Il maquillage di Venezia
Ogni giorno Venezia si sottopone ad una sessione di make-up È uno dei compiti degli operatori ecologici impegnati quotidianamente nella pulizia della città.
mestieri per venezia / professions for venice
Spazzare
con cura lo scenario del proprio matrimonio. Perché Palazzo
Ducale, Procuratorie Nuove e naturalmente Basilica di San Marco sono
state lo scenario delle indimenticabili fotografie delle nozze di Denis
Vianello, uno dei trecento operatori ecologici di Veritas. Un piccolo
esercito impegnato ogni giorno nella pulizia di campi, calli e ponti
della città lagunare, per i non meno importanti scatti dei
turisti e per rendere più gradevoli le passeggiate dei
residenti. Così, quando gli viene richiesto di ridare la giusta
dignità a Piazza San Marco dopo ricorrenze, concerti e feste,
Denis pensa infatti che quella medesima piazza è il fondale
delle immagini che ricordano la felicità del suo sposalizio.
“È una soddisfazione – rivela – vedere la
piazza pulita”.
Denis
è un fiero abitante di Pellestrina, il villaggio di pescatori
nella laguna sud di Venezia: ogni mattina, alle quattro e venti, lascia
la sua isola per raggiungere il posto di lavoro, nel centro storico di
Venezia. “Nonostante i disagi e i lunghi viaggi sto bene qua a
Venezia perché – spiega Denis – tutti i giorni posso
conoscere gente nuova: tutti noi di Pellestrina siamo abituati a fare i
pendolari, per studiare, per fare sport, per qualunque ragione”.
Dopo
un’ora circa di navigazione, Denis indossa la divisa ed entra in
servizio. Le prime ore del mattino, dalle 6 alle 8, sono normalmente
dedicate allo spazzamento della città. Per questo compito si
utilizzano ramazze in saggina che, garantisce Denis, sono migliori di
quelle in nylon: più ecologiche e sicuramente adatte a Venezia.
“Ogni operatore ha una zona di competenza, la mia è tra
Campo Sant’Angelo e il Teatro La Fenice, tutto sommato –
afferma – è un’area tranquilla”.
Gli
operatori ecologici si dedicano quindi alla raccolta dei rifiuti,
depositati dagli abitanti alle prime ore del mattino, o persino
prelevati porta a porta. Si raccoglie ogni giorno il rifiuto
‘residuo’ non riciclabile e, nei giorni prestabiliti,
vetro, plastica, lattine, carta e cartone. “Le giornate
più pesanti sono quelle della raccolta di carta e cartone:
è incredibile – afferma – quanta carta venga gettata
via ogni settimana dai veneziani”. In totale, secondo le stime di
Veritas, si raccolgono ogni giorno nella città lagunare 200
tonnellate di rifiuti.
Vi
è poi la raccolta, su appuntamento, degli oggetti più
voluminosi, i cosiddetti ‘ingombranti’. “Gli abitanti
dovrebbero portarli personalmente al pianterreno, ma molte case
veneziane non dispongono di ascensore e se una signora anziana chiede
un favore – racconta Denis – è difficile
negarsi”.
La
raccolta viene fatta sempre, con ogni condizione meteo: a meno che il
livello dell’acqua non impedisca il transito dei barconi sotto i
ponti di Venezia. “Stivali e via”, Denis continua i propri
giri percorrendo ogni angolo della propria zona di competenza. Al
fenomeno dell’‘acqua alta’ è legato un altro
primario compito degli operatori Veritas: la disposizione delle
passerelle, lungo percorsi prestabiliti a seconda del livello raggiunto
dalla marea.
La
giornata lavorativa si allunga in occasione delle numerose ricorrenze
veneziane. Uno dei periodi in cui il lavoro è più intenso
è il Carnevale: “continuiamoa spazzar via i coriandoli
fino ad agosto”. A Capodanno si inizia a pulire la città
sin dalle 2 di notte: “Spesso non ho neppure il tempo –
rimpiange Denis – di brindare con mia moglie”. Lavoro extra
anche per i concerti in piazza e per tutti i grandi eventi, dal
Redentore alla Regata Storica. In tema di rifiuti,è rimasto
nella memoria dei veneziani il disastroso concerto dei Pink Floyd del
1989, quando i fans invasero barbaramente la città lasciando
ovunque tonnellate di rifiuti. Cosa farebbe Denis se la band inglese
ritornasse in laguna? “Andrei a sentire il concerto, e se potessi
il giorno seguente me ne resterei a Pellestrina!”