Premio Giornalistico Alfio Menegazzo


 

Passate Edizioni - 2009 - Articoli: Massimo Favaro

 

Il maquillage di Venezia

Ogni giorno Venezia si sottopone ad una sessione di make-up È uno dei compiti degli operatori ecologici impegnati quotidianamente nella pulizia della città. 

mestieri per venezia / professions for venice

Spazzare con cura lo scenario del proprio matrimonio. Perché Palazzo Ducale, Procuratorie Nuove e naturalmente Basilica di San Marco sono state lo scenario delle indimenticabili fotografie delle nozze di Denis Vianello, uno dei trecento operatori ecologici di Veritas. Un piccolo esercito impegnato ogni giorno nella pulizia di campi, calli e ponti della città lagunare, per i non meno importanti scatti dei turisti e per rendere più gradevoli le passeggiate dei residenti. Così, quando gli viene richiesto di ridare la giusta dignità a Piazza San Marco dopo ricorrenze, concerti e feste, Denis pensa infatti che quella medesima piazza è il fondale delle immagini che ricordano la felicità del suo sposalizio. “È una soddisfazione – rivela – vedere la piazza pulita”.

Denis è un fiero abitante di Pellestrina, il villaggio di pescatori nella laguna sud di Venezia: ogni mattina, alle quattro e venti, lascia la sua isola per raggiungere il posto di lavoro, nel centro storico di Venezia. “Nonostante i disagi e i lunghi viaggi sto bene qua a Venezia perché – spiega Denis – tutti i giorni posso conoscere gente nuova: tutti noi di Pellestrina siamo abituati a fare i pendolari, per studiare, per fare sport, per qualunque ragione”.

Dopo un’ora circa di navigazione, Denis indossa la divisa ed entra in servizio. Le prime ore del mattino, dalle 6 alle 8, sono normalmente dedicate allo spazzamento della città. Per questo compito si utilizzano ramazze in saggina che, garantisce Denis, sono migliori di quelle in nylon: più ecologiche e sicuramente adatte a Venezia. “Ogni operatore ha una zona di competenza, la mia è tra Campo Sant’Angelo e il Teatro La Fenice, tutto sommato – afferma – è un’area tranquilla”.

Gli operatori ecologici si dedicano quindi alla raccolta dei rifiuti, depositati dagli abitanti alle prime ore del mattino, o persino prelevati porta a porta. Si raccoglie ogni giorno il rifiuto ‘residuo’ non riciclabile e, nei giorni prestabiliti, vetro, plastica, lattine, carta e cartone. “Le giornate più pesanti sono quelle della raccolta di carta e cartone: è incredibile – afferma – quanta carta venga gettata via ogni settimana dai veneziani”. In totale, secondo le stime di Veritas, si raccolgono ogni giorno nella città lagunare 200 tonnellate di rifiuti.

Vi è poi la raccolta, su appuntamento, degli oggetti più voluminosi, i cosiddetti ‘ingombranti’. “Gli abitanti dovrebbero portarli personalmente al pianterreno, ma molte case veneziane non dispongono di ascensore e se una signora anziana chiede un favore – racconta Denis – è difficile negarsi”.

La raccolta viene fatta sempre, con ogni condizione meteo: a meno che il livello dell’acqua non impedisca il transito dei barconi sotto i ponti di Venezia. “Stivali e via”, Denis continua i propri giri percorrendo ogni angolo della propria zona di competenza. Al fenomeno dell’‘acqua alta’ è legato un altro primario compito degli operatori Veritas: la disposizione delle passerelle, lungo percorsi prestabiliti a seconda del livello raggiunto dalla marea.

La giornata lavorativa si allunga in occasione delle numerose ricorrenze veneziane. Uno dei periodi in cui il lavoro è più intenso è il Carnevale: “continuiamoa spazzar via i coriandoli fino ad agosto”. A Capodanno si inizia a pulire la città sin dalle 2 di notte: “Spesso non ho neppure il tempo – rimpiange Denis – di brindare con mia moglie”. Lavoro extra anche per i concerti in piazza e per tutti i grandi eventi, dal Redentore alla Regata Storica. In tema di rifiuti,è rimasto nella memoria dei veneziani il disastroso concerto dei Pink Floyd del 1989, quando i fans invasero barbaramente la città lasciando ovunque tonnellate di rifiuti. Cosa farebbe Denis se la band inglese ritornasse in laguna? “Andrei a sentire il concerto, e se potessi il giorno seguente me ne resterei a Pellestrina!” 


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