Passante
Impossibile
negarlo. È bello. Fluido. Scorrevole. Sicuro. L'auto sembra
anche viaggiare meglio su quell'asfalto, pulito, silenzioso, drenante.
Barriere alte, che non lasciano passare rumori molesti. Paesaggio di
aperta campagna che, ieri, grazie al cielo terso, permetteva anche di
guidare guardando la neve sulle montagne del bellunese. Tutti lo
aspettavano, tanti lo volevano vedere da vicino e provare. E in molti
lo hanno fatto subito. Sono ancora le 13 quando ci avviciniamo alla
nuova creatura. Attorno a Bonisiolo, quartier generale della cerimonia
inaugurale, c'è una macchina delle forze dell'ordine ad ogni
incrocio e svincolo. I curiosi, a piedi, cercano di avvicinarsi, ma
l'area è off-limits. Suonano le sirene: è il presidente
Berlusconi. Anzi, se ne sta andando. Discorsi e interviste sono finite.
C'è chi applaude, gli agenti della Municipale salutano le auto
blu con il saluto militare. L'ordinanza parlava di apertura dalle ore
14. C'è chi ce l'ha fatta prima. Noi proviamo a percorrerlo
arrivando dalla tangenziale di Mestre, come in una sorta di
contrappasso. Sono le 14.11 quando in direzione Trieste si torna a
circolare. Dopo Marcon le prime nuove indicazioni per Milano. Qualcuno
rallenta, spaesato. Altri non ci fanno caso. Noi entriamo. Il biglietto
d'ingresso è il numero 6. Nel primo chilometro incontriamo
subito un pannello luminoso di Benvenuto. Viaggiamo sui 90 all'ora. E
anche gli altri vanno piano. Sembra quasi che ci sia timore a sporcare
quell'asfalto. Ai lati delle carreggiate gli addetti dell'autostrada
rimuovono gli ultimi cartelli, alcuni striscioni con i nomi delle ditte
che per 1.600 giorni hanno lavorato all'opera. Primo sottopasso:
c'è luce, tanta luce. La radio accesa non prende bene il
segnale, ma poco male, dura qualche secondo. Ecco il primo viadotto:
sopra c'è gente. Salutano le auto, sembrano voler festeggiare e
non protestare. Sono gli stessi residenti della zona, forse quelli che
hanno dovuto dire addio alla loro casa per gli espropri. Ma adesso sono
là ad applaudire. Un signore anziano con un cappello si affaccia
tra una barriera fonoassorbente e l'altra come se si stesse affacciando
alla finestra: saluta anche lui le auto. Sembra quasi la scena di un
film degli anni cinquanta, quando al cinema non si poteva sempre andare
e si guardavano le auto passare come davanti ad un megaschermo. Non ci
sono le uscite intermedie, ma la cartellonistica è già
presente, anche se coperta. Passiamo sopra il Marzenego, poi il
Cimetto. L'asfalto non ha un sussulto. Poi ecco l'indicazione per
Padova Est: senza accorgersi ci si ritrova in A4, come in un tuttuno
con il Passante. Paghiamo 5,80 euro al casello e invertiamo la marcia.
Nel percorso inverso c'è il tempo per scoprire il primo
incidente: un furgone è a bordo strada perchè ha forato.
Poco dopo un cane, investito, giace in mezzo alla prima corsia:
purtroppo è lui la prima vittima del Passante.