La tecnologia a servizio della buona sanità
La
moderna tecnologia e l’innovazione, utilizzate con intelligenza e
buon senso, possono aprire ottime opportunità, in modo
particolare quando vengono messe al servizio del cittadino. Un
felice esempio viene dall’Azienda sanitaria ULSS 8 di Asolo,
inserita con ben due schede segnaletiche, relative a due diversi
progetti, nei cento casi esemplari di buone pratiche amministrative sul
sito voluto dal Ministro Brunetta, www.innovazionepa.it (cfr pag. 12 di
questo numero di Blu). Sotto
la guida del suo direttore amministrativo Mario Po’,
l’Azienda è costantemente impegnata rispetto a obiettivi
di efficienza e funzionalità, focalizzandosi in special modo
sull’area dei servizi generali.
Il Centro Servizi di logistica È
stato realizzato il nuovo Centro Servizi di logistica dell’Ulss:
“Alla fine del 2004 abbiamo chiuso gli 8 magazzini allora
operanti e concentrato tutto in un’unica sede, distinta dalle
sedi ospedaliere, a Caerano San Marco” spiega il dott. Po’.
“Di solito i magazzini sono, paradossalmente, ‘luoghi
dimenticati’, caratterizzati da una trascuratezza che è
gravissima, considerate le loro delicatissime funzioni. Noi abbiamo
voluto farne invece un punto nodale dell’attività”. Innanzitutto
il Centro Servizi costituisce il fulcro della gestione e della
distribuzione del farmaco nelle strutture di ricovero e questo
garantisce maggiore sicurezza: favorendo la tracciabilità dei
prodotti e il controllo informatizzato della somministrazione,
diminuisce sensibilmente il rischio di errori. I locali del Centro
Servizi consentono inoltre una migliore conservazione dei medicinali,
mantenendo un microclima adeguato. “Questa coordinazione”
prosegue il Dott. Po’, “agevola il contenimento della spesa
farmaceutica: riduce infatti sensibilmente gli stock di magazzino. In
soli tre anni abbiamo già ottenuto risultati significativi, con
un ‘risparmio’ di tre milioni di euro, collegato alla
riduzione dell’immobilizzo dei farmaci”. Ma
il Centro Servizi ha anche un’altra ‘anima’:
costituisce infatti la sede dell’unico archivio sanitario ed
amministrativo, il deposito digitale clinico che consente la
consultazione on-line da parte dei reparti ospedalieri di tutte le
cartelle cliniche, il centro stella della rete trasmissione dati ad
altissima velocità. “Avevamo 20 sedi archivistiche,
distribuite nelle varie sedi ospedaliere. Ora è tutto
concentrato a Caerano. Anche gli archivi, spesso, sono i punti dolenti
delle strutture ospedaliere: ma questo è inammissibile,
poiché essi costituiscono la prima fonte di tutte le conoscenze
sanitarie. L’archivio unico ora ospitato nel Centro Servizi
raccoglie 13 chilometri di documentazione clinica a disposizione dei
medici in tempi rapidissimi, consentendo dunque un prezioso
contenimento dell’attesa prima degli interventi e una maggiore
efficacia della cura. Sono 6 milioni di cartelle cliniche tutte
tradotte in formato digitale, che costituisce il nuovo
‘originale’ del documento. Ciò comporta un vantaggio
notevole anche dal punto di vista legale: se un paziente richiede la
cartella clinica, essa può essere stampata direttamente dal
computer”. Il
Centro Servizi serve una popolazione di 230mila assistiti, 2 strutture
ospedaliere, con 64 unità operative, 40 presidi ambulatoriali
ripartiti su 2 distretti e le 14 case di riposo della Ulss. Si estende
su una superficie coperta di circa 7.000 mq. Salus.net È
questo il nome di una rete per l’e-learning, per la costituzione
della quale ancora l’Azienda ULSS 8 di Asolo, sotto la guida del
Dott. Po’ e, per questo specifico progetto, dell’ing. Luca
De Marchi, ha avuto il ruolo di motore e di capofila. Del network fanno
parte una ventina di realtà del mondo sanitario nazionale, tra
le quali l’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma (che
già a partire dal 2001 aveva avviato un progetto articolato di
presenza sul web, in cui la formazione on line era uno dei pilastri),
l’Agenzia regionale sociosanitaria del Veneto, la Provincia
autonoma di Bolzano, l’Azienda USL 7 di Ragusa, il Servizio
epidemiologico regionale del Veneto, la Facoltà di Medicina di
Firenze. L’intuizione è stata quella di organizzarsi in
una rete ‘leggera’, orientata all’uso di tecnologie
innovative per la formazione. In particolare si tratta di corsi pensati
per esser fruiti su internet e di corsi web based. E-learning, dunque,
ma mescolato alla logica che anima il cosiddetto web 2.0: creare e
mantenere una comunità che concorre ad approfondire e migliorare
ciò che si fa sul web stesso. Anche per questo la community non
ha voluto darsi una struttura societaria, ma è rimasta
semplicemente una rete di enti che condividono un protocollo
d’intesa. “La
normativa giustamente impone una formazione costante per tutti i
dipendenti. La nostra Azienda ne ha 3.000” fa sapere ancora il
dott. Po’, “non era pensabile portarli tutti in aula.
Così abbiamo pensato ad una soluzione che sfruttasse il web,
consentendo di fare formazione dal computer di casa. È stato un
investimento significativo in termini progettuali: non solo per
l’organizzazione del sistema, ma anche per l’elaborazione
dei contenuti dei percorsi formativi. Esiste infatti sul mercato
un’offerta poverissima a livello di corsi on-line in materia
sanitaria, anche sugli argomenti di basilare importanza. Abbiamo
così pensato di condividere con altri soggetti competenti le
esperienze e la progettualità, dando vita ad una lobby, qui nel
senso più positivo del termine. L’auspicio è che la
massa critica che abbiamo messo in movimento costituisca anche uno
stimolo rispetto ad un ritardo del privato industriale”. Anche
se il Ministero della Salute non ha ancora deciso se attribuire a
questi itinerari di preparazione e aggiornamento il valore di credito
ufficiale, attualmente tra il 35 e il 40% della formazione ad Asolo
avviene via web. “Abbiamo attivato sistemi di controllo e di
tutoraggio, con procedure premianti e, ove necessario, sanzionatorie,
per garantire comunque un livello alto di qualità”. Salus.net
punta ad essere un riferimento istituzionale, ma anche organizzativo,
con l’intenzione di fare del riuso un elemento strutturale della
formazione on line. Un concetto che nella pubblica amministrazione
dovrebbe ormai essere consolidato, ma che è invece spesso ancora
sottovalutato. Ma
l’innovazione fa risparmiare, chiediamo al dott. Po’?
“Io non credo a chi dice che innovando si risparmia:
l’innovazione costa, ma si tratta di priorità. Per noi la
priorità è garantire migliori servizi al cittadino e
permettere al personale di lavorare meglio. Solo l’entusiasmo e
la motivazione, infatti, aprono la possibilità di ottimizzare le
risorse”.
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