Nòte Santa Stramare
Potrebbe
essere un racconto di Dickens. Niente melassa e buoni sentimenti,
però. La civiltà rurale ha nel Dna una fierezza rude, che
lascia solo baluginare lampi di poesia. Ma si farebbe davvero un torto
all’imminente Natale se non si volesse raccontare questa storia.
Quel che balugina sotto il vento aspro di monte che apre la
pelle,in questa chiusa di valli tra Piave e cielo, è
un’anonima lauda natalizia risalente al Cinquecento, forse di
origine istriana, ritrovata a Stramare, antico borgo oggi disabitato
dell’Alta Marca trevigiana. Strappata per un soffio al
definitivo scomparire dalla curiosità tenace di Mariano Lio,
appassionato di antropologia locale e riferimento per la storia e la
cultura di questo segmento d’Altamarca. “La nòte
santa” è una lauda natalizia tradizionalmente cantata
durante la discesa dalla montagna a valle nella notte di Natale da due
gruppi di cantori sino agli anni Cinquanta. Il canto, che si è
mantenuto nel borgo pressochè sconosciuto nel sottostante paese
di Segusino, è stato recuperato da Lio attraverso la voce
dell’ultimo cantore a conoscenza di testo e melodia, Duino
Stramare, della storica famiglia stramarese dei Botega. La versione
orale della lauda, con le sue inevitabili imprecisioni musicali e
testuali è stata sottoposta alla cura dei maestri Martino e
Gianmartino Durighello, stimatissimi direttori di coro e studiosi del
repertorio popolare sacro e profano. Ne è uscita una versione
per iscritto della lauda, composta di spartito e 14 strofe che
verrà cantata per la prima volta dopo sessant’anni
venerdì 19 dicembre 2008 nella chiesa di San Valentino a
Stramare durante un piccolo evento con inizio alle 20. Per
l’occasione è stato formato un coro, emblematicamente
riunito come Coro di Stramare e diretto da Sabino Toscan, secondo
maestro del coro Valcavasia. L’evento, che si preannuncia ricco
di suggestione, vedrà nei perimetri della minuscola chiesa
montana la presentazione della lauda, la spiegazione degli interventi e
l’esecuzione della stessa.”La nòte santa”
è proposta da amareSTRamare, gruppo spontaneo a
òpera de ròdol cioè secondo una vecchia
forma di solidarietà popolare fra famiglie e per interventi di
pubblica utilità che prevedeva prestazioni lavorative(
òpera ) gratuite e a rotazione ( ròdol ). Il neogruppo
vanta un presidente ad honorem che è la storia vivente del
minuscolo borgo, Oliva Stramare, di quasi 94 anni, ultimo
abitante di Stramare. L’evento si concluderà con un
momento conviviale, volto a riproporre anche l'aspetto popolare e
sociale della santa notte. “Secondo la tradizione, infatti-
spiega Lio ( che ha pubblicato, dal 1994 ad oggi cinque volumi su
Segusino ed il suo territorio-) l’esecuzione de “la
nòte santa” continuava di filò in filò.
L’arrivo dei cantanti diventava motivo di orgoglio per i
proprietari della stalla che in quelle giornate lessavano castagne o
patate da offrire, insieme a noci e an gòto de vin pìzhol
(vino “di casa”) a chi arrivava a porgere gli auguri
natalizi.”