L’olio dei Berici, il sapore della tradizione
Storia,
caratteristiche e particolarità di una delle migliori produzioni
dell’agricoltura provinciale. “Costa un po’ di
più, ma quando lo si assaggia si capisce il perché”
In
pochi lo sanno, ma nelle nostre colline nasce uno degli oli
d’oliva migliori d’Italia. È l’olio berico, il
primo prodotto dop della provincia di Vicenza, che negli anni scorsi ha
ottenuto alcuni dei punteggi migliori a livello nazionale. Il
raggiungimento della denominazione di origine protetta, ottenuto nel
2005, è stato un esito importante raggiunto da un gruppo di
olivicoltori dei Berici-Lessini che hanno selezionato e unito le loro
migliori produzioni aziendali per creare un unico blend ricco di
caratteri qualitativi. Come ci racconta Lucio Penzo, presidente
dell’Associazione olivicoltori del basso vicentino e produttore,
a sua volta, che ci ha illustrato storia, proprietà ed
economia di questo pregiato prodotto.
L’olio dei Berici: come è diventato d.o.p.?
L’olio
dei Berici era già stato certificato ancora 10 anni fa. Circa 5
o 6 anni fa è iniziato un percorso di qualità. Nel 2005
è diventato d.o.p. e nel 2006 ha preso il primo premio miglior
olio d.o.p. Veneto. Ha vinto assieme ai Colli Euganei, primeggiando
sull’olio del Grappa e della Pedemontana e concorrendo con
l’olio del Lago di Garda e il Valpolicella. L’olio è
l’unico prodotto d.o.p. che va studiato ogni anno e quello dei
Colli Berici ha il più alto punteggio di qualità di tutta
Italia. Quest’anno ci accingiamo a ritirare un premio
dell’associazione Aipo (Associazione interregionale produttori
olio).
Cos’ha di particolare rispetto agli altri oli italiani? E quali proprietà lo rendono d.o.p.?
Viene
considerato “olio di montagna” perché la nostra zona
è “a rischio” per produrre olio: gli ulivi nascono
molto a nord rispetto all’area tradizionale dell’ulivo ed
ha quindi caratteristiche particolari. È, ad esempio, molto
più delicato degli oli prodotti nel centro-sud, non ha sentori
salmastri come l’olio ligure, esalta il sapore e il profumo degli
alimenti con cui viene sposato. La proprietà principale è
la leggerezza e viene utilizzato a crudo, per insalate, per pasta e
fagioli, sul baccalà, sulla bruschetta. Valorizza sapore e odore
dei cibi.
Quanti produttori di olio esistono nei Colli Berici?
Abbiamo
creato una cooperativa che attualmente ha 20 olivicoltori. Gli stessi
che hanno vinto nel 2000 un progetto della Comunità Europea per
la sistemazione e il recupero ambientale di un pezzo di terra del
Comune di Nanto. Un terreno che è stato terrazzato e in cui sono
stati piantati 400 olivi con l’aiuto di una scuola di potatura,
di eccellenti servizi anticriptogamici ecc… Poi è nato il
consorzio che comprende sempre gli stessi 20 imprenditori. Ognuno fa il
suo olio e lo mette nei fusti. I fusti vengono sigillati. Poi
c’è un servizio che controlla e analizza la
qualità. Solo allora i migliori vengono selezionati per poi
essere venduti.
Esiste “contraffazione” in questo settore?
Sì,
le maggiori ditte italiane di olio comprano le olive dalla Spagna o
dalla Tunisia, dove costano meno e fanno spacciare l’olio per
prodotto italiano. Questa è la più forte contraffazione
di cui si può parlare. La stessa Comunità Europea non
vorrebbe che certe ditte, anche famose, spacciassero il loro olio per
italiano.
Com’è il trend della produzione e dei consumi a Vicenza e in provincia?
La
provincia di Vicenza produce una media di 1000 quintali di olio
all’anno, 600 nella zona della Pedemontana, 400 nei Colli Berici,
di cui 250 quintali sono a consumo familiare e 150 vengono messi in
commercio. Dei 150 quintali messi in vendita, 12 sono d.o.p. e circa 60
sono imbottigliati con il nome dell’azienda. Se superano un certo
punteggio diamo un’etichetta con il patrocinio della Provincia e
della Camera di Commercio. Vengono venduti all’anno circa 60/70
quintali di olio imbottigliato. Il consumo è aumentato in questi
ultimi anni perché è aumentata la conoscenza della
qualità e delle peculiarità di quest’olio. È
difficile entrare nelle famiglie con certi prezzi, ma una volta che la
gente viene a conoscenza delle proprietà del prodotto, capisce
che vale la pena di comperarlo.
La carta d’identità
In
ambito vicentino l'olivo è presente in tre zone ben distinte -
Colli Berici, Pedemontana del Grappa e Gambellara - per una produzione
complessiva di circa mille quintali. Il settore berico interessa una
ventina di comuni, distribuiti in prevalenza sul lato orientale,
attorno a Nanto, dove si tengono le principali manifestazioni olearie
in aprile e luglio.
Il
disciplinare prevede l'impiego delle varietà: Leccino e Rasara,
per almeno il 50%; Frantoio, Maurino, Pendolino, Marzemino, Riondella,
Trepp (Drop, Pertegaro) e Matosso, fino al 50%; altre varietà
sperimentali, fino al 10%.
Sempre
secondo il disciplinare, l’olio si presenta con colore verde-oro
da intenso a marcato, sapore delicato leggermente amarognolo, profumo
delicato di fruttato di varia intensità, acidità
inferiore allo 0,6%.
Nell'area
di produzione berica rientra, per semplicità normativa anche la
realtà di Gambellara, che si allarga a ponente comprendendo le
alture di Montecchio Maggiore e Monteviale, fino a Castelgomberto e
Isola Vicentina. Nel complesso è una zona olearia affine ai
Lessini sia per caratteristiche del suolo sia per varietà
coltivate.
Qui
l'olivo, arretrato negli ultimi decenni a favore delle vigne del
Recioto, sta riprendendo forza e conta qualche nuovo impianto
specializzato. Chiude la rassegna olearia del Vicentino la fascia
pedemontana del Grappa, che unisce gli uliveti del Bassanese, estesi
fino a Thiene e Breganze, a quelli del Trevigiano, sulle colline di
Asolo e Montebelluna. Fulcro della produzione vicentina è Pove
del Grappa, che festeggia l'olio ai primi di aprile.
Pubblicato
sul settimanale locale Vicenza Più n. 122 il 25 ottobre 2008.
Direttore responsabile: Luca Matteazzi. Registrazione al Tribunale di
Vicenza n. 1181 del 22 agosto 2008.