Premio Giornalistico Alfio Menegazzo


 

Passate Edizioni - 2009 - Articoli: Sara D'Ascenzo

 

Excelsior


Erano anni in cui le «femmine folli» di D’Annunzio, per dirla col conte

Nuvoletti, all’apparire del primo raggio di sole sulla spiaggia «spezzavano

le ultime coppe di champagne strabuzzando gli occhi bistrati».  Anni in cui

Henry Ford, il magnate americano dell’industria automobilistica, sceglieva

il Lido per le sue vacanze, convincendo il conte Volpi di Misurata

dell’assoluta necessità di un campo da golf sull’isola: se non al Lido,

almeno a Malamocco.  Ancora.  Erano anni in cui Winston Churchill, che di

tintarella non voleva saperne, scendeva in spiaggia senza sandali, ma

avvolto in un lungo accappatoio bianco a fumare in tranquillità il suo

irrinunciabile havana con alle spalle le inconfondibili capanne a strisce

bianche e blu.

Ci sono volti, aneddoti, cartoline di un tempo irrimediabilmente perduto, ma

anche foto, ricordi, racconti, ultime immagini di divi e divine, teste

coronate e imperatori immortalati in un’insospettabile «libertà» nella

storia dell’hotel Excelsior, nato nel 1908 dalla volontà del conte Volpi di

Misurata e realizzato in soli 17 mesi.  Nella notte tra il 20 e il 21 luglio,

l’albergo che domina da sempre il profilo dell’isola d’oro festeggerà i suoi

primi cento anni.  Una storia indissolubilmente legata ai fasti (e alle

alterne vicende) della Mostra del Cinema di Venezia, che proprio per

lanciare il turismo al Lido nacque nel 1932.  Ma fu proprio l’Excelsior col

suo inconfondibile fascino orientaleggiante, insieme all’altro gioiello del

Lido, l’hotel Des Bains, a creare il mito della kermesse veneziana.  Fu

l’architetto veneziano Nicolò Spada a realizzare l’Excelsior: il conte Volpi

e il direttore della sede veneziana della Banca Commerciale, che con la

neonata Ciga finanziarono l’opera, lo spedirono a Instanbul e al Cairo per

copiare minareti e pinnacoli.  Spada tornò con l’ispirazione giusta per

realizzare le 175 camere doppie e le 18 suite.  Guglie, cupole, fregi,

capitelli, colori: tutto all’Excelsior parla d’Oriente.  Compresa la

spiaggia, dove le capanne (con veranda coperta, stanza e salottino) un po’

ricordavano una moschea un po’ un harem.  Anche Spada, come le archistar di

oggi, dovette vedersela con le «briglie» dell’amministrazione pubblica: in

pochi erano disposti a scommettere che il Lido avrebbe funzionato e la

giunta bocciò per due volte il progetto prima di arrendersi.  Lo scetticismo

aveva una ragione: fino a metà ’800, i bagni si facevano in laguna.  Solo un

temerario, Giovanni Busetto Fisola, aveva osato avventurarsi nelle sabbie

del Lido per costruire il prototipo di uno stabilimento balneare, i bagni

della Favorita, dove facevano lunghe passeggiate Margherita di Savoia e

Vittorio Emanuele bambino.

Fu quello il primo nucleo dell’hotel Excelsior, che nella notte tra il 20 e

il 21 luglio 1908 fu inaugurato con una festa degna dell’impresa: un

cartolina con un dirigibile e un giardino lussureggiante di fronte

all’hotel, tremila invitati da tutto il mondo, trentamila veneziani accorsi

a vedere l’opera tenuti fuori dai saloni e dall’arenile, fontane luminose e

due ore di fuochi d’artificio.  Le intenzione di Volpi e Teoplitz erano

chiare: il Lido doveva nascere di pari passo con la città industriale.  Gli

anni della fortuna erano appena cominciati: nel 1911 il colera colpì Venezia

ma non il Lido, nel 1912 Thomas Mann scrisse Morte a Venezia (da cui Luchino

Visconti avrebbe tratto il film ambientato al Des Bains) e nello stesso anno

il finanziere americano Pierpont Morgan arrivò al Lido dicendo di aver

sentito parlare più del palazzo dell’Excelsior che di Palazzo Ducale;

ancora: nel 1913 una foto ritrae l’imperatrice di Russia sulla spiaggia

dell’Excelsior.

propensione alla mondanità: Brigitte Bardot fasciata in

un costume di cotone

Furono anni di fascino: sulla spiaggia si poteva sentire Truman Capote

raccontare, con la sua inconfondibile vocina, che la nuora di Churchill,

Pamela, avendo il marito malato aveva copiato l’orazione funebre che lo

scrittore aveva composto per l’amico David Seltznick.  Ancora, si potevano

sorprendere il duca di Windsor adagiato sulla spiaggia mentre la moglie

Wally Simspon si rilassava con l’uncinetto.  Poi arrivò la Mostra del Cinema

e un’inarrestabile  fiorato, gli occhi di Maria Callas, Paul Newman

immortalato in costume tra due ali di folla, Vittorio Gassman che sorseggia

un goccio di whiskey sulla terrazza dell’hotel in una delle sue ultime

apparizioni al festival.

Fu per rendere omaggio a questo mondo e a quelle atmosfere che nell’84

Sergio Leone ambientò nel salone degli stucchi la scena della cena di De

Niro con Elizabeth McGovern: il loro ballo solitario in mezzo a una sala

apparecchiata per due è girato all’Excelsior.  Oggi che il festival risponde

ai ritmi della mondanità moderna, che i divi sempre meno concedono e sempre

più chiedono, l’Excelsior per dieci giorni tra agosto e settembre cerca di

ricordarsi com’era avere ai propri piedi il bel mondo.  E si prepara a una

nuova stagione passando di mano: dall’americana Starwood all’italiana Est 

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