Oggi il battesimo della torre Aquileia
E Jesolo diventa una “city beach”
Nasce
ufficialmente la “city beach del terzo millennio”. La
rinascita di quella Jesolo disegnata nel 1997 dal luminare Kenzo Tange
che il Comune ha voluto rilanciare con progetti di archistar. Oggi,
infatti, si alza il sipario sulla prima torre del litorale firmata
dallo spagnolo Carlos Ferrater. Settantadue metri d’altezza dai
quali svettano una sorta di vele diventate già simbolo della
“nuova” Jesolo. Ed è solo l’inizio.
Perché a ruota seguiranno altri 20 progetti griffati per dare
una nuova identità a questa località, non senza
difficoltà. Da una parte ci sono le velleità di un Comune
che mira ad essere unico in Italia per le sue opere architettoniche,
dall’altra la Sovrintendenza che intende tagliare le altezze per
l’impatto ambientale che questi giganti porteranno sul fronte
mare.
Alle
16 di oggi, in piazza Mazzini, il sindaco Francesco Calzavara,
Ferrater, i costruttori ed uno stuolo di autorità delle grandi
occasioni, taglieranno il nastro di Torre Aquileia: 73 metri
d’altezza, appartamenti da 80 mq venduti a partire da 450 mila
euro, sino ad arrivare al milione di euro per l’ultimo piano.
"Questa torre è come un incastro, un lavoro raffinato e
minuzioso- anticipa Ferrater-. In cima c'è un pinnacolo, come
fosse un sombrero a due punte, che tiene insieme tutta la facciata
della struttura". Il sindaco Calzavara rispolvera un suo cavallo di
battaglia: “Jesolo vuole essere un laboratorio per gli architetti
di fama mondiale”. E c’è da crederci, viste le torri
che stanno nascendo ed i nomi dei progettisti che girano sul litorale.
Lungo via Olanda è iniziata la seconda parte di Jesolo Village
dell’americano Richard Meier: la Beach Houses, palazzina di 10
piani che ospiterà 69 appartamenti di prestigio. Quanto al
lusso, quello vero, è nella torre di Roncalo Byrne e Joao Nunes
(24 piani, in costruzione) con appartamenti da 100 mq dotati di
riscaldamento e raffreddamento a pannelli radianti, regolazione
dell’umidità interna, il tutto circondato da 22 mila metri
quadrati di pineta.
La
lista delle grandi opere è tuttavia lunga. Dalle fondamenta
della discoteca “Capannine” nascerà un complesso
commerciale disegnato dall’irachena Zaha Hadid; Manuel e
Francisco Aires Mateus hanno invece progettato il parco commerciale
“Giardini di Jesolo” con una copertura-giardino.
C’è poi il nuovo porto turistico (in costruzione) da 700
posti barca il cui simbolo sarà la torre di Aurelio Galfetti. In
piazza Drago nel 2010 saranno inaugurate le “torri
gemelle”, ma poco lontano nascerà un nuovo insediamento
residenziale sul lungomare disegnato alla matita del francese Jean
Nouvel.
E
ancora molti altri progetti. Che dovranno prima, però, essere
vagliati dalla Sovrintendenza. Lo stabilisce la legge Galasso del 1985
che ha già “tagliato” due torri di Jesolo Village e
causato il blocco della torre in costruzione in piazza Nember. Una
scure vera e propria, in particolare sul fronte mare.
“Così si snatura la filosofia del master plan che prevede
la riorganizzazione degli spazi verso l’alto” dice il
sindaco di Jesolo. Il braccio di ferro con la Sovrintendenza è
destinato a continuare a colpi di ricorsi”.