Il club Cinque Archi a Barbariga di Vigonza
Paladini della sopressa veneta. Un gruppo di amici estimatori, un concorso e perfino un museo
Sono
ventidue le confraternite venete: una a Belluno e Rovigo, due a Padova,
sette a Treviso, tre a Venezia e Vicenza e cinque a Verona (il
dettaglio nel box in questa stessa pagina). Ognuna volta a valorizzare
il proprio territorio, i prodotti che lo caratterizzano ma anche la
cultura locale. Alle porte della città di Padova, a Barbariga di
Vigonza, c’è la sede del club Cinque archi. Dal 2003 il
circolo valorizza e tramanda la conoscenza della sopressa veneta, nella
sua espressione più genuina, realizzata secondo i metodi in uso
nel 1900. I soci fondatori fin dal 1992 si trovavano per discutere
sulla bontà delle rispettive sopresse. Da questi incontri
è nata l’idea di istituire un vero e proprio concorso, con
regolare giuria a stabilire quale fosse la migliore tra le sopresse dei
commensali, al fine di tramandare e valorizzare la conoscenza della
sopressa veneta nella sua espressione più genuina. «Non
c’era solo il piacere del palato dietro a quella decisione
– ricorda il presidente Franco Tacchetto – ma
l’intenzione di salvaguardare una nobile tradizione tanto cara ai
nostri padri, che si rifà al principio di fedeltà, alla
genuinità e alla fragranza della cucina veneta». Da
diciotto anni i maestri della sopressa veneta si sfidano nel produrre
il miglior insaccato con i metodi tradizionali. La “gara della
sopressa” prevede di presentare un prodotto dal peso non
inferiore ai 1500 grammi e, naturalmente, che non deve essere stata
acquistata. I criteri che ispirano il giudizio finale riguardano
l’aspetto, la consistenza, il profumo e il gusto di ciascuna
sopressa iscritta al concorso.
A
fianco della tradizionale gara, il club Cinque archi promuove
iniziative di solidarietà, dalla festa della befana per aiutare
i bambini vicini alla serata dedicata a Chernobyl per aiutare i bambini
lontani, e di aiuto alle famiglie disagiate.
«Il
club – spiega Franco Tacchetto – nasce per la
volontà di rivivere lo scopo solidale dello stare insieme, per
la volontà di divertirsi tra amici ricordando però anche
coloro che, più sfortunati, hanno bisogno di aiuto. Stiamo
puntando anche sui giovani, perché loro sono il futuro».
Attraverso il concorso Alfio Menegazzo ogni anno vengono premiati
giovani giornalisti veneti.
Il
corrispondente del Gazzettino Alfio Menegazzo, scomparso qualche anno
fa, è stato tra i fondatori del club, e fu lui a dare alla
manifestazione la spinta propulsiva e a farla crescere.
Altra
iniziativa per valorizzare la conoscenza della cultura contadina nella
sede del circolo, a Cà Tacchetto, è allestita una
mostra-museo dedicata alla cultura contadina. In esposizione, tanti
oggetti e attrezzi che ricordano il lavoro dei nostri nonni.
Il
club Cinque archi nel tempo è cresciuto: da semplice rimpatriata
di amici che si gustavano una sopressa discutendo delle sue
qualità è diventato una solidale realtà, con scopi
precisi, una sua sede e un numero sempre maggiore di soci e
simpatizzanti.
Informazioni: 335-269603 (o info@clubcinquearchi.org).