, sostiene l’80 per cento del proprio bilancio, che dal 2003 chiude ogni anno in attivo. In altri termini, l’attività del Pst Galileo costituisce un volano che moltiplica per cinque il valore del contributo dei soci, traducendolo in servizi ad alto valore aggiunto a beneficio dello sviluppo del territorio». 

Quali sono i progetti che rappresentano il fiore all’occhiello del Pst?

«Gli strumenti principali attraverso cui il Pst Galileo affronta il tema dell’innovazione di prodotto al servizio delle imprese sono la Scuola italiana design (Sid) e MaTech. Nata nel 1991 per volontà della camera di commercio di Padova, la Sid è una iniziativa di formazione e servizi sul tema design creativo, che costituisce uno dei valori indiscussi e dei maggiori vantaggi competitivi per le imprese italiane. La scuola sviluppa un programma di formazione triennale post diploma ed è frequentata da 150 studenti provenienti dal Veneto, da altre regioni d’Italia e dall’estero, diplomando ogni anno circa quaranta giovani designer. La domanda di questo tipo di professionalità è in crescita: nel 2007 abbiamo ricevuto una sessantina di richieste di segnalazione di diplomati da parte di aziende e studi professionali da tutta Italia. L’esperienza formativa di Sid è strettamente collegata al rapporto con le aziende: dal 1991 la scuola ha sviluppato, all’interno del terzo anno di corso e nell’ambito della propria attività di promozione dei diplomati, collaborazioni per lo sviluppo di nuovi prodotti con oltre 150 aziende, tra cui De Longhi, Benetton SportSystem, Fila, Alfa Romeo, Fiat, Aprilia, Ferrero, Whirlpool, Poltrona Frau, Swarowskji e molte altre piccole e medie imprese italiane, delle quali in molti casi sono in seguito entrati a far parte i nostri diplomati».

E MaTech?

«MaTech è il centro sui nuovi materiali costituito nel 2001 da Pst Galileo, allo scopo di fornire alle imprese consulenza sull’individuazione e l’applicazione di nuovi materiali e nuove tecnologie di processo, che integrano e supportano il design nel ciclo di ideazione e realizzazione dei nuovi porodotti. MaTech, nella cui sede di Padova operano sei giovani ingegneri dei materiali, ha sviluppato nel 2007 oltre quaranta progetti per la ricerca e l’introduzione di nuovi materiali a favore di altrettante imprese italiane. Ciò grazie anche alla collaborazione della rete dei MaTech point, vere e proprie antenne di questo servizio realizzate in altre dieci città italiane su richiesta di altri parchi scientifici (Tis di Bolzano, Area di Trieste, Demotech di Modena), associazioni di categoria (Associazione industriali di Novara, Venezia, Rovigo) e camere di commercio (Vicenza, Firenze). Il complesso dei servizi forniti da Sid e MaTech sull’innovazione di prodotto ha fatturato nel 2007 oltre un milione e mezzo di euro, con un incremento del dieci per cento circa rispetto all’anno precedente».

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