Premio Giornalistico Alfio Menegazzo


 

Passate Edizioni - 2009 - Articoli: Marta Cardini

 

L’olio dei Berici, il sapore della tradizione

Storia, caratteristiche e particolarità di una delle migliori produzioni dell’agricoltura provinciale. “Costa un po’ di più, ma quando lo si assaggia si capisce il perché”

In pochi lo sanno, ma nelle nostre colline nasce uno degli oli d’oliva migliori d’Italia. È l’olio berico, il primo prodotto dop della provincia di Vicenza, che negli anni scorsi ha ottenuto alcuni dei punteggi migliori a livello nazionale. Il raggiungimento della denominazione di origine protetta, ottenuto nel 2005, è stato un esito importante raggiunto da un gruppo di olivicoltori dei Berici-Lessini che hanno selezionato e unito le loro migliori produzioni aziendali per creare un unico blend ricco di caratteri qualitativi. Come ci racconta Lucio Penzo, presidente dell’Associazione olivicoltori del basso vicentino e produttore, a sua volta, che ci ha illustrato storia,  proprietà ed economia di questo pregiato prodotto.

L’olio dei Berici: come è diventato d.o.p.?

L’olio dei Berici era già stato certificato ancora 10 anni fa. Circa 5 o 6 anni fa è iniziato un percorso di qualità. Nel 2005 è diventato d.o.p. e nel 2006 ha preso il primo premio miglior olio d.o.p. Veneto. Ha vinto assieme ai Colli Euganei, primeggiando sull’olio del Grappa e della Pedemontana e concorrendo con l’olio del Lago di Garda e il Valpolicella. L’olio è l’unico prodotto d.o.p. che va studiato ogni anno e quello dei Colli Berici ha il più alto punteggio di qualità di tutta Italia. Quest’anno ci accingiamo a ritirare un premio dell’associazione Aipo (Associazione interregionale produttori olio).

Cos’ha di particolare rispetto agli altri oli italiani? E quali proprietà lo rendono d.o.p.?

Viene considerato “olio di montagna” perché la nostra zona è “a rischio” per produrre olio: gli ulivi nascono molto a nord rispetto all’area tradizionale dell’ulivo ed ha quindi caratteristiche particolari. È, ad esempio, molto più delicato degli oli prodotti nel centro-sud, non ha sentori salmastri come l’olio ligure, esalta il sapore e il profumo degli alimenti con cui viene sposato. La proprietà principale è la leggerezza e viene utilizzato a crudo, per insalate, per pasta e fagioli, sul baccalà, sulla bruschetta. Valorizza sapore e odore dei cibi.

Quanti produttori di olio esistono nei Colli Berici?

Abbiamo creato una cooperativa che attualmente ha 20 olivicoltori. Gli stessi che hanno vinto nel 2000 un progetto della Comunità Europea per la sistemazione e il recupero ambientale di un pezzo di terra del Comune di Nanto. Un terreno che è stato terrazzato e in cui sono stati piantati 400 olivi con l’aiuto di una scuola di potatura, di eccellenti servizi anticriptogamici ecc… Poi è nato il consorzio che comprende sempre gli stessi 20 imprenditori. Ognuno fa il suo olio e lo mette nei fusti. I fusti vengono sigillati. Poi c’è un servizio che controlla e analizza la qualità. Solo allora i migliori vengono selezionati per poi essere venduti.

Esiste “contraffazione” in questo settore?

Sì, le maggiori ditte italiane di olio comprano le olive dalla Spagna o dalla Tunisia, dove costano meno e fanno spacciare l’olio per prodotto italiano. Questa è la più forte contraffazione di cui si può parlare. La stessa Comunità Europea non vorrebbe che certe ditte, anche famose, spacciassero il loro olio per italiano.

Com’è il trend della produzione e dei consumi a Vicenza e in provincia?

La provincia di Vicenza produce una media di 1000 quintali di olio all’anno, 600 nella zona della Pedemontana, 400 nei Colli Berici, di cui 250 quintali sono a consumo familiare e 150 vengono messi in commercio. Dei 150 quintali messi in vendita, 12 sono d.o.p. e circa 60 sono imbottigliati con il nome dell’azienda. Se superano un certo punteggio diamo un’etichetta con il patrocinio della Provincia e della Camera di Commercio. Vengono venduti all’anno circa 60/70 quintali di olio imbottigliato. Il consumo è aumentato in questi ultimi anni perché è aumentata la conoscenza della qualità e delle peculiarità di quest’olio. È difficile entrare nelle famiglie con certi prezzi, ma una volta che la gente viene a conoscenza delle proprietà del prodotto, capisce che vale la pena di comperarlo.

La carta d’identità

In ambito vicentino l'olivo è presente in tre zone ben distinte - Colli Berici, Pedemontana del Grappa e Gambellara - per una produzione complessiva di circa mille quintali. Il settore berico interessa una ventina di comuni, distribuiti in prevalenza sul lato orientale, attorno a Nanto, dove si tengono le principali manifestazioni olearie in aprile e luglio.

Il disciplinare prevede l'impiego delle varietà: Leccino e Rasara, per almeno il 50%; Frantoio, Maurino, Pendolino, Marzemino, Riondella, Trepp (Drop, Pertegaro) e Matosso, fino al 50%; altre varietà sperimentali, fino al 10%.

Sempre secondo il disciplinare, l’olio si presenta con colore verde-oro da intenso a marcato, sapore delicato leggermente amarognolo, profumo delicato di fruttato di varia intensità, acidità inferiore allo 0,6%.

Nell'area di produzione berica rientra, per semplicità normativa anche la realtà di Gambellara, che si allarga a ponente comprendendo le alture di Montecchio Maggiore e Monteviale, fino a Castelgomberto e Isola Vicentina. Nel complesso è una zona olearia affine ai Lessini sia per caratteristiche del suolo sia per varietà coltivate.

Qui l'olivo, arretrato negli ultimi decenni a favore delle vigne del Recioto, sta riprendendo forza e conta qualche nuovo impianto specializzato. Chiude la rassegna olearia del Vicentino la fascia pedemontana del Grappa, che unisce gli uliveti del Bassanese, estesi fino a Thiene e Breganze, a quelli del Trevigiano, sulle colline di Asolo e Montebelluna. Fulcro della produzione vicentina è Pove del Grappa, che festeggia l'olio ai primi di aprile.

Pubblicato sul settimanale locale Vicenza Più n. 122 il 25 ottobre 2008. Direttore responsabile: Luca Matteazzi. Registrazione al Tribunale di Vicenza n. 1181 del 22 agosto 2008.

torna indietro