Erano anni in cui le «femmine folli» di D’Annunzio, per dirla col conte
Nuvoletti, all’apparire del primo raggio di sole sulla spiaggia «spezzavano
le ultime coppe di champagne strabuzzando gli occhi bistrati». Anni in cui
Henry Ford, il magnate americano dell’industria automobilistica, sceglieva
il Lido per le sue vacanze, convincendo il conte Volpi di Misurata
dell’assoluta necessità di un campo da golf sull’isola: se non al Lido,
almeno a Malamocco. Ancora. Erano anni in cui Winston Churchill, che di
tintarella non voleva saperne, scendeva in spiaggia senza sandali, ma
avvolto in un lungo accappatoio bianco a fumare in tranquillità il suo
irrinunciabile havana con alle spalle le inconfondibili capanne a strisce
bianche e blu.
Ci sono volti, aneddoti, cartoline di un tempo irrimediabilmente perduto, ma
anche foto, ricordi, racconti, ultime immagini di divi e divine, teste
coronate e imperatori immortalati in un’insospettabile «libertà» nella
storia dell’hotel Excelsior, nato nel 1908 dalla volontà del conte Volpi di
Misurata e realizzato in soli 17 mesi. Nella notte tra il 20 e il 21 luglio,
l’albergo che domina da sempre il profilo dell’isola d’oro festeggerà i suoi
primi cento anni. Una storia indissolubilmente legata ai fasti (e alle
alterne vicende) della Mostra del Cinema di Venezia, che proprio per
lanciare il turismo al Lido nacque nel 1932. Ma fu proprio l’Excelsior col
suo inconfondibile fascino orientaleggiante, insieme all’altro gioiello del
Lido, l’hotel Des Bains, a creare il mito della kermesse veneziana. Fu
l’architetto veneziano Nicolò Spada a realizzare l’Excelsior: il conte Volpi
e il direttore della sede veneziana della Banca Commerciale, che con la
neonata Ciga finanziarono l’opera, lo spedirono a Instanbul e al Cairo per
copiare minareti e pinnacoli. Spada tornò con l’ispirazione giusta per
realizzare le 175 camere doppie e le 18 suite. Guglie, cupole, fregi,
capitelli, colori: tutto all’Excelsior parla d’Oriente. Compresa la
spiaggia, dove le capanne (con veranda coperta, stanza e salottino) un po’
ricordavano una moschea un po’ un harem. Anche Spada, come le archistar di
oggi, dovette vedersela con le «briglie» dell’amministrazione pubblica: in
pochi erano disposti a scommettere che il Lido avrebbe funzionato e la
giunta bocciò per due volte il progetto prima di arrendersi. Lo scetticismo
aveva una ragione: fino a metà ’800, i bagni si facevano in laguna. Solo un
temerario, Giovanni Busetto Fisola, aveva osato avventurarsi nelle sabbie
del Lido per costruire il prototipo di uno stabilimento balneare, i bagni
della Favorita, dove facevano lunghe passeggiate Margherita di Savoia e
Vittorio Emanuele bambino.
Fu quello il primo nucleo dell’hotel Excelsior, che nella notte tra il 20 e
il 21 luglio 1908 fu inaugurato con una festa degna dell’impresa: un
cartolina con un dirigibile e un giardino lussureggiante di fronte
all’hotel, tremila invitati da tutto il mondo, trentamila veneziani accorsi
a vedere l’opera tenuti fuori dai saloni e dall’arenile, fontane luminose e
due ore di fuochi d’artificio. Le intenzione di Volpi e Teoplitz erano
chiare: il Lido doveva nascere di pari passo con la città industriale. Gli
anni della fortuna erano appena cominciati: nel 1911 il colera colpì Venezia
ma non il Lido, nel 1912 Thomas Mann scrisse Morte a Venezia (da cui Luchino
Visconti avrebbe tratto il film ambientato al Des Bains) e nello stesso anno
il finanziere americano Pierpont Morgan arrivò al Lido dicendo di aver
sentito parlare più del palazzo dell’Excelsior che di Palazzo Ducale;
ancora: nel 1913 una foto ritrae l’imperatrice di Russia sulla spiaggia
dell’Excelsior.
propensione alla mondanità: Brigitte Bardot fasciata in
un costume di cotone
Furono anni di fascino: sulla spiaggia si poteva sentire Truman Capote
raccontare, con la sua inconfondibile vocina, che la nuora di Churchill,
Pamela, avendo il marito malato aveva copiato l’orazione funebre che lo
scrittore aveva composto per l’amico David Seltznick. Ancora, si potevano
sorprendere il duca di Windsor adagiato sulla spiaggia mentre la moglie
Wally Simspon si rilassava con l’uncinetto. Poi arrivò la Mostra del Cinema
e un’inarrestabile fiorato, gli occhi di Maria Callas, Paul Newman
immortalato in costume tra due ali di folla, Vittorio Gassman che sorseggia
un goccio di whiskey sulla terrazza dell’hotel in una delle sue ultime
apparizioni al festival.
Fu per rendere omaggio a questo mondo e a quelle atmosfere che nell’84
Sergio Leone ambientò nel salone degli stucchi la scena della cena di De
Niro con Elizabeth McGovern: il loro ballo solitario in mezzo a una sala
apparecchiata per due è girato all’Excelsior. Oggi che il festival risponde
ai ritmi della mondanità moderna, che i divi sempre meno concedono e sempre
più chiedono, l’Excelsior per dieci giorni tra agosto e settembre cerca di
ricordarsi com’era avere ai propri piedi il bel mondo. E si prepara a una
nuova stagione passando di mano: dall’americana Starwood all’italiana Est