Premio Giornalistico Alfio Menegazzo


 

Passate Edizioni - 2009 - Articoli: Elena Vascon

 

Le confraternite a difesa dei sapori di una volta

L’azione di club e circoli enogastronomici in un’intervista al trevigiano Antonio Roccon

Il recupero delle tradizioni

Sono ventidue nel Veneto, due nel Padovano: hanno la passione per i piatti antichi e un tempo poveri; e si dedicano anche a iniziative sociali

In Veneto, e in tutta Italia, l’interesse per la cultura alimentare ha fatto sorgere numerose iniziative volte al recupero della tradizione enogastronomica locale. Un impegno in questo settore è svolto anche dalle confraternite, nate con l’intento di conservare le tradizioni del territorio, con particolare riguardo agli aspetti culinari e culturali.

Molte congregazioni italiane, circa 140, sono affiliate alla Fice, federazione italiana circoli enogastronomici. La federazione, fondata nel 1975, ha come obiettivo diffondere e valorizzare la conoscenza del vino e della cucina italiani nelle loro componenti tecniche, storiche, di costume e folclore.

«Ogni confraternita – spiega Antonio Roccon, gran maestro della congrega dei Radici e fasioi di Susegana (Treviso) – è nata perché nel suo territorio alcuni prodotti stavano scomparendo.

I “radici”, ovvero il radicchio, con i fagioli un tempo era un piatto che veniva mangiato tutte le sere dell’anno, quasi ci si vergognava a dire che si mangiava “radici e fasioi”. Oggi grazie all’impegno della congrega, fondata nel 1999, è diventato un menu da ristorante».

Tra gli obiettivi della Fice c’è anche la promozione e il sostegno d’iniziative a carattere nazionale?

«Durante l’anno tutte le confraternite organizzano momenti d’incontro, cene a livello locale ma anche giornate di scambio enogastronomico e culturale tra regioni. In questo modo vengono valorizzati e conosciuti il territorio, i paesi, la cultura. Diamo un input importante al turismo. In settembre la congrega ha festeggiato il decennale di fondazione e Susegana è stata la sede d’incontro tra decine di persone».

E ci sono anche iniziative a livello internazionale?

«Con un certo orgoglio posso affermare che in pochi anni sono state realizzate molte iniziative che ci hanno visto uscire da confini locali, attivare scambi e collaborazioni con altri stati e giungere fino a Bruxelles, al parlamento europeo».

Accanto ai momenti di convivio vengono organizzati anche corsi?

«Ci sembra giusto ricordare e celebrare i meriti nutrizionali dei prodotti a cui una confraternita si rifà. Un piatto di grande semplicità come i “radici e fasioi”, che diede sostentamento a generazioni di contadini, ha proprietà nutrizionali importanti che vanno divulgate. Si deve conoscere ciò che si mangia e studiare le tradizioni a cui sono legati i cibi».

In cucina le cose più semplici sono anche le migliori?

«Se ricordo per un attimo i cibi che mangiavo da ragazzo, compaiono grandi taglieri di polente fumanti e “pignatte” di fagioli. Generazioni di veneti sono cresciuti così, senza la “mucca pazza” e i fast-food. I “radici e fasioi”, come la “renga”, la sopressa e altri prodotti tipici, fanno parte della nostra storia e grazie all’impegno delle confraternite sono conosciuti anche oltre i confini nazionali».

Le confraternite sono impegnate anche al raggiungimento di finalità di carattere sociale?

«La congrega è senza scopo di lucro, tutti i fondi che raccogliamo durante i convivi o gli incontri servono per promuovere progetti e sostenere famiglie o persone bisognose».

Lei è anche segretario del Ceuco. Di cosa si tratta?

«Nel maggio del 2005 assieme ad altre undici confraternite europee provenienti da Francia, Spagna, Portogallo e Italia, abbiamo fondato a Bayonne, in Francia, il consiglio europeo delle confraternite enogastronomiche. Il comitato riunisce le varie federazioni nazionali e organizza raduni e conferenze tra confraternite provenienti da vari stati europei. Attualmente vi fanno parte anche Grecia, Estonia e Ungheria».

Prossimi appuntamenti l’incontro delle confraternite nazionali ed europee al castello di San Salvatore di Susegana (Treviso) il 17 e 18 gennaio 2009.

Informazioni: federazione italiana circoli enogastronomici, telefono 0444-831041, fax 0444-439700 (oppure e-mail www.nuovaenofice.it); congrega dei Radici e fasioi (338-5236586).


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