Premio Giornalistico Alfio Menegazzo


 

Passate Edizioni - 2009 - Articoli: Elena Vascon

 

Il club Cinque Archi a Barbariga di Vigonza

Paladini della sopressa veneta. Un gruppo di amici estimatori, un concorso e perfino un museo

Sono ventidue le confraternite venete: una a Belluno e Rovigo, due a Padova, sette a Treviso, tre a Venezia e Vicenza e cinque a Verona (il dettaglio nel box in questa stessa pagina). Ognuna volta a valorizzare il proprio territorio, i prodotti che lo caratterizzano ma anche la cultura locale. Alle porte della città di Padova, a Barbariga di Vigonza, c’è la sede del club Cinque archi. Dal 2003 il circolo valorizza e tramanda la conoscenza della sopressa veneta, nella sua espressione più genuina, realizzata secondo i metodi in uso nel 1900. I soci fondatori fin dal 1992 si trovavano per discutere sulla bontà delle rispettive sopresse. Da questi incontri è nata l’idea di istituire un vero e proprio concorso, con regolare giuria a stabilire quale fosse la migliore tra le sopresse dei commensali, al fine di tramandare e valorizzare la conoscenza della sopressa veneta nella sua espressione più genuina. «Non c’era solo il piacere del palato dietro a quella decisione – ricorda il presidente Franco Tacchetto – ma l’intenzione di salvaguardare una nobile tradizione tanto cara ai nostri padri, che si rifà al principio di fedeltà, alla genuinità e alla fragranza della cucina veneta». Da diciotto anni i maestri della sopressa veneta si sfidano nel produrre il miglior insaccato con i metodi tradizionali. La “gara della sopressa” prevede di presentare un prodotto dal peso non inferiore ai 1500 grammi e, naturalmente, che non deve essere stata acquistata. I criteri che ispirano il giudizio finale riguardano l’aspetto, la consistenza, il profumo e il gusto di ciascuna sopressa iscritta al concorso.

A fianco della tradizionale gara, il club Cinque archi promuove iniziative di solidarietà, dalla festa della befana per aiutare i bambini vicini alla serata dedicata a Chernobyl per aiutare i bambini lontani, e di aiuto alle famiglie disagiate.

«Il club – spiega Franco Tacchetto – nasce per la volontà di rivivere lo scopo solidale dello stare insieme, per la volontà di divertirsi tra amici ricordando però anche coloro che, più sfortunati, hanno bisogno di aiuto. Stiamo puntando anche sui giovani, perché loro sono il futuro». Attraverso il concorso Alfio Menegazzo ogni anno vengono premiati giovani giornalisti veneti.

Il corrispondente del Gazzettino Alfio Menegazzo, scomparso qualche anno fa, è stato tra i fondatori del club, e fu lui a dare alla manifestazione la spinta propulsiva e a farla crescere.

Altra iniziativa per valorizzare la conoscenza della cultura contadina nella sede del circolo, a Cà Tacchetto, è allestita una mostra-museo dedicata alla cultura contadina. In esposizione, tanti oggetti e attrezzi che ricordano il lavoro dei nostri nonni.

Il club Cinque archi nel tempo è cresciuto: da semplice rimpatriata di amici che si gustavano una sopressa discutendo delle sue qualità è diventato una solidale realtà, con scopi precisi, una sua sede e un numero sempre maggiore di soci e simpatizzanti.

Informazioni: 335-269603 (o info@clubcinquearchi.org).


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