Premio Giornalistico Alfio Menegazzo


 

Passate Edizioni - 2008 - Articoli: Alessandra Sgarbossa

 

La pma frena per l’innaturalità

Miracoli cicogne provette propone anche un’interessante ricerca su 247 coppie valutate nell’arco di tre anni e mezzo, tra 2003 e 2006, dall’equipe adozioni dell’Ulss 16 per vedere, tra gli altri aspetti, se e quanto il fallimento delle tecniche di pma sia direttamente correlato alla scelta di adottare.
Diversamente da quanto ci si potrebbe aspettare, non tutte le coppie approdano all’adozione solo dopo essersi sottoposte senza risultati alla procreazione medicalmente assistita. Se per la maggior parte, il 49,3 per cento del campione, la decisione di adottare passa per la pma, ben il 42,5 per cento, ovvero 105 coppie, decide dopo le analisi che attestano l’infertilità di non proseguire sulla strada della fecondazione assistita e di indirizzarsi verso l’accoglienza di un figlio altrui. Tra le motivazioni di non sottoporsi a pma le coppie riferiscono convincimenti ideologici, ad esempio l’innaturalità delle tecniche di pma (26,4 per cento), l’essere stati sconsigliati per problemi di salute (26,4 per cento), timori di conseguenze fisiche e psicologiche (23,6 per cento), perché preferiscono l’adozione (6,4 per cento) e solo un 4,5 per cento motivazioni religiose. Dato, quest’ultimo, che stupisce visto che in Italia - e Padova non fa eccezione - un’alta percentuale di persone si dichiara convintamente cattolica.
Interessante infine vedere le principali cause di infertilità. Nel 66,8 per cento dei casi analizzati in cui entrambi i coniugi hanno svolto accertamenti sull’infertilità, questa patologia risulta causata per il 31,5 per cento dall’uomo, per il 24,9 dalla donna e per un 24,2 da nessun problema della coppia. Si parla in quest’ultimo caso di infertilità senza cause o “enigmatica”: è legata spesso a traumi psicologici inconsci e può scomparire.

torna indietro