Premio Giornalistico Alfio Menegazzo


 

Passate Edizioni - 2009 - Articoli: Raffaele Rosa

 

Passante

Impossibile negarlo. È bello. Fluido. Scorrevole. Sicuro. L'auto sembra anche viaggiare meglio su quell'asfalto, pulito, silenzioso, drenante. Barriere alte, che non lasciano passare rumori molesti. Paesaggio di aperta campagna che, ieri, grazie al cielo terso, permetteva anche di guidare guardando la neve sulle montagne del bellunese. Tutti lo aspettavano, tanti lo volevano vedere da vicino e provare. E in molti lo hanno fatto subito. Sono ancora le 13 quando ci avviciniamo alla nuova creatura. Attorno a Bonisiolo, quartier generale della cerimonia inaugurale, c'è una macchina delle forze dell'ordine ad ogni incrocio e svincolo. I curiosi, a piedi, cercano di avvicinarsi, ma l'area è off-limits. Suonano le sirene: è il presidente Berlusconi. Anzi, se ne sta andando. Discorsi e interviste sono finite. C'è chi applaude, gli agenti della Municipale salutano le auto blu con il saluto militare. L'ordinanza parlava di apertura dalle ore 14. C'è chi ce l'ha fatta prima. Noi proviamo a percorrerlo arrivando dalla tangenziale di Mestre, come in una sorta di contrappasso. Sono le 14.11 quando in direzione Trieste si torna a circolare. Dopo Marcon le prime nuove indicazioni per Milano. Qualcuno rallenta, spaesato. Altri non ci fanno caso. Noi entriamo. Il biglietto d'ingresso è il numero 6. Nel primo chilometro incontriamo subito un pannello luminoso di Benvenuto. Viaggiamo sui 90 all'ora. E anche gli altri vanno piano. Sembra quasi che ci sia timore a sporcare quell'asfalto. Ai lati delle carreggiate gli addetti dell'autostrada rimuovono gli ultimi cartelli, alcuni striscioni con i nomi delle ditte che per 1.600 giorni hanno lavorato all'opera. Primo sottopasso: c'è luce, tanta luce. La radio accesa non prende bene il segnale, ma poco male, dura qualche secondo. Ecco il primo viadotto: sopra c'è gente. Salutano le auto, sembrano voler festeggiare e non protestare. Sono gli stessi residenti della zona, forse quelli che hanno dovuto dire addio alla loro casa per gli espropri. Ma adesso sono là ad applaudire. Un signore anziano con un cappello si affaccia tra una barriera fonoassorbente e l'altra come se si stesse affacciando alla finestra: saluta anche lui le auto. Sembra quasi la scena di un film degli anni cinquanta, quando al cinema non si poteva sempre andare e si guardavano le auto passare come davanti ad un megaschermo. Non ci sono le uscite intermedie, ma la cartellonistica è già presente, anche se coperta. Passiamo sopra il Marzenego, poi il Cimetto. L'asfalto non ha un sussulto. Poi ecco l'indicazione per Padova Est: senza accorgersi ci si ritrova in A4, come in un tuttuno con il Passante. Paghiamo 5,80 euro al casello e invertiamo la marcia. Nel percorso inverso c'è il tempo per scoprire il primo incidente: un furgone è a bordo strada perchè ha forato. Poco dopo un cane, investito, giace in mezzo alla prima corsia: purtroppo è lui la prima vittima del Passante. 

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