L'asta al contrario vince chi offre meno
Comprare
una Smart per 8,72 Euro, una moto Ducati per 23,01 Euro, una crociera
di una settimana per 0,52 Euro. Sogni che si realizzano su
Shakebid.com, un’asta on line, che funziona al ribasso. Vince chi
offre di meno. L’idea, rivoluzionaria ma non originale (ci sono
già 54 siti come questi in Italia), è venuta a 4 giovani
ragazzi veneti, che si sono inventati imprenditori. Il più
«vecchio» ha 38 anni ed è Enrico Borin,
amministratore delegato della società. Gli altri non raggiungono
i 30 anni. Finora Shakebid.com già chiuso più di 90 aste
e poche settimane fa ha siglato un accordo con il colosso di viaggi on
line lasminutetour.com, il principale tour operator virtuale in Italia
nella vendita di pacchetti turistici «last minute». Come
funziona Shakebid? Vince chi fa l’offerta, unica, più
bassa. Il minimo per un’offerta è 1 centesimo di euro.
Prezzo base per presentare un’offerta? Un euro. L’asta
è al buio, nessuno sa quanto hanno offerto gli altri ma solo se
la sua offerta è più alta o opiù bassa.
Semplificando tra gli ultimi oggetti acquistati c’è una
Playstation Slim, accaparrata da un offerente per 0,80 Euro, ma per la
quale sono state fatte 230 offerte, cioè 230 euro entrati nelle
casse di Shakebid.com. La «tassa» per accedere al sistema
dell’asta al ribasso è obbligataria e consente
all’utente registrato di visualizzare le informazioni relative ad
ogni offerta. Ovvero di verificare se la sua offerta è
l’unica più bassa, l’ unica ma non la più
bassa o se altri hanno già messo sul piatto gli stessi soldi. La
cifra viene prelevata direttamente dal conto dell’offerente, che
registrandosi nel portale ha anche inserito i dati della sua carta di
credito, per la gestione dei pagamenti Shakebid (ed è
l’unico) usa il server sicuro per le transazioni on line di Banca
Sella. Ma cosa ci guadagnano da un’idea che apparentemente sembra
non stare in piedi? Semplice più utenti si registrano,
più offerte vengono fatte e di conseguenza maggiore sarà
il guadagno dei gestori del portale. Il modello di business lo spiega
proprio Borin «Il nostro scopo è riuscire ad attirare
contatti. Siamo un ottimo veicolo di marketing per chi mette a
disposizioni gli oggetti. In effetti noi non acquistiamo mai il bene ma
creiamo collaborazioni. Adesso per esempio c’è un accordo
con l’Alfa Romeo, e stiamo battendo all’asta l’auto
Mito. Si tratta di un’sta a tempo che scadrà tra circa 50
giorni». Base d’asta 0,1 euro, valore dell’auto
22mila euro. Con la potente eco del Web moltiplicare utenti è,
infatti, cosa semplice. Così tra passaparola e notizie
sull’aggiudicazione di beni a prezzi «low cost» i
quattro moschettieri di Shakebid contano di raggiungere l’Olimpo
delle aste on line al ribasso. «Credo che la selezione
sarà feroce e nell’arco di una manciata di mesi
resisteranno solo 4/5 operatori. E noi contiamo di essere tra quelli
«annuncia Borin. E come di grazia? «H semplice la nostra
asta si differenzia dalle altre perché abbiamo un sistema che
informa l’utente se la sua offerta si sta muovendo nel verso
giusto. Ecco allora che la fortuna non trova spazio in questo gioco, ma
entra in scena la strategia». Il progetto imprenditoriale,
partito ad Aprile con un investimento iniziale di 20mila euro, è
ancora in fase di start up, ma Borin è fiducioso «contiamo
di arrivare a break even nel giro di 6/7 mesi e di essere tra i pochi
che resisteranno in questo settore, che in poco tempo può farti
crescere velocemente, ma che nello stesso tempo può farti
chiudere».