Makola conquista la lady di ferro Nuovo guardaroba per Condy Rice
di
Roberta Paolini PADOVA. Cos’hanno in comune Sigourney
Weaver (interprete del film Alien), Jamie Lee Curtis (Halloween, la
notte delle streghe; Una poltrona per due), Meryl Streep, la scrittrice
di bestseller Ann Patchett e Condoleeza Rice? Apparentemente nulla, se
non che si servono tutte nello stesso negozio di New York, al 1001 di
Madison Avenue. Il negozio si chiama Makola ed è di Ilaria
Macola, stilista di successo e gentil signora del presidente di
PadovaFiere. «Gli americani sono innamorati dello shopping, la
particolarità del mio negozio è di cambiare abito in
vetrina ogni venti minuti. I miei clienti passano, lo vedono e chiamano
chiedendo la taglia che preferiscono» dice la Macola.
Nessuna boria nel jet set newyorkese, Woody Allen e
l’indimenticabile regina della sensualità Kim Basinger
vanno in “carne ed ossa” a provarsi gli abiti da Makola.
«La Basinger ha un fisico statuario, non la immaginavo
così alta» dice. Arrivano nel negozio sulla Medison Ave ed
entrano senza sensazionalismi. Occhiali da sole. Cortesia da jet set,
scelgono, comprano ed escono. «Abbiamo un prodotto classico,
elegante per la fascia alta del mercato» dice Macola. Nessuna
presunzione se si pensa che tra i clienti affezionati della stilista
padovana c’è la lady di ferro a stelle e strisce,
Condoleeza Rice, segretario di stato del Governo Bush. «Una donna
di una gentilezza incredibile - dice - sempre molto cordiale. È
innamorata dello shopping e della moda». Certo Condy, in versione
fashion victim, difficilmente riusciamo ad immaginarcela. Ma a quanto
pare. Un nome un destino, Condolcezza - questo doveva essere il suo
nome in origine - con un nome italiano, non poteva che avere guardaroba
made in Italy. Ecco cosa contiene l’armadio della donna
più potente del mondo, disegnato dalla Macola. Scarpe
decolté con tacco rigorosamente sei centimetri, in media stat
virtus, e colori pastello, che si contrappongono al classicissimo e
impeccabile tailleur crema o ai completi giacca-pantalone in gessato
antracite e nero imperante a cui ci aveva abituato la Rice. Una
deviazione decisamente verso il bon ton stile Audrey Hepburn (o
Jacqueline Kennedy a seconda dei gusti). La Rice avrebbe scelto
abitini, tubini, tailleur con giacca a trapezio. Insomma il classico un
po’ retrò e decisamente romantico. Tra i colori Condy ha
voluto tonalità chiare e pastello. Macola continua dunque
l’ascesa nell’olimpo (capriccioso e un po’ feroce
proprio come quello di matrice ellenica) delle divinità della
moda. Stilista di Fiorucci negli anni ’70 e di Naj Oleari negli
anni ’80, la Macola dà inizio alla collezione che porta il
suo nome aprendo negli anni ’90 un punto vendita nella
prestigiosa Madison Avenue di New York. I suoi capi sono indossati da
divi del cinema e personaggi famosi di Hollywood e dintorni. La Macola
riesce a conquistare l’attrice da Oscar come il
“capoccia” in stanza a Washington. Tra i negozi aperti
oltre a quello newyorkese, c’è un prestigioso negozio a
Cortina e uno nella sua Padova. La collezione viene distribuita in
tutto il mondo nei negozi più prestigiosi del segmento lusso.
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