Premio Giornalistico Alfio Menegazzo


 

Passate Edizioni - 2009 - Articoli: Cristina Bellemo

 

La tecnologia a servizio della buona sanità

La moderna tecnologia e l’innovazione, utilizzate con intelligenza e buon senso, possono aprire ottime opportunità, in modo particolare quando vengono messe al servizio del cittadino.

Un felice esempio viene dall’Azienda sanitaria ULSS 8 di Asolo, inserita con ben due schede segnaletiche, relative a due diversi progetti, nei cento casi esemplari di buone pratiche amministrative sul sito voluto dal Ministro Brunetta, www.innovazionepa.it (cfr pag. 12 di questo numero di Blu).

Sotto la guida del suo direttore amministrativo Mario Po’, l’Azienda è costantemente impegnata rispetto a obiettivi di efficienza e funzionalità, focalizzandosi in special modo sull’area dei servizi generali.

Il Centro Servizi di logistica

È stato realizzato il nuovo Centro Servizi di logistica dell’Ulss: “Alla fine del 2004 abbiamo chiuso gli 8 magazzini allora operanti e concentrato tutto in un’unica sede, distinta dalle sedi ospedaliere, a Caerano San Marco” spiega il dott. Po’. “Di solito i magazzini sono, paradossalmente, ‘luoghi dimenticati’, caratterizzati da una trascuratezza che è gravissima, considerate le loro delicatissime funzioni. Noi abbiamo voluto farne invece un punto nodale dell’attività”.

Innanzitutto il Centro Servizi costituisce il fulcro della gestione e della distribuzione del farmaco nelle strutture di ricovero e questo garantisce maggiore sicurezza: favorendo la tracciabilità dei prodotti e il controllo informatizzato della somministrazione, diminuisce sensibilmente il rischio di errori. I locali del Centro Servizi consentono inoltre una migliore conservazione dei medicinali, mantenendo un microclima adeguato. “Questa coordinazione” prosegue il Dott. Po’, “agevola il contenimento della spesa farmaceutica: riduce infatti sensibilmente gli stock di magazzino. In soli tre anni abbiamo già ottenuto risultati significativi, con un ‘risparmio’ di tre milioni di euro, collegato alla riduzione dell’immobilizzo dei farmaci”.

Ma il Centro Servizi ha anche un’altra ‘anima’: costituisce infatti la sede dell’unico archivio sanitario ed amministrativo, il deposito digitale clinico che consente la consultazione on-line da parte dei reparti ospedalieri di tutte le cartelle cliniche, il centro stella della rete trasmissione dati ad altissima velocità. “Avevamo 20 sedi archivistiche, distribuite nelle varie sedi ospedaliere. Ora è tutto concentrato a Caerano. Anche gli archivi, spesso, sono i punti dolenti delle strutture ospedaliere: ma questo è inammissibile, poiché essi costituiscono la prima fonte di tutte le conoscenze sanitarie. L’archivio unico ora ospitato nel Centro Servizi raccoglie 13 chilometri di documentazione clinica a disposizione dei medici in tempi rapidissimi, consentendo dunque un prezioso contenimento dell’attesa prima degli interventi e una maggiore efficacia della cura. Sono 6 milioni di cartelle cliniche tutte tradotte in formato digitale, che costituisce il nuovo ‘originale’ del documento. Ciò comporta un vantaggio notevole anche dal punto di vista legale: se un paziente richiede la cartella clinica, essa può essere stampata direttamente dal computer”.

Il Centro Servizi serve una popolazione di 230mila assistiti, 2 strutture ospedaliere, con 64 unità operative, 40 presidi ambulatoriali ripartiti su 2 distretti e le 14 case di riposo della Ulss. Si estende su una superficie coperta di circa 7.000 mq.

Salus.net

È questo il nome di una rete per l’e-learning, per la costituzione della quale ancora l’Azienda ULSS 8 di Asolo, sotto la guida del Dott. Po’ e, per questo specifico progetto, dell’ing. Luca De Marchi, ha avuto il ruolo di motore e di capofila. Del network fanno parte una ventina di realtà del mondo sanitario nazionale, tra le quali l’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma (che già a partire dal 2001 aveva avviato un progetto articolato di presenza sul web, in cui la formazione on line era uno dei pilastri), l’Agenzia regionale sociosanitaria del Veneto, la Provincia autonoma di Bolzano, l’Azienda USL 7 di Ragusa, il Servizio epidemiologico regionale del Veneto, la Facoltà di Medicina di Firenze. L’intuizione è stata quella di organizzarsi in una rete ‘leggera’, orientata all’uso di tecnologie innovative per la formazione. In particolare si tratta di corsi pensati per esser fruiti su internet e di corsi web based. E-learning, dunque, ma mescolato alla logica che anima il cosiddetto web 2.0: creare e mantenere una comunità che concorre ad approfondire e migliorare ciò che si fa sul web stesso. Anche per questo la community non ha voluto darsi una struttura societaria, ma è rimasta semplicemente una rete di enti che condividono un protocollo d’intesa.

“La normativa giustamente impone una formazione costante per tutti i dipendenti. La nostra Azienda ne ha 3.000” fa sapere ancora il dott. Po’, “non era pensabile portarli tutti in aula. Così abbiamo pensato ad una soluzione che sfruttasse il web, consentendo di fare formazione dal computer di casa. È stato un investimento significativo in termini progettuali: non solo per l’organizzazione del sistema, ma anche per l’elaborazione dei contenuti dei percorsi formativi. Esiste infatti sul mercato un’offerta poverissima a livello di corsi on-line in materia sanitaria, anche sugli argomenti di basilare importanza. Abbiamo così pensato di condividere con altri soggetti competenti le esperienze e la progettualità, dando vita ad una lobby, qui nel senso più positivo del termine. L’auspicio è che la massa critica che abbiamo messo in movimento costituisca anche uno stimolo rispetto ad un ritardo del privato industriale”.

Anche se il Ministero della Salute non ha ancora deciso se attribuire a questi itinerari di preparazione e aggiornamento il valore di credito ufficiale, attualmente tra il 35 e il 40% della formazione ad Asolo avviene via web. “Abbiamo attivato sistemi di controllo e di tutoraggio, con procedure premianti e, ove necessario, sanzionatorie, per garantire comunque un livello alto di qualità”.

Salus.net punta ad essere un riferimento istituzionale, ma anche organizzativo, con l’intenzione di fare del riuso un elemento strutturale della formazione on line. Un concetto che nella pubblica amministrazione dovrebbe ormai essere consolidato, ma che è invece spesso ancora sottovalutato.

Ma l’innovazione fa risparmiare, chiediamo al dott. Po’? “Io non credo a chi dice che innovando si risparmia: l’innovazione costa, ma si tratta di priorità. Per noi la priorità è garantire migliori servizi al cittadino e permettere al personale di lavorare meglio. Solo l’entusiasmo e la motivazione, infatti, aprono la possibilità di ottimizzare le risorse”.

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