Le confraternite a difesa dei sapori di una volta
L’azione di club e circoli enogastronomici in un’intervista al trevigiano Antonio Roccon
Il recupero delle tradizioni
Sono
ventidue nel Veneto, due nel Padovano: hanno la passione per i piatti
antichi e un tempo poveri; e si dedicano anche a iniziative sociali
In
Veneto, e in tutta Italia, l’interesse per la cultura alimentare
ha fatto sorgere numerose iniziative volte al recupero della tradizione
enogastronomica locale. Un impegno in questo settore è svolto
anche dalle confraternite, nate con l’intento di conservare le
tradizioni del territorio, con particolare riguardo agli aspetti
culinari e culturali.
Molte
congregazioni italiane, circa 140, sono affiliate alla Fice,
federazione italiana circoli enogastronomici. La federazione, fondata
nel 1975, ha come obiettivo diffondere e valorizzare la conoscenza del
vino e della cucina italiani nelle loro componenti tecniche, storiche,
di costume e folclore.
«Ogni
confraternita – spiega Antonio Roccon, gran maestro della
congrega dei Radici e fasioi di Susegana (Treviso) – è
nata perché nel suo territorio alcuni prodotti stavano
scomparendo.
I
“radici”, ovvero il radicchio, con i fagioli un tempo era
un piatto che veniva mangiato tutte le sere dell’anno, quasi ci
si vergognava a dire che si mangiava “radici e fasioi”.
Oggi grazie all’impegno della congrega, fondata nel 1999,
è diventato un menu da ristorante».
Tra gli obiettivi della Fice c’è anche la promozione e il sostegno d’iniziative a carattere nazionale?
«Durante
l’anno tutte le confraternite organizzano momenti
d’incontro, cene a livello locale ma anche giornate di scambio
enogastronomico e culturale tra regioni. In questo modo vengono
valorizzati e conosciuti il territorio, i paesi, la cultura. Diamo un
input importante al turismo. In settembre la congrega ha festeggiato il
decennale di fondazione e Susegana è stata la sede
d’incontro tra decine di persone».
E ci sono anche iniziative a livello internazionale?
«Con
un certo orgoglio posso affermare che in pochi anni sono state
realizzate molte iniziative che ci hanno visto uscire da confini
locali, attivare scambi e collaborazioni con altri stati e giungere
fino a Bruxelles, al parlamento europeo».
Accanto ai momenti di convivio vengono organizzati anche corsi?
«Ci
sembra giusto ricordare e celebrare i meriti nutrizionali dei prodotti
a cui una confraternita si rifà. Un piatto di grande
semplicità come i “radici e fasioi”, che diede
sostentamento a generazioni di contadini, ha proprietà
nutrizionali importanti che vanno divulgate. Si deve conoscere
ciò che si mangia e studiare le tradizioni a cui sono legati i
cibi».
In cucina le cose più semplici sono anche le migliori?
«Se
ricordo per un attimo i cibi che mangiavo da ragazzo, compaiono grandi
taglieri di polente fumanti e “pignatte” di fagioli.
Generazioni di veneti sono cresciuti così, senza la “mucca
pazza” e i fast-food. I “radici e fasioi”, come la
“renga”, la sopressa e altri prodotti tipici, fanno parte
della nostra storia e grazie all’impegno delle confraternite sono
conosciuti anche oltre i confini nazionali».
Le confraternite sono impegnate anche al raggiungimento di finalità di carattere sociale?
«La
congrega è senza scopo di lucro, tutti i fondi che raccogliamo
durante i convivi o gli incontri servono per promuovere progetti e
sostenere famiglie o persone bisognose».
Lei è anche segretario del Ceuco. Di cosa si tratta?
«Nel
maggio del 2005 assieme ad altre undici confraternite europee
provenienti da Francia, Spagna, Portogallo e Italia, abbiamo fondato a
Bayonne, in Francia, il consiglio europeo delle confraternite
enogastronomiche. Il comitato riunisce le varie federazioni nazionali e
organizza raduni e conferenze tra confraternite provenienti da vari
stati europei. Attualmente vi fanno parte anche Grecia, Estonia e
Ungheria».
Prossimi
appuntamenti l’incontro delle confraternite nazionali ed europee
al castello di San Salvatore di Susegana (Treviso) il 17 e 18 gennaio
2009.
Informazioni:
federazione italiana circoli enogastronomici, telefono 0444-831041, fax
0444-439700 (oppure e-mail www.nuovaenofice.it); congrega dei Radici e
fasioi (338-5236586).