Premio Giornalistico Alfio Menegazzo


 

Passate Edizioni - 2009 - Articoli: Stefano Vicentini

 

Speciale "volti di Concamarise"

    Corti. Le tenute dei Finato Martinati e dei Parodi hanno segnato la storia del paese e continuano tradizioni secolari.

Il tabacco va in fumo? Il saggio pensa al riso

Le grandi aziende agricole da decenni lavorano per le multinazionali delle sigarette. Ma ora c'è l'acqua per riattivare le risaie, come un tempo.

La storia dell'agricoltura a Concamarise -che nel secolo scorso era tutta la storia del paese- è legata indissolubilmente alle famiglie Finato Martinati e Parodi. Entrambe, nel Novecento, sono riuscite a innalzare l'agricoltura locale a livelli d'eccellenza, sia nella produzione e nel successo economico della loro azienda, sia nel merito di aver dato occupazione a centinaia di famiglie promovendo, quindi, lavoro e sviluppo sociale. Nella vasta pianura del Basso Veronese le due dinastie di proprietari agrari hanno trovato terreno favorevole per lo sviluppo delle coltivazioni, raggiungendo nel tempo risultati notevoli, che hanno portato al successo sui mercati italiani ed esteri. Ma chi sono stati i Finato Martinati e i Parodi? Quali segreti di famiglia conservano e qual è la storia delle loro aziende agricole? Il mondo è cambiato, dai tempi in cui la coltivazione dei campi costituiva l'unica attività economica del paese, ma a entrare nelle proprietà di queste famiglie, vaste e lussuose tenute d'antiche corti dominicali, si coglie il valore di una tradizione che ha saputo perpetuarsi. Spiega Guido Martinati: "Mio nonno Lotario Finato fu il primo sindaco di Concamarise nel dopoguerra, medico chirurgo, volontario anziano durante l'ultima guerra mondiale. Mio padre Pietro ha dato forte slancio all'azienda agricola, che si presenta tuttora attivissima e diversificata, dal settore tabacchicolo al biologico, dallo zootecnico al turistico. Nell'Ottocento, la tenuta è stata ereditata dalle illustri famiglie dei Malaspina e dei Montanari. Inizialmente era una vasta estensione di risaie, come mostra una delle nostre più antiche fotografie, con i covoni di riso sotto le barchesse. Numerosa era la manodopera, quando le lavorazioni venivano fatte a mano, ma la meccanizzazione agricola l'ha notevolmente ridotta e i nostri sforzi si sono rivolti all'investimento in macchinari all'avanguardia. Il fiore all'occhiello è il tabacco. Oggi siamo la più importante azienda di trasformazione del tabacco in Europa, con vendita diretta alle multinazionali". Guido Finato Martinati, esperto nel settore tanto che ricopre anche numerose cariche dirigenziali in vari enti, spiega che il passaggio dal riso al tabacco fu forzato dalla minore disponibilità d'acqua, mentre oggi che il Consorzio Valli Grandi permette una buona distribuzione idrica, si potrebbe pensare ad un ritorno agli antichi fasti delle risaie. Le pareti di casa Finato Martinati e la bacheca dell'ufficio conservano cimeli e memorie storiche. C'è un prezioso quadro antico che ritrae il doge Venier mentre riceve dall'esercito veneziano un manipolo di prigionieri, frutto della vittoria cinquecentesca dei cristiani contro i turchi nella battaglia di Lepanto. "Dalle ricerche storiche fatte", spiega Guido Finato Martinati, "quel doge sarebbe un lontano avo, alle radici nell'albero genealogico della nostra famiglia". Tra le fotografie recenti di personalità in visita, ecco il Presidente della Repubblica Francesco Cossiga e il commissario straordinario all'agricoltura americana Fisher. Una lunga storia significativa, dunque, che da Concamarise s'è proiettata fino all'estero.

TABACCO. Ma c'è un'altra famiglia di Concamarise, quella dei Parodi, che pure ha investito nell'agricoltura raggiungendo prestigiosi traguardi. A raccontarne la storia è Giuseppe Parodi, che è stato sindaco del paese tra il 1965 e il 1970. L'agricoltore descrive com'era la corte padronale ai tempi del massimo fulgore, prima della guerra: "Avevamo in quegli anni più di cinquecento dipendenti, di cui 350 erano donne, su un migliaio di campi. Si lavorava il tabacco, non solo nella stagione del raccolto, bensì tutto l'anno: i contadini andavano fuori con il caldo e nella stagione fredda stavano nei magazzini con precise occupazioni, alcune delle quali ora estinte. Oggi non è mutato il nostro patrimonio terriero, ancora un migliaio di campi, ma la manodopera è scesa a una trentina d'unità". "Fino ad alcuni decenni fa", conclude l'agricoltore, "venivano a lavorare da noi persone provenienti non solo da Concamarise ma da molti paesi della Bassa, portando a casa una paga regolare che è stata loro utile per crearsi una famiglia e per raggiungere un discreto benessere. Tante famiglie sono state riconoscenti dei benefici che l'azienda agricola ha portato loro; da qui la nostra più grande soddisfazione".

COME ERAVAMO

Dopo il raccolto ogni foglia è cucita e appesa.

Soffrivano il caldo, la stanchezza, la fame, ma per i raccoglitori di tabacco significava tuttavia godere d'un discreto benessere, per i tempi di allora.

CONSEGNA. Il castaldo, il capo della manodopera, affida una "sbrazà" (bracciata) di tabacco, perché sia deposto sul bancone, dove ogni foglia verrà poi infilata con l'ago e messa sulle stanghette (bastoni di legno).

RITRATTO. Foto di gruppo, prima di mettere il tabacco in essicatoio. Si vedono i raccoglitori coi i manocchi, pacchetti di foglie appena raccolte e pronte per l'essicatura, che avverrà in ambienti ad ampia aerazione. 

ESSICATOIO. Le pesanti "stanghette" di tabacco vengono sistemate su impalcature, dove le foglie ingialliranno a contatto con l'aria. Questa era la procedura d'estate; d'inverno per essicare si accendevano fuochi.  

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